Il gruppo locale intende dedicarsi alla ricerca sulla polemica antipagana condotta da autori cristiani tra i secoli III e V., privilegiando alcune opere appartenenti al genere apologetico, nel quale la polemica è elemento proprio, o comunque su testi di altro genere, ma contrassegnati da forte caratterizazione polemica. Un primo campo riguarderà il De spectaculis tertullianeo, nel quale gli spunti polemici verso gli spettacoli, già affioranti nella precedente letteratura apologetica greca, vengono sistemati, ampliati e approfonditi in un’organica teoria critica: un’opera particolarmente interessante, perché la totale chiusura dei pensatori cristiani antichi nei confronti degli spettacoli contrasta fortemente con il dinamismo dei cristiani nella società antica e con il loro impegno a vagliare e assorbire gli aspetti della cultura antica, eliminandone le connotazioni più ambigue. La ricerca riprende la tematica attraverso una serie di studi particolareggiati che evidenzino come l’operetta costituisca un saggio polemico finemente costruito nella sua struttura, un trattato, che ribadisce contenuti di fede e apporta una visione nuova delle forme spettacolari. Un secondo ambito della ricerca riguarderà opere dei primi decenni del IV secolo specificamente appartenenti al genere apologetico, l’Adversus nationes di Arnobio e il De errore profanarum religionum di Firmico Materno: gli autori, nella nuova situazione determinata dalla svolta costantiniana, con il conseguente cambiamento della politica religiosa, divenuta filocristiana e repressiva nei confronti del paganesimo, sono interessati a demolire le tradizioni religiose pagane, più che a difendere la religione cristiana. Dei sette libri dell’opera arnobiana ben cinque contengono, infatti, una polemica. violenta e circostanziata contro dèi e culti pagani, minuziosamente descritti al fine di dimostrare il limite del pensiero pagano sulla divinità. La ricerca metterà in luce anche le figure e gli artiifici retorici che Arnobio mette in opera. Anche in Firmico Materno appare assai ridotta la parte propriamente apologetica di difesa e prevalente invece la critica della religione pagana, condotta in modo aggressivo, con forti accenti ironici: con un linguaggio retoricamente acceso l’Autore contrappone la moralità della nuova religione all’immoralità del paganesimo. Nel tema proposto rientra pienamente anche la controversia sull’altare della Vittoria (382-384), di cui furono protagonisti il senatore pagano Simmaco e il vescovo Ambrogio, due personaggi che giocarono un ruolo rilevante nell’ultimo grande conflitto tra cristianesimo e paganesimo. Nella polemica di grande valenza politica e ideologica si oppongono due oratori dalla elevata capacità retorica. La ricerca approfondirà gli scritti dei due antagonisti sul piano filologico-letterario, storico-politico e religioso, con particolare attenzione ai concetti di tolleranza e intolleranza. Direttamente connessa a tale tematica è lo studio del Contra Symmachum di Prudenzio, un’opera di poesia polemica contro i pagani, che dapprima eleva a dignità poetica le argomentazioni tradizionali dell’apologetica cristiana, riplasmandole nelle forme della poesia classica, poi demolisce le tesi di Simmaco: l’opera prudenziana ben potrebbe dirsi una parafrasi poetica, da collocare all’interno della tradizione cristiana di questo particolare genere letterario. Infine il gruppo si propone di studiare la letteratura martiriale, per rimarcarne la forte contrapposizione polemica nei confronti della tradizione religiosa pagana, quale viene rappresentata negli atti e passioni tra IV e V secolo. Già nei testi del II e III secolo è presente ovviamente, nello schema del dibattimento giudiziario, l’opposizione tra fede cristiana e paganesimo: in questo può intravedersi una connessione con la produzione apologetica del II e III secolo oltre che una ripresa di motivi biblici. L’opposizione, espressa nell’interrogatorio dapprima in forma asciutta e stringata, gradualmente si amplifica assumendo il tono e la forma di una vera polemica centrata sulla critica della mitologia, del politeismo, dell’idolatria, dei sacrifici, riti e costumi antichi, fino a crescere di intensità e quantità nelle passioni tarde del IV e V secolo, nel contesto politico e religioso postcostantiniano, che vede il trionfo della fede cristiana e la graduale scomparsa del paganesimo. Con la nuova sensibilità e religiosità muta conseguentemente anche nei contenuti e nello spirito la letteratura martiriale tarda, nella quale si rappresenta il martire vittorioso, maestro di verità e fustigatore degli dèi antichi, di cui distrugge prodigiosamente statue e templi. L’attenzione sarà posta quindi in particolare sulla vasta e multiforme massa delle passioni cosiddette “epiche” (Delehaye) greche e latine, contenute per lo più negli Acta Sanctorum o nella vetusta collezione del Ruinart o in singole edizioni critiche recenti.

La polemica antipagana nella letteratura cristiana antica (secc. III-V) / Luongo, Gennaro. - (2007). (Intervento presentato al convegno La polemica antipagana nella letteratura cristiana antica (Secc. III-V) nel 22.09.2008).

