Da qualche tempo si legge del corpo come di un ‘oggetto giuridico nuovo’, che avrebbe fatto irruzione nel diritto dopo che la scienza giuridica si sarebbe provata in esercizi di sempre più raffinata eclissi. In uno dei passaggi più significativi di un lavoro che Jean Pierre Baud intitola non banalmente a La reincarnation du droit si legge che “La forza civilizzatrice che aveva teso ad escludere il corpo umano dalla dinamica dei rapporti giuridici” avrebbe ritrovato gradatamente nella astrazione della persona, il concetto filosofico e giuridico in grado di consumare più efficacemente un autentico occultamento del corpo. L’idea di un corpo obliato ed esploso dinanzi a un giurista sgomento gode, come noto, di una grande fortuna nella letteratura giuridica contemporanea. Ciò che inquieta e interroga il giurista è la fisionomia di un corporeità che si ritrova a irrompere come materia, come ‘realtà’: organi, tessuti, “diventano valori in sé, vivono di vita propria”, ma anche la prospettiva, prospettiva quasi “dal basso” che pare imporsi, quella di un individuo concreto che pone al centro del discorso giuridico i problemi del suo concreto esistere, il contesto fattuale entro cui egli si colloca, l’esercizio mai scontato dei suoi diritti. Ciò apre alla necessità di una questione teorica radicale: la ricerca di una regola giuridica, certo, ed allora quale commerciabilità per il corpo e delle sue parti, ma anche quale riconoscimento per il corpo diverso, per le unioni omossessuali.

Lo statuto giuridico del corpo tra diritti della personalità e paradigma proprietario; / Marzocco, Valeria. - (2011). (Intervento presentato al convegno Il custode della costituzione tenutosi a Università degli Studi di Macerata nel 1 febbraio 2011).

Lo statuto giuridico del corpo tra diritti della personalità e paradigma proprietario;

MARZOCCO, Valeria
2011

Abstract

Da qualche tempo si legge del corpo come di un ‘oggetto giuridico nuovo’, che avrebbe fatto irruzione nel diritto dopo che la scienza giuridica si sarebbe provata in esercizi di sempre più raffinata eclissi. In uno dei passaggi più significativi di un lavoro che Jean Pierre Baud intitola non banalmente a La reincarnation du droit si legge che “La forza civilizzatrice che aveva teso ad escludere il corpo umano dalla dinamica dei rapporti giuridici” avrebbe ritrovato gradatamente nella astrazione della persona, il concetto filosofico e giuridico in grado di consumare più efficacemente un autentico occultamento del corpo. L’idea di un corpo obliato ed esploso dinanzi a un giurista sgomento gode, come noto, di una grande fortuna nella letteratura giuridica contemporanea. Ciò che inquieta e interroga il giurista è la fisionomia di un corporeità che si ritrova a irrompere come materia, come ‘realtà’: organi, tessuti, “diventano valori in sé, vivono di vita propria”, ma anche la prospettiva, prospettiva quasi “dal basso” che pare imporsi, quella di un individuo concreto che pone al centro del discorso giuridico i problemi del suo concreto esistere, il contesto fattuale entro cui egli si colloca, l’esercizio mai scontato dei suoi diritti. Ciò apre alla necessità di una questione teorica radicale: la ricerca di una regola giuridica, certo, ed allora quale commerciabilità per il corpo e delle sue parti, ma anche quale riconoscimento per il corpo diverso, per le unioni omossessuali.
2011
Lo statuto giuridico del corpo tra diritti della personalità e paradigma proprietario; / Marzocco, Valeria. - (2011). (Intervento presentato al convegno Il custode della costituzione tenutosi a Università degli Studi di Macerata nel 1 febbraio 2011).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/462189
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