I materiali vulcanici, ed in particolare i tufi, rappresentano i litotipi maggiormente utilizzati nell'architettura storica della Campania. I numerosi saggi e studi in materia di storia dell'arte e dell'architettura sono prevalentemente orientati ad approfondire gli aspetti biografici degli autori, oppure i caratteri figurativi e linguistici dei monumenti. I nuovi orientamenti, stimolati dal lavoro promosso dalla commissione NorMal, hanno spostato l'attenzione verso l'indagine degli aspetti tecnico-costruttivi, che vengonno esposti non in riferimento allo stato della fabbrica quanto all'intervento di restauro che li riguardano. La nuova situazione che si sta creando non è scevra di rischi per il patrimonio monumentale ed in particolare per la consistenza dei suoi originali materiali lapidei, troppo spesso sacrificati per essere riproposti con le attuali miscele cementizie di cui è ben nota la incompatibilità con buona parte dei tradizionali materiali lapidei della Campania. Si tratta di una perdita grave di testimonianze materiali aventi valore di civiltà, con tutto ciò che comporta in termini di salvaguardia dei beni culturali nella loro integrale consistenza. Da tali premesse, consegue la necessità e l'urgenza di avviare ricerche e sperimentazioni in questo delicato ed importante settore, condotte al più alto livello di approfondimento analitico e diagnostico e nella più ampia collaborazione interdisciplinare possibile.
Le pietre ornamentali dell'architettura storica della Campania: diagnostica e conservazione / DE GENNARO, Maurizio. - (2003).
Le pietre ornamentali dell'architettura storica della Campania: diagnostica e conservazione
DE GENNARO, MAURIZIO
2003
Abstract
I materiali vulcanici, ed in particolare i tufi, rappresentano i litotipi maggiormente utilizzati nell'architettura storica della Campania. I numerosi saggi e studi in materia di storia dell'arte e dell'architettura sono prevalentemente orientati ad approfondire gli aspetti biografici degli autori, oppure i caratteri figurativi e linguistici dei monumenti. I nuovi orientamenti, stimolati dal lavoro promosso dalla commissione NorMal, hanno spostato l'attenzione verso l'indagine degli aspetti tecnico-costruttivi, che vengonno esposti non in riferimento allo stato della fabbrica quanto all'intervento di restauro che li riguardano. La nuova situazione che si sta creando non è scevra di rischi per il patrimonio monumentale ed in particolare per la consistenza dei suoi originali materiali lapidei, troppo spesso sacrificati per essere riproposti con le attuali miscele cementizie di cui è ben nota la incompatibilità con buona parte dei tradizionali materiali lapidei della Campania. Si tratta di una perdita grave di testimonianze materiali aventi valore di civiltà, con tutto ciò che comporta in termini di salvaguardia dei beni culturali nella loro integrale consistenza. Da tali premesse, consegue la necessità e l'urgenza di avviare ricerche e sperimentazioni in questo delicato ed importante settore, condotte al più alto livello di approfondimento analitico e diagnostico e nella più ampia collaborazione interdisciplinare possibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


