Il contributo muove dall’evidenza della centralità del linguaggio nella comprensione del fenomeno della divulgazione, sia da un punto di vista ‘pre-scientifico’ che scientifico, e pone quindi la questione di come esattamente vada inteso tale ruolo del linguaggio. In primo luogo viene effettuata una ricostruzione del modello teorico classico di “divulgazione”, normalmente utilizzato anche dalla linguistica. Essenziale è il fatto che tale modello rappresenta in definitiva la codificazione del fenomeno della divulgazione così come storicamente si è realizzato a partire soprattutto dall’Illuminismo, e non viceversa una sua premessa. In esso la divulgazione appare essenzialmente come un’operazione retorico-linguistica di organizzazione e presentazione del sapere per non specialisti – in altri termini come un problema di comunicazione al pubblico di un sapere già prodotto. Questo modello “classico” e intuitivamente condivisibile di divulgazione rivela però una fondamentale aporia proprio relativamente al ruolo del linguaggio: all’interno del processo di comunicazione esso dovrebbe svolgere funzioni diverse, avere caratteristiche diverse, eppure riuscire idealmente a trasferire un identico sapere. Di fronte a tale aporia appare necessario un ripensamento dell’idea di divulgazione, dell’idea di comunicazione e dell’idea di sapere. Tale ripensamento è affidato soprattutto alla linguistica e alla sua capacità di sviluppare un modello di “sapere” specificamente legato al linguaggio, alla possibilità di tenere insieme nel linguaggio variabilità e permanenza, e di ricostituire (non di trasportare) il sapere attraverso il linguaggio nella mediazione comunicativa.
Die Sprache der Popularisierung: eine Standortbestimmung / Bongo, Giancarmine. - 6:(2014), pp. 223-246.
Die Sprache der Popularisierung: eine Standortbestimmung
BONGO, Giancarmine
2014
Abstract
Il contributo muove dall’evidenza della centralità del linguaggio nella comprensione del fenomeno della divulgazione, sia da un punto di vista ‘pre-scientifico’ che scientifico, e pone quindi la questione di come esattamente vada inteso tale ruolo del linguaggio. In primo luogo viene effettuata una ricostruzione del modello teorico classico di “divulgazione”, normalmente utilizzato anche dalla linguistica. Essenziale è il fatto che tale modello rappresenta in definitiva la codificazione del fenomeno della divulgazione così come storicamente si è realizzato a partire soprattutto dall’Illuminismo, e non viceversa una sua premessa. In esso la divulgazione appare essenzialmente come un’operazione retorico-linguistica di organizzazione e presentazione del sapere per non specialisti – in altri termini come un problema di comunicazione al pubblico di un sapere già prodotto. Questo modello “classico” e intuitivamente condivisibile di divulgazione rivela però una fondamentale aporia proprio relativamente al ruolo del linguaggio: all’interno del processo di comunicazione esso dovrebbe svolgere funzioni diverse, avere caratteristiche diverse, eppure riuscire idealmente a trasferire un identico sapere. Di fronte a tale aporia appare necessario un ripensamento dell’idea di divulgazione, dell’idea di comunicazione e dell’idea di sapere. Tale ripensamento è affidato soprattutto alla linguistica e alla sua capacità di sviluppare un modello di “sapere” specificamente legato al linguaggio, alla possibilità di tenere insieme nel linguaggio variabilità e permanenza, e di ricostituire (non di trasportare) il sapere attraverso il linguaggio nella mediazione comunicativa.| File | Dimensione | Formato | |
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