Introduzione: Numerosi studi rilevano l’importanza del gruppo dei pari nei processi di formazione dell’identità (Coleman, 1974, Steinberg and Silverberger, 1986, Palmonari et al, 1989, 1990, Buhrmester, 1992, Heaven, 1994, Cotterell, 1996). In particolare, la scelta di aggregarsi a un gruppo sulla base di interessi, attitudini, regole, abilità e caratteristiche comuni (Brown et al., 1994; Delsing, ter Bogt, Engels, Meeus, 2007) permette all’adolescente di soddisfare i propri bisogni di appartenenza, affiliazione e approvazione ed inoltre bisogni affettivi di unione, intimità, confronto e condivisione. L’universo delle relazioni tra coetanei è costituito da un insieme eterogeneo di gruppi spontanei, formali, informali, sub culturali (Bennett, 2001; Brake, 1985; Delsing, ter Bogt, Engels, Meeus, 2007; Hall & Jefferson, 1976; Hebdidge, 1979; Thurlow, 2001) nei quali il ruolo dell’identità collettiva sembra avere un significativo peso nella costruzione dell’identità individuale (Amerio et al., 1990). Obiettivi: La presente ricerca, in continuità con una precedente avente ad oggetto l’esplorazione delle caratteristiche identitarie di adolescenti che si riconoscono nel gruppo sub culturale “Emo” , si propone di indagare le peculiari connotazioni dell’identità narrativa di adolescenti appartenenti a differenti gruppi sub-culturali giovanili. Un primo obiettivo della ricerca consiste, pertanto, nell’individuare elementi di similarità o differenza tra i profili identitari in funzione della diversa appartenenza sub-culturale. Inoltre, alla luce dell’ipotesi che l’identità collettiva giochi un ruolo particolarmente significativo nel processo di formazione dell’identità dei soggetti che aderiscono a gruppi sub-culturali particolarmente coesi, la ricerca intende focalizzare gli elementi di in-group e di out-group che emergano nelle produzioni narrative ed esplorare le modalità attraverso le quali aspetti dell’identità collettiva si intreccino ed integrino con aspetti dell’identità personale. Metodo: Nell’ambito di un approccio quali-quantitativo (Flick, 2001; Mazzara, 2002), lo strumento utilizzato è stata l’intervista narrativa autobiografica (Bruner, 1990, 2002; McAdams, 1995) realizzata con la seguente consegna: “Raccontami la storia della tua vita, ciò che ti sembra utile a raccontarmi chi sei e come sei diventato ciò che sei”. I soggetti( N=22) età compresa tra i 14 e i 26 anni sono stati raggiunti nei loro naturali luoghi di aggregazione ed intervistati col loro consenso. I protocolli delle interviste sono stati trascritti e il corpus risultante dalla trascrizione è stato sottoposto ad analisi del contenuto di tipo lessicale (analisi dell’associazione di parole e analisi fattoriale delle corrispondenze lessicali) con l’ausilio del software T-Lab (Lancia, 2004). Conclusioni: Confrontando i dati emersi da un’analisi preliminare delle storie narrative prodotte dagli alternativi, dai punk, dai dark, dai bimbo-minchia e dai truzzi, con i risultati della ricerca esplorativa sugli emo, sembra che in quest’ultimo gruppo gli elementi di identità collettiva siano più forti che negli altri gruppi subculturali. I rilievi emersi tanto dall’analisi lessicale che dall’analisi categoriale delle narrazioni degli emo-guys indicano che essi hanno una valutazione particolarmente positiva del rapporto con i coetanei; l’adesione al gruppo “Emo” sembra assolvere funzioni di supporto e condivisione, e bisogni di appartenenza e affiliazione che vengono soddisfatti soprattutto mediante l’adesione ai comportamenti e ai canoni estetici del gruppo. Emergono marcati elementi di identità collettiva che, insieme alle difficoltà di relazionarsi con soggetti appartenenti a gruppi diversi (out-group), con i propri familiari, rende più particolarmente ampio il divario ingroup/outgroup. Il forte senso di appartenenza al gruppo e la diversità rispetto “all’altro” sembrano tradursi in un vero e proprio style of life, invece, per coloro che appartengono agli altri gruppi sub culturali l’adesione a quel dato gruppo subculturale nascerebbe più da interessi musicali, cinematografici, di look che per un vero senso di appartenenza. I dati in corso di analisi ci potranno fornire maggiori indicazioni su queste diversità.

