Alle aree dismesse si riconosce una specifica identità e un pregio che travalica il fenomeno dismissione e che è legato a valori di tipo storico, economico, sociale, culturale e ambientale. Coerenti con tale ottica sono gli esempi in cui, almeno nelle dichiarazioni di intento, il recupero ed il riuso delle aree dismesse diventa un tema centrale per la definizione, a livello urbano, di nuovi Prg, come quelli di La Spezia, Torino, Bologna e Napoli. Nelle previsioni di questi Piani, le aree interessate dal fenomeno dismissione sono state integrate nel sistema urbano, da cui per anni erano state escluse, valorizzandone le potenzialità ambientali e economiche, e relazionandole tra loro nella direzione di una distribuzione equa dei carichi insediativi e delle nuove opportunità di riqualificazione della città. Napoli ha scelto di cogliere l’opportunità offerta dall’occasione della dismissione delle aree produttive attraverso la definizione di un nuovo strumento urbanistico organico che include le due grandi aree dismesse da attività produttive: una ad occidente, nel comprensorio di Coroglio-Bagnoli, l’altra ad oriente della città. L’articolo propone una lettura del ruolo affidato alle aree dismesse nel riqualificare territori urbani più ampi dei singoli lotti dismessi dalle attività produttive, attraverso la realizzazione di attrezzature di interesse generale, parchi pubblici, strutture turistiche e nuove residenze. Tali attività, una volta superati i pur rilevanti aspetti di compatibilità economico-finanziaria, potrebbero consentire anche una efficace reintegrazione delle aree dismesse nell’organizzazione funzionale urbana fino a renderle nodi centrali nel processo di trasformazione di tutta la città. Le strategie di trasformazione perseguite per le aree dismesse industriali a Napoli sono da leggersi nel quadro più ampio delle scelte delineate dall’Amministrazione Comunale per i quartieri periferici. L’ipotesi di fondo che guida gli interventi nei quartieri della periferia è costruita sulla ricerca di integrare gli elementi strutturanti di tipo storico e gli insediamenti di edilizia popolare; integrazione tra frammenti di diversa qualità e dimensione, che costituisce l’elemento motore della riqualificazione dei contesti marginali e degradati.

Le aree industriali dismesse. Una occasione di sviluppo competitivo

GARGIULO, CARMELA;TRAVASCIO, LOREDANA CONSUELO;DE CIUTIIS, FIORELLA
2010

Abstract

Alle aree dismesse si riconosce una specifica identità e un pregio che travalica il fenomeno dismissione e che è legato a valori di tipo storico, economico, sociale, culturale e ambientale. Coerenti con tale ottica sono gli esempi in cui, almeno nelle dichiarazioni di intento, il recupero ed il riuso delle aree dismesse diventa un tema centrale per la definizione, a livello urbano, di nuovi Prg, come quelli di La Spezia, Torino, Bologna e Napoli. Nelle previsioni di questi Piani, le aree interessate dal fenomeno dismissione sono state integrate nel sistema urbano, da cui per anni erano state escluse, valorizzandone le potenzialità ambientali e economiche, e relazionandole tra loro nella direzione di una distribuzione equa dei carichi insediativi e delle nuove opportunità di riqualificazione della città. Napoli ha scelto di cogliere l’opportunità offerta dall’occasione della dismissione delle aree produttive attraverso la definizione di un nuovo strumento urbanistico organico che include le due grandi aree dismesse da attività produttive: una ad occidente, nel comprensorio di Coroglio-Bagnoli, l’altra ad oriente della città. L’articolo propone una lettura del ruolo affidato alle aree dismesse nel riqualificare territori urbani più ampi dei singoli lotti dismessi dalle attività produttive, attraverso la realizzazione di attrezzature di interesse generale, parchi pubblici, strutture turistiche e nuove residenze. Tali attività, una volta superati i pur rilevanti aspetti di compatibilità economico-finanziaria, potrebbero consentire anche una efficace reintegrazione delle aree dismesse nell’organizzazione funzionale urbana fino a renderle nodi centrali nel processo di trasformazione di tutta la città. Le strategie di trasformazione perseguite per le aree dismesse industriali a Napoli sono da leggersi nel quadro più ampio delle scelte delineate dall’Amministrazione Comunale per i quartieri periferici. L’ipotesi di fondo che guida gli interventi nei quartieri della periferia è costruita sulla ricerca di integrare gli elementi strutturanti di tipo storico e gli insediamenti di edilizia popolare; integrazione tra frammenti di diversa qualità e dimensione, che costituisce l’elemento motore della riqualificazione dei contesti marginali e degradati.
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