LE CAUSE DELLA SCARSA DIFFUSIONE DELLE COOPERATIVE NEL MEZZOGIORNO di Gaetano Cuomo Abstract Nel lavoro sono discussi quattro fattori che si ritiene possano influenzare la diffusione delle cooperative. Il primo è stato individuato da Bowles e Gintis nel 1994: un sistema di cooperative può validamente svilupparsi solo se la distribuzione del reddito e della ricchezza è relativamente omogenea. Una seconda causa è costituita dalla presenza o meno di strutture intermedie di promozione e supporto alla nascita e all'attività delle imprese cooperative. Gli altri due fattori presi in considerazione riguardano le dotazioni territoriali di capitale umano e capitale sociale. Le conclusioni a cui si giunge sono articolate e non sempre in linea con la letteratura prevalente. Sul ruolo giocato dalla distribuzione del reddito e della ricchezza non è possibile arrivare a conclusioni nette, perché dai dati disponibili non si ricavano indicazioni univoche. Riguardo alle strutture intermedie di servizio, alla luce dell'esperienza spagnola, si ritiene che esse possano offrire un contributo prezioso allo sviluppo delle imprese mutualistiche. Le dotazioni di capitale umano e sociale sono fortemente correlate con la crescita economica e quindi con la nascita e lo sviluppo delle imprese cooperative e non. Questo dato di fatto è stato fortemente enfatizzato dagli scritti di natura sociologica e politologica a partire da Banfield (1958) fino a Putnam (1993, 2000), Helliwell e Putnam (1995), ma non mancano anche contributi recenti di economisti (ad esempio De Blasio e Nuzzo, 2009) a sostegno della stessa tesi. In realtà le due variabili in esame (capitale umano e sociale) non sono direttamente osservabili e la loro stessa definizione è estremamente complessa. Inoltre, la direzione dei nessi di causalità non è affatto chiara: non è possibile escludere che siano le variabili economiche (grado di sviluppo e diffusione delle imprese cooperative e non) a influenzare i livelli del capitale umano e di quello sociale presenti nel territorio in esame. Molto probabilmente si è in presenza di un "effetto rimbalzo", per cui i due gruppi di variabili si influenzano a vicenda. In una situazione del genere, contrariamente alle prescrizioni prevalenti, solo la politica economica e quella sociale possono influire sulle principali variabili, velocizzando il processo di sviluppo.
Le cause della scarsa diffusione delle cooperative nel Mezzogiorno / Cuomo, Gaetano. - STAMPA. - (2010), pp. 153-187.
Le cause della scarsa diffusione delle cooperative nel Mezzogiorno
CUOMO, GAETANO
2010
Abstract
LE CAUSE DELLA SCARSA DIFFUSIONE DELLE COOPERATIVE NEL MEZZOGIORNO di Gaetano Cuomo Abstract Nel lavoro sono discussi quattro fattori che si ritiene possano influenzare la diffusione delle cooperative. Il primo è stato individuato da Bowles e Gintis nel 1994: un sistema di cooperative può validamente svilupparsi solo se la distribuzione del reddito e della ricchezza è relativamente omogenea. Una seconda causa è costituita dalla presenza o meno di strutture intermedie di promozione e supporto alla nascita e all'attività delle imprese cooperative. Gli altri due fattori presi in considerazione riguardano le dotazioni territoriali di capitale umano e capitale sociale. Le conclusioni a cui si giunge sono articolate e non sempre in linea con la letteratura prevalente. Sul ruolo giocato dalla distribuzione del reddito e della ricchezza non è possibile arrivare a conclusioni nette, perché dai dati disponibili non si ricavano indicazioni univoche. Riguardo alle strutture intermedie di servizio, alla luce dell'esperienza spagnola, si ritiene che esse possano offrire un contributo prezioso allo sviluppo delle imprese mutualistiche. Le dotazioni di capitale umano e sociale sono fortemente correlate con la crescita economica e quindi con la nascita e lo sviluppo delle imprese cooperative e non. Questo dato di fatto è stato fortemente enfatizzato dagli scritti di natura sociologica e politologica a partire da Banfield (1958) fino a Putnam (1993, 2000), Helliwell e Putnam (1995), ma non mancano anche contributi recenti di economisti (ad esempio De Blasio e Nuzzo, 2009) a sostegno della stessa tesi. In realtà le due variabili in esame (capitale umano e sociale) non sono direttamente osservabili e la loro stessa definizione è estremamente complessa. Inoltre, la direzione dei nessi di causalità non è affatto chiara: non è possibile escludere che siano le variabili economiche (grado di sviluppo e diffusione delle imprese cooperative e non) a influenzare i livelli del capitale umano e di quello sociale presenti nel territorio in esame. Molto probabilmente si è in presenza di un "effetto rimbalzo", per cui i due gruppi di variabili si influenzano a vicenda. In una situazione del genere, contrariamente alle prescrizioni prevalenti, solo la politica economica e quella sociale possono influire sulle principali variabili, velocizzando il processo di sviluppo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