La polemica antipagana nella letteratura cristiana antica (secc. III-V)

LUONGO, GENNARO
2007

Abstract

Il gruppo locale intende dedicarsi alla ricerca sulla polemica antipagana condotta da autori cristiani tra i secoli III e V., privilegiando alcune opere appartenenti al genere apologetico, nel quale la polemica è elemento proprio, o comunque su testi di altro genere, ma contrassegnati da forte caratterizazione polemica. Un primo campo riguarderà il De spectaculis tertullianeo, nel quale gli spunti polemici verso gli spettacoli, già affioranti nella precedente letteratura apologetica greca, vengono sistemati, ampliati e approfonditi in un’organica teoria critica: un’opera particolarmente interessante, perché la totale chiusura dei pensatori cristiani antichi nei confronti degli spettacoli contrasta fortemente con il dinamismo dei cristiani nella società antica e con il loro impegno a vagliare e assorbire gli aspetti della cultura antica, eliminandone le connotazioni più ambigue. La ricerca riprende la tematica attraverso una serie di studi particolareggiati che evidenzino come l’operetta costituisca un saggio polemico finemente costruito nella sua struttura, un trattato, che ribadisce contenuti di fede e apporta una visione nuova delle forme spettacolari. Un secondo ambito della ricerca riguarderà opere dei primi decenni del IV secolo specificamente appartenenti al genere apologetico, l’Adversus nationes di Arnobio e il De errore profanarum religionum di Firmico Materno: gli autori, nella nuova situazione determinata dalla svolta costantiniana, con il conseguente cambiamento della politica religiosa, divenuta filocristiana e repressiva nei confronti del paganesimo, sono interessati a demolire le tradizioni religiose pagane, più che a difendere la religione cristiana. Dei sette libri dell’opera arnobiana ben cinque contengono, infatti, una polemica. violenta e circostanziata contro dèi e culti pagani, minuziosamente descritti al fine di dimostrare il limite del pensiero pagano sulla divinità. La ricerca metterà in luce anche le figure e gli artiifici retorici che Arnobio mette in opera. Anche in Firmico Materno appare assai ridotta la parte propriamente apologetica di difesa e prevalente invece la critica della religione pagana, condotta in modo aggressivo, con forti accenti ironici: con un linguaggio retoricamente acceso l’Autore contrappone la moralità della nuova religione all’immoralità del paganesimo. Nel tema proposto rientra pienamente anche la controversia sull’altare della Vittoria (382-384), di cui furono protagonisti il senatore pagano Simmaco e il vescovo Ambrogio, due personaggi che giocarono un ruolo rilevante nell’ultimo grande conflitto tra cristianesimo e paganesimo. Nella polemica di grande valenza politica e ideologica si oppongono due oratori dalla elevata capacità retorica. La ricerca approfondirà gli scritti dei due antagonisti sul piano filologico-letterario, storico-politico e religioso, con particolare attenzione ai concetti di tolleranza e intolleranza. Direttamente connessa a tale tematica è lo studio del Contra Symmachum di Prudenzio, un’opera di poesia polemica contro i pagani, che dapprima eleva a dignità poetica le argomentazioni tradizionali dell’apologetica cristiana, riplasmandole nelle forme della poesia classica, poi demolisce le tesi di Simmaco: l’opera prudenziana ben potrebbe dirsi una parafrasi poetica, da collocare all’interno della tradizione cristiana di questo particolare genere letterario. Infine il gruppo si propone di studiare la letteratura martiriale, per rimarcarne la forte contrapposizione polemica nei confronti della tradizione religiosa pagana, quale viene rappresentata negli atti e passioni tra IV e V secolo. Già nei testi del II e III secolo è presente ovviamente, nello schema del dibattimento giudiziario, l’opposizione tra fede cristiana e paganesimo: in questo può intravedersi una connessione con la produzione apologetica del II e III secolo oltre che una ripresa di motivi biblici. L’opposizione, espressa nell’interrogatorio dapprima in forma asciutta e stringata, gradualmente si amplifica assumendo il tono e la forma di una vera polemica centrata sulla critica della mitologia, del politeismo, dell’idolatria, dei sacrifici, riti e costumi antichi, fino a crescere di intensità e quantità nelle passioni tarde del IV e V secolo, nel contesto politico e religioso postcostantiniano, che vede il trionfo della fede cristiana e la graduale scomparsa del paganesimo. Con la nuova sensibilità e religiosità muta conseguentemente anche nei contenuti e nello spirito la letteratura martiriale tarda, nella quale si rappresenta il martire vittorioso, maestro di verità e fustigatore degli dèi antichi, di cui distrugge prodigiosamente statue e templi. L’attenzione sarà posta quindi in particolare sulla vasta e multiforme massa delle passioni cosiddette “epiche” (Delehaye) greche e latine, contenute per lo più negli Acta Sanctorum o nella vetusta collezione del Ruinart o in singole edizioni critiche recenti.
2007
La polemica antipagana nella letteratura cristiana antica (secc. III-V) / Luongo, Gennaro. - (2007). (Intervento presentato al convegno La polemica antipagana nella letteratura cristiana antica (Secc. III-V) nel 22.09.2008).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/418002
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