Gli scritti di Emilio Sereni sul paesaggio agrario e sull’unità del processo storico costituiscono ancora oggi una fertile lezione per la risoluzione dei gravi problemi di emergenza ambientale e sottosviluppo della Campania e dell’area metropolitana di Napoli. La tesi che si intende dimostrare è, in particolare, quanto sarebbe stato necessario, proprio per la crescita sociale, culturale, economica e produttiva della Campania, comprendere il pensiero di Sereni sul paesaggio e tradurlo in una politica di governo del territorio fondata principalmente sulla riorganizzazione amministrativa dei Comuni rurali e sullo sviluppo agrario-industriale del territorio. Il disastro ambientale ed economico della regione italiana dai territori più fertili e produttivi del Pianeta è un crimine contro l’umanità, la responsabilità è locale poiché il pensiero e l’azione politica di studiosi come Emilio Sereni sono sempre stati occultati da scelte ed esercizi di potere contro l’interesse dei cittadini e delle fasce socialmente deboli mistificando proprio esigenze e fabbisogni delle popolazioni. I beni comuni e i territori sono predati e devastati dalla edificazione permanente di paesi e città in un ciclo incessante di costruzione e autodistruzione del patrimonio storico realizzato dalle origini fino alla seconda guerra mondiale. Lo scenario dal dopoguerra ad oggi è mutato radicalmente, il territorio e la sua trasformazione sono funzionali esclusivamente alla movimentazione e consumo delle merci prodotte altrove e i suoli agricoli con i loro paesaggi scompaiono ad un ritmo fulminante. La pianificazione del territorio a livello regionale, provinciale e comunale è gravemente compromessa dal 2004 con l’entrata in vigore della nuova Legislazione urbanistica regionale considerando che a distanza di sette anni i Piani territoriali di coordinamento provinciale di Napoli e di Caserta non hanno ancora completato l’iter e che solo alcune città dei 551 comuni sono dotate di Piani Urbanistici Comunali. La proposta di riorganizzazione politico-amministrativa della Regione Campania attraverso la Costellazione delle 100 Città è maturata proprio partendo dal pensiero e dagli scritti di Emilio Sereni che mettono in relazione la storia del paesaggio agrario e il buon governo del territorio.
La lezione di Emilio Sereni per il governo del territorio tra emergenza ambientale e sottosviluppo in Campania / Buondonno, Emma. - (2011). ( La storia del paesaggio agrario di Emilio Sereni cinquant’anni dopo. Celebrazioni sereniane 2011 Istituto Alcide Cervi, Biblioteca-Archivio Emilio Sereni, Società Geografica Italiana, Museo Cervi, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, Via Fratelli Cervi n.9, Gattatico, Reggio Emilia, Italia 10-11-12 novembre 2011).
La lezione di Emilio Sereni per il governo del territorio tra emergenza ambientale e sottosviluppo in Campania
BUONDONNO, EMMA
2011
Abstract
Gli scritti di Emilio Sereni sul paesaggio agrario e sull’unità del processo storico costituiscono ancora oggi una fertile lezione per la risoluzione dei gravi problemi di emergenza ambientale e sottosviluppo della Campania e dell’area metropolitana di Napoli. La tesi che si intende dimostrare è, in particolare, quanto sarebbe stato necessario, proprio per la crescita sociale, culturale, economica e produttiva della Campania, comprendere il pensiero di Sereni sul paesaggio e tradurlo in una politica di governo del territorio fondata principalmente sulla riorganizzazione amministrativa dei Comuni rurali e sullo sviluppo agrario-industriale del territorio. Il disastro ambientale ed economico della regione italiana dai territori più fertili e produttivi del Pianeta è un crimine contro l’umanità, la responsabilità è locale poiché il pensiero e l’azione politica di studiosi come Emilio Sereni sono sempre stati occultati da scelte ed esercizi di potere contro l’interesse dei cittadini e delle fasce socialmente deboli mistificando proprio esigenze e fabbisogni delle popolazioni. I beni comuni e i territori sono predati e devastati dalla edificazione permanente di paesi e città in un ciclo incessante di costruzione e autodistruzione del patrimonio storico realizzato dalle origini fino alla seconda guerra mondiale. Lo scenario dal dopoguerra ad oggi è mutato radicalmente, il territorio e la sua trasformazione sono funzionali esclusivamente alla movimentazione e consumo delle merci prodotte altrove e i suoli agricoli con i loro paesaggi scompaiono ad un ritmo fulminante. La pianificazione del territorio a livello regionale, provinciale e comunale è gravemente compromessa dal 2004 con l’entrata in vigore della nuova Legislazione urbanistica regionale considerando che a distanza di sette anni i Piani territoriali di coordinamento provinciale di Napoli e di Caserta non hanno ancora completato l’iter e che solo alcune città dei 551 comuni sono dotate di Piani Urbanistici Comunali. La proposta di riorganizzazione politico-amministrativa della Regione Campania attraverso la Costellazione delle 100 Città è maturata proprio partendo dal pensiero e dagli scritti di Emilio Sereni che mettono in relazione la storia del paesaggio agrario e il buon governo del territorio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


