Il saggio parte da una lettura comparata delle varie soluzioni restaurative effettuate o progettate per il Castelcapuano a Napoli, sede storica del Tribunale della città, inquadrandole nella coeva cultura del restauro architettonico in Italia e in Europa. In particolare il saggio affronta lo studio del progetto di “Completa riduzione del Castelcapuano in moderno Palazzo di Giustizia”, che vede due diverse fasi di fervore progettuale e realizzativo, collocabili una al termine del Regno borbonico, intorno al 1854, e l’altra nell’ultimo decennio del XIX secolo. Il saggio pone in evidenza le diverse situazioni storico-politiche al contorno, il diverso ruolo che il castello assume nel quadro dei progetti urbani di metà e poi di fine Ottocento, e la diversità del linguaggio architettonico con cui confrontarsi. Diverse erano anche le teorie del restauro e l’evoluzione del dibattito che erano alle spalle delle trasformazioni che si andavano realizzando sull’antico edificio, ma i progetti di restauro esaminati nel saggio, redatti da tecnici differenti e spesso in competizione tra loro, furono accomunati dalla volontà di dare ‘decoro’ e rappresentatività ad un luogo che veniva percepito quale simbolo del vivere civile e che richiede, ora che ha perso la sua storica funzione di luogo dove si esercita la Giustizia, di un ampio e consapevole intervento di restauro e valorizzazione, che dovrebbe partire proprio dall’analisi critica di queste esperienze pregresse.

Le trasformazioni di Castel Capuano nella cultura del restauro del secondo Ottocento / Picone, Renata. - (2011), pp. 113-131.

Le trasformazioni di Castel Capuano nella cultura del restauro del secondo Ottocento

PICONE, RENATA
2011

Abstract

Il saggio parte da una lettura comparata delle varie soluzioni restaurative effettuate o progettate per il Castelcapuano a Napoli, sede storica del Tribunale della città, inquadrandole nella coeva cultura del restauro architettonico in Italia e in Europa. In particolare il saggio affronta lo studio del progetto di “Completa riduzione del Castelcapuano in moderno Palazzo di Giustizia”, che vede due diverse fasi di fervore progettuale e realizzativo, collocabili una al termine del Regno borbonico, intorno al 1854, e l’altra nell’ultimo decennio del XIX secolo. Il saggio pone in evidenza le diverse situazioni storico-politiche al contorno, il diverso ruolo che il castello assume nel quadro dei progetti urbani di metà e poi di fine Ottocento, e la diversità del linguaggio architettonico con cui confrontarsi. Diverse erano anche le teorie del restauro e l’evoluzione del dibattito che erano alle spalle delle trasformazioni che si andavano realizzando sull’antico edificio, ma i progetti di restauro esaminati nel saggio, redatti da tecnici differenti e spesso in competizione tra loro, furono accomunati dalla volontà di dare ‘decoro’ e rappresentatività ad un luogo che veniva percepito quale simbolo del vivere civile e che richiede, ora che ha perso la sua storica funzione di luogo dove si esercita la Giustizia, di un ampio e consapevole intervento di restauro e valorizzazione, che dovrebbe partire proprio dall’analisi critica di queste esperienze pregresse.
2011
9788895827421
Le trasformazioni di Castel Capuano nella cultura del restauro del secondo Ottocento / Picone, Renata. - (2011), pp. 113-131.
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