I dati mostrati in questo capito confermano chiaramente come la consapevolezza neurologica-comportamentale del bambino inizia a svilupparsi intorno a 3 anni e si stabilizza intorno a 6. Nella classe di età 6–8 anni tale consapevolezza è già pienamente acquisita e consolidata, mentre le maggiori modificazioni delle abilità comportamentali avvengono proprio tra i 3 e i 4 anni e mezzo (valore del coefficiente R2 più elevato). In questo periodo avviene un vero e proprio “salto evolutivo” delle funzioni che permettono al bambino di realizzare il coordinamento motorio, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio, l’oculomozione, la sequenzialità esplicita, i movimenti orofacciali, che sono proprio espressioni degli schemi di movimento. I risultati confermano la possibilità di eseguire una valutazione attraverso un Protocollo standardizzato e condivisibile che consente non solo di migliorare la capacità diagnostica, ma anche di migliorare l’attività di prevenzione, individuando i soggetti a rischio, orientando l’intervento sulla base del profilo specifico, verificando in maniera scientifica l’efficacia e l’efficienza delle proposte didattiche e abilitative e riabilitative.

Analisi Statistica dei risultati

GRASSIA, MARIA GABRIELLA
2005

Abstract

I dati mostrati in questo capito confermano chiaramente come la consapevolezza neurologica-comportamentale del bambino inizia a svilupparsi intorno a 3 anni e si stabilizza intorno a 6. Nella classe di età 6–8 anni tale consapevolezza è già pienamente acquisita e consolidata, mentre le maggiori modificazioni delle abilità comportamentali avvengono proprio tra i 3 e i 4 anni e mezzo (valore del coefficiente R2 più elevato). In questo periodo avviene un vero e proprio “salto evolutivo” delle funzioni che permettono al bambino di realizzare il coordinamento motorio, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio, l’oculomozione, la sequenzialità esplicita, i movimenti orofacciali, che sono proprio espressioni degli schemi di movimento. I risultati confermano la possibilità di eseguire una valutazione attraverso un Protocollo standardizzato e condivisibile che consente non solo di migliorare la capacità diagnostica, ma anche di migliorare l’attività di prevenzione, individuando i soggetti a rischio, orientando l’intervento sulla base del profilo specifico, verificando in maniera scientifica l’efficacia e l’efficienza delle proposte didattiche e abilitative e riabilitative.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/418183
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