Il ruolo dell’identità collettiva nei processi di formazione dell’identità individuale in adolescenti appartenenti a subculture

DI PALMA, TIZIANA
2010

Abstract

Introduzione: Numerosi studi rilevano l’importanza del gruppo dei pari nei processi di formazione dell’identità (Coleman, 1974, Steinberg and Silverberger, 1986, Palmonari et al, 1989, 1990, Buhrmester, 1992, Heaven, 1994, Cotterell, 1996). In particolare, la scelta di aggregarsi a un gruppo sulla base di interessi, attitudini, regole, abilità e caratteristiche comuni (Brown et al., 1994; Delsing, ter Bogt, Engels, Meeus, 2007) permette all’adolescente di soddisfare i propri bisogni di appartenenza, affiliazione e approvazione ed inoltre bisogni affettivi di unione, intimità, confronto e condivisione. L’universo delle relazioni tra coetanei è costituito da un insieme eterogeneo di gruppi spontanei, formali, informali, sub culturali (Bennett, 2001; Brake, 1985; Delsing, ter Bogt, Engels, Meeus, 2007; Hall & Jefferson, 1976; Hebdidge, 1979; Thurlow, 2001) nei quali il ruolo dell’identità collettiva sembra avere un significativo peso nella costruzione dell’identità individuale (Amerio et al., 1990). Obiettivi: La presente ricerca, in continuità con una precedente avente ad oggetto l’esplorazione delle caratteristiche identitarie di adolescenti che si riconoscono nel gruppo sub culturale “Emo” , si propone di indagare le peculiari connotazioni dell’identità narrativa di adolescenti appartenenti a differenti gruppi sub-culturali giovanili. Un primo obiettivo della ricerca consiste, pertanto, nell’individuare elementi di similarità o differenza tra i profili identitari in funzione della diversa appartenenza sub-culturale. Inoltre, alla luce dell’ipotesi che l’identità collettiva giochi un ruolo particolarmente significativo nel processo di formazione dell’identità dei soggetti che aderiscono a gruppi sub-culturali particolarmente coesi, la ricerca intende focalizzare gli elementi di in-group e di out-group che emergano nelle produzioni narrative ed esplorare le modalità attraverso le quali aspetti dell’identità collettiva si intreccino ed integrino con aspetti dell’identità personale. Metodo: Nell’ambito di un approccio quali-quantitativo (Flick, 2001; Mazzara, 2002), lo strumento utilizzato è stata l’intervista narrativa autobiografica (Bruner, 1990, 2002; McAdams, 1995) realizzata con la seguente consegna: “Raccontami la storia della tua vita, ciò che ti sembra utile a raccontarmi chi sei e come sei diventato ciò che sei”. I soggetti( N=22) età compresa tra i 14 e i 26 anni sono stati raggiunti nei loro naturali luoghi di aggregazione ed intervistati col loro consenso. I protocolli delle interviste sono stati trascritti e il corpus risultante dalla trascrizione è stato sottoposto ad analisi del contenuto di tipo lessicale (analisi dell’associazione di parole e analisi fattoriale delle corrispondenze lessicali) con l’ausilio del software T-Lab (Lancia, 2004). Conclusioni: Confrontando i dati emersi da un’analisi preliminare delle storie narrative prodotte dagli alternativi, dai punk, dai dark, dai bimbo-minchia e dai truzzi, con i risultati della ricerca esplorativa sugli emo, sembra che in quest’ultimo gruppo gli elementi di identità collettiva siano più forti che negli altri gruppi subculturali. I rilievi emersi tanto dall’analisi lessicale che dall’analisi categoriale delle narrazioni degli emo-guys indicano che essi hanno una valutazione particolarmente positiva del rapporto con i coetanei; l’adesione al gruppo “Emo” sembra assolvere funzioni di supporto e condivisione, e bisogni di appartenenza e affiliazione che vengono soddisfatti soprattutto mediante l’adesione ai comportamenti e ai canoni estetici del gruppo. Emergono marcati elementi di identità collettiva che, insieme alle difficoltà di relazionarsi con soggetti appartenenti a gruppi diversi (out-group), con i propri familiari, rende più particolarmente ampio il divario ingroup/outgroup. Il forte senso di appartenenza al gruppo e la diversità rispetto “all’altro” sembrano tradursi in un vero e proprio style of life, invece, per coloro che appartengono agli altri gruppi sub culturali l’adesione a quel dato gruppo subculturale nascerebbe più da interessi musicali, cinematografici, di look che per un vero senso di appartenenza. I dati in corso di analisi ci potranno fornire maggiori indicazioni su queste diversità.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/374111
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact