L’intera tradizione filosofica ha prospettato il rapporto uomo-animale in un percorso paradigmaticamente antropocentrato che si risolve, nel migliore dei casi, in un’esclusività “ignava”, e nel peggiore, in un’esclusività “crudele”. E come se non bastasse, le scienze della vita, in tutti i tempi, sembrano essersi adeguate. L’animale, sempre drammaticamente al singolare e sempre indistinto (che si tratti di organismi unicellulari, di insetti, topi, cani, gatti o scimpanzé sembra non fare differenza), non è mai paradossalmente al centro della questione animale, al centro c’è sempre la questione autoreferenziale dell’uomo e dell’umanità, peraltro nella sua incapacità di pensare la differenza, l’alterità, la contaminazione (o, se si preferisce, la continuità biologica).

Animalia. Corrispondenze e responsabilità

AMODIO, PAOLO
2012

Abstract

L’intera tradizione filosofica ha prospettato il rapporto uomo-animale in un percorso paradigmaticamente antropocentrato che si risolve, nel migliore dei casi, in un’esclusività “ignava”, e nel peggiore, in un’esclusività “crudele”. E come se non bastasse, le scienze della vita, in tutti i tempi, sembrano essersi adeguate. L’animale, sempre drammaticamente al singolare e sempre indistinto (che si tratti di organismi unicellulari, di insetti, topi, cani, gatti o scimpanzé sembra non fare differenza), non è mai paradossalmente al centro della questione animale, al centro c’è sempre la questione autoreferenziale dell’uomo e dell’umanità, peraltro nella sua incapacità di pensare la differenza, l’alterità, la contaminazione (o, se si preferisce, la continuità biologica).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/537287
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