Scopo della presente ricerca, condotta su 3 manze di razza Piemontese, è stato quello di mettere in evidenza l'eventuale influenza del trattamento ormonale di superovulazione su alcune variabili ematochimiche. Il ciclo di superovulazione è stato suddiviso in due fasi, precedente e successiva alla somministrazione della prostaglandina. Da ogni donatrice, a cadenza giornaliera, è stato prelevato un campione di sangue, a partire dal giorno precedente l'inizio del trattamento superovulatorio fino al giorno del flushing, per un totale di 13 prelievi (4 durante la prima fase e 9 durante la seconda). I campioni sono stati centrifugati per 15' a 3.000 giri e, dopo il recupero del plasma, suddivisi in aliquote conservate in congelatore a circa -20 °C fino al momento dell'esecuzione delle seguenti determinazioni analitiche: colesterolo, urea, glucosio, proteine totali, albumine, calcio, fosforo inorganico, ALP, CK, GGT, GOT o AST, GPT o ALT e LDH o LAD. I risultati di maggiore interesse possono essere cosí sintetizzati: (a) le donatrici sottoposte a trattamento di superovulazione hanno fornito una risposta notevolmente diversa, evidenziando una marcata variabilità individuale (b) la donatrice e la fase del ciclo di superovulazione costituiscono due importanti fonti di variazione per la maggior parte delle variabili ematochimiche considerate; l'interazione 'donatrice x fase' risulta significativa solamente per la GPT o ALT (c) il valore medio delle albumine, delle globuline, delle proteine totali e dell'urea risulta significativamente piú elevato nel soggetto che ha fornito la peggiore risposta al trattamento superovulatorio (d) la colesterolemia è piú elevata in corrispondenza della risposta piú scarsa, mentre il livello ematico del glucosio non sembra essere in relazione con l'efficienza della superovulazione (e) il valore medio delle transaminasi risulta inversamente proporzionale alla risposta ovarica delle donatrici (f) la calcemia, contrariamente alla fosforemia che non ha consentito di trarre indicazioni utili, raggiunge il valore piú elevato nel soggetto che ha dato il risultato peggiore (g) non è stato possibile trarre alcuna indicazione interpretativa dalla correlazione tra ormoni (progesterone, estrogeni e LH) e metaboliti (h) le donatrici tendono a conservare nel tempo la stessa posizione ordinale per ciascuna variabile ematochimica, confermando l'evidenziata individualità del soggetto.

Impiego della manza di razza Piemontese per la produzione di embrioni. IV. Indicatori metabolici

GRASSO, FERNANDO;
1992

Abstract

Scopo della presente ricerca, condotta su 3 manze di razza Piemontese, è stato quello di mettere in evidenza l'eventuale influenza del trattamento ormonale di superovulazione su alcune variabili ematochimiche. Il ciclo di superovulazione è stato suddiviso in due fasi, precedente e successiva alla somministrazione della prostaglandina. Da ogni donatrice, a cadenza giornaliera, è stato prelevato un campione di sangue, a partire dal giorno precedente l'inizio del trattamento superovulatorio fino al giorno del flushing, per un totale di 13 prelievi (4 durante la prima fase e 9 durante la seconda). I campioni sono stati centrifugati per 15' a 3.000 giri e, dopo il recupero del plasma, suddivisi in aliquote conservate in congelatore a circa -20 °C fino al momento dell'esecuzione delle seguenti determinazioni analitiche: colesterolo, urea, glucosio, proteine totali, albumine, calcio, fosforo inorganico, ALP, CK, GGT, GOT o AST, GPT o ALT e LDH o LAD. I risultati di maggiore interesse possono essere cosí sintetizzati: (a) le donatrici sottoposte a trattamento di superovulazione hanno fornito una risposta notevolmente diversa, evidenziando una marcata variabilità individuale (b) la donatrice e la fase del ciclo di superovulazione costituiscono due importanti fonti di variazione per la maggior parte delle variabili ematochimiche considerate; l'interazione 'donatrice x fase' risulta significativa solamente per la GPT o ALT (c) il valore medio delle albumine, delle globuline, delle proteine totali e dell'urea risulta significativamente piú elevato nel soggetto che ha fornito la peggiore risposta al trattamento superovulatorio (d) la colesterolemia è piú elevata in corrispondenza della risposta piú scarsa, mentre il livello ematico del glucosio non sembra essere in relazione con l'efficienza della superovulazione (e) il valore medio delle transaminasi risulta inversamente proporzionale alla risposta ovarica delle donatrici (f) la calcemia, contrariamente alla fosforemia che non ha consentito di trarre indicazioni utili, raggiunge il valore piú elevato nel soggetto che ha dato il risultato peggiore (g) non è stato possibile trarre alcuna indicazione interpretativa dalla correlazione tra ormoni (progesterone, estrogeni e LH) e metaboliti (h) le donatrici tendono a conservare nel tempo la stessa posizione ordinale per ciascuna variabile ematochimica, confermando l'evidenziata individualità del soggetto.
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