Nell’ambito dei rapporti tra autorità e consenso nel diritto tributario il legislatore nazionale ha introdotto nell’ultimo decennio, e poi sempre più perfezionato, spe-cifici strumenti di definizione delle posizioni fiscali dei contribuenti caratterizzati dalla definitività della pretesa fiscale, dal contraddittorio tra gli uffici finanziari e il contribuente e dal riconoscimento per quest’ultimo di taluni premi rinvenibili nella decurtazione al di sotto del minimo edittale delle sanzioni amministrative e, talvolta, anche di quelle penali, nonché nella preclusione dell’ulteriore azione accertatrice. Il fenomeno legislativo che si intende analizzare in questa sede è limitato all’accertamento con adesione ed alla conciliazione giudiziale i quali sono oramai stabilmente presenti nel nostro ordinamento giuridico atteso che ben tre diverse maggioranze politiche, anche tra loro opposte, hanno contribuito alla regolamentazione dell’accertamento con adesione (presente anche anteriormente alla riforma del 1971-73) ed all’introduzione della conciliazione giudiziale, rimodulate dal d. Lgs. 19 giugno 1997, n.218. I rispettivi lavori preparatori, nell’evidenziare la necessità di predisporre adeguati ed efficienti strumenti normativi vuoi per migliorare i rapporti tra l’Amministrazione finanziaria ed i cittadini chiamati al dovere della contribuzione alle spese pubbliche, vuoi per deflazionare l’enorme mole del contenzioso tributario, vuoi per addivenire ad una più rapida acquisizione dei tributi e delle relative sanzioni amministrative, individuano, però, soltanto i motivi e non lo scopo della normativa dalla quale far emergere prima la funzione giuridica e poi la natura degli istituti. L'indagine prende le mosse dall'individuazione degli elementi comuni delle fatti-specie dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, rinvenendole nella definitività dell’imposizione, nell'effettività del contraddittorio tra Amministrazione finanziaria e contribuente e nella funzione premiale negativa e positiva del diritto nell’accertamento con adesione e nella conciliazione giudiziale. Tale analisi permette di ammettere la legittimità dell’accertamento con adesione parziale, ossia la possibilità di definire soltanto alcune delle singole contestazioni dall'ufficio finanziario opposte al trasgressore in unico avviso di accertamento e di irrogazione delle relative sanzioni, negli atti di mera constatazione oppure, ancora emergenti nel corso del procedimento non soltanto nelle imposte indirette ove la disciplina positiva specificamente la riconosce, ma anche nell'imposizione diretta e sul valore aggiunto. L'analisi della disciplina dettata in tema, rispettivamente, di procedimento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, della correlata individuazione della competenza degli uffici finanziari, dei poteri del giudice e della disciplina per i coobbligati non aderenti, permette di qualificare l'atto di adesione e di rilevare gli adempimenti successivi riguardo sia all’accertamento con adesione, sia alla conciliazione giudiziale. Tale studio ha consente di rinvenire la natura del procedimento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale e gli effetti del mancato perfezionamento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale.

L’adesione parziale e il mancato perfezionamento nell’accertamento con adesione e nella conciliazione giudiziale

PENNELLA, NICOLA
2007

Abstract

Nell’ambito dei rapporti tra autorità e consenso nel diritto tributario il legislatore nazionale ha introdotto nell’ultimo decennio, e poi sempre più perfezionato, spe-cifici strumenti di definizione delle posizioni fiscali dei contribuenti caratterizzati dalla definitività della pretesa fiscale, dal contraddittorio tra gli uffici finanziari e il contribuente e dal riconoscimento per quest’ultimo di taluni premi rinvenibili nella decurtazione al di sotto del minimo edittale delle sanzioni amministrative e, talvolta, anche di quelle penali, nonché nella preclusione dell’ulteriore azione accertatrice. Il fenomeno legislativo che si intende analizzare in questa sede è limitato all’accertamento con adesione ed alla conciliazione giudiziale i quali sono oramai stabilmente presenti nel nostro ordinamento giuridico atteso che ben tre diverse maggioranze politiche, anche tra loro opposte, hanno contribuito alla regolamentazione dell’accertamento con adesione (presente anche anteriormente alla riforma del 1971-73) ed all’introduzione della conciliazione giudiziale, rimodulate dal d. Lgs. 19 giugno 1997, n.218. I rispettivi lavori preparatori, nell’evidenziare la necessità di predisporre adeguati ed efficienti strumenti normativi vuoi per migliorare i rapporti tra l’Amministrazione finanziaria ed i cittadini chiamati al dovere della contribuzione alle spese pubbliche, vuoi per deflazionare l’enorme mole del contenzioso tributario, vuoi per addivenire ad una più rapida acquisizione dei tributi e delle relative sanzioni amministrative, individuano, però, soltanto i motivi e non lo scopo della normativa dalla quale far emergere prima la funzione giuridica e poi la natura degli istituti. L'indagine prende le mosse dall'individuazione degli elementi comuni delle fatti-specie dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, rinvenendole nella definitività dell’imposizione, nell'effettività del contraddittorio tra Amministrazione finanziaria e contribuente e nella funzione premiale negativa e positiva del diritto nell’accertamento con adesione e nella conciliazione giudiziale. Tale analisi permette di ammettere la legittimità dell’accertamento con adesione parziale, ossia la possibilità di definire soltanto alcune delle singole contestazioni dall'ufficio finanziario opposte al trasgressore in unico avviso di accertamento e di irrogazione delle relative sanzioni, negli atti di mera constatazione oppure, ancora emergenti nel corso del procedimento non soltanto nelle imposte indirette ove la disciplina positiva specificamente la riconosce, ma anche nell'imposizione diretta e sul valore aggiunto. L'analisi della disciplina dettata in tema, rispettivamente, di procedimento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, della correlata individuazione della competenza degli uffici finanziari, dei poteri del giudice e della disciplina per i coobbligati non aderenti, permette di qualificare l'atto di adesione e di rilevare gli adempimenti successivi riguardo sia all’accertamento con adesione, sia alla conciliazione giudiziale. Tale studio ha consente di rinvenire la natura del procedimento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale e gli effetti del mancato perfezionamento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale.
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