ELEMENTI ORDINATORI DEL PAESAGGIO AGRICOLO DI POMPEI. TRASFORMAZIONI E PERMANENZE. Il rapporto tra geografia e architettura rimanda ai primi atti fondativi, al legame natura-artificio che caratterizza una realtà territoriale, impronta che permane anche nelle successive trasformazioni. A questa idea di ‘impronta’ si vuole attribuire il concetto di ‘forma’ del territorio nel quale si intende far confluire le molteplici manifestazioni visive e insediative che si offrono nell’atto di attraversare un luogo. Parlare di ‘forma del territorio’ significa affermare l’esistenza di una manifestazione fisica in grado di delineare e caratterizzare una data realtà riferita a un tempo determinato. È così possibile individuare alcuni percorsi di conoscenza che pur determinando delle letture parziali, attraverso accostamenti, sovrapposizioni o intrecci, restituiscano la forma complessa di questa realtà. Gli elementi che partecipano alla definizione dei luoghi sono indubbiamente quelli geografici che appartengono alla natura del suolo: una strada, una sequenza di case, una linea di costa, un rilievo montuoso possono decretare un disegno basato su una geometria elementare che non contrappone la natura all’artificio, ma che rende possibile l’interrelazione tra la geografia e l’architettura. Tra la città compatta ereditata dalla storia e i campi coltivati si estendono poi le nuove città, nel cui disordine a volte è possibile decifrare le regole quasi istintive dei diversi sistemi insediativi: il disegno delle nuove aree residenziali si contrappone a quello della campagna fatto di tracce che rimandano alla divisione del suolo e al suo utilizzo. Le strade, i canali di irrigazione, i tracciati ordinatori, uniti ad alcuni manufatti rurali, sopravvivono ai processi di trasformazione in quanto legati ad un’antica struttura riconducibile a una tradizione agricola o pastorale, che si modifica con estrema lentezza. Ai segni antichi, che oppongono una tenace resistenza alle modificazioni, si affiancano recenti infrastrutture, vie di comunicazione che affermano nuove direzionalità e orientamenti, o ancora, nuovi poli di aggregazione, che assurgono a “tipi” di riferimento e che danno forma al recente sviluppo urbano.
Elementi ordinatori del paesaggio agricolo di Pompei. Trasformazioni e permanenze / Florio, Riccardo. - (2011), pp. 443-455.
Elementi ordinatori del paesaggio agricolo di Pompei. Trasformazioni e permanenze
FLORIO, RICCARDO
2011
Abstract
ELEMENTI ORDINATORI DEL PAESAGGIO AGRICOLO DI POMPEI. TRASFORMAZIONI E PERMANENZE. Il rapporto tra geografia e architettura rimanda ai primi atti fondativi, al legame natura-artificio che caratterizza una realtà territoriale, impronta che permane anche nelle successive trasformazioni. A questa idea di ‘impronta’ si vuole attribuire il concetto di ‘forma’ del territorio nel quale si intende far confluire le molteplici manifestazioni visive e insediative che si offrono nell’atto di attraversare un luogo. Parlare di ‘forma del territorio’ significa affermare l’esistenza di una manifestazione fisica in grado di delineare e caratterizzare una data realtà riferita a un tempo determinato. È così possibile individuare alcuni percorsi di conoscenza che pur determinando delle letture parziali, attraverso accostamenti, sovrapposizioni o intrecci, restituiscano la forma complessa di questa realtà. Gli elementi che partecipano alla definizione dei luoghi sono indubbiamente quelli geografici che appartengono alla natura del suolo: una strada, una sequenza di case, una linea di costa, un rilievo montuoso possono decretare un disegno basato su una geometria elementare che non contrappone la natura all’artificio, ma che rende possibile l’interrelazione tra la geografia e l’architettura. Tra la città compatta ereditata dalla storia e i campi coltivati si estendono poi le nuove città, nel cui disordine a volte è possibile decifrare le regole quasi istintive dei diversi sistemi insediativi: il disegno delle nuove aree residenziali si contrappone a quello della campagna fatto di tracce che rimandano alla divisione del suolo e al suo utilizzo. Le strade, i canali di irrigazione, i tracciati ordinatori, uniti ad alcuni manufatti rurali, sopravvivono ai processi di trasformazione in quanto legati ad un’antica struttura riconducibile a una tradizione agricola o pastorale, che si modifica con estrema lentezza. Ai segni antichi, che oppongono una tenace resistenza alle modificazioni, si affiancano recenti infrastrutture, vie di comunicazione che affermano nuove direzionalità e orientamenti, o ancora, nuovi poli di aggregazione, che assurgono a “tipi” di riferimento e che danno forma al recente sviluppo urbano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


