Il presente lavoro analizza i problemi relativi alla scelta delle politiche pubbliche volte a promuovere la creazione di reti innovative efficienti. Tale politica non è sempre necessaria poiché in alcuni casi la rete verrebbe costruita anche in assenza di incentivi esterni, in altri costruire una rete risulterebbe non efficiente. In particolare, si vuole evidenziare l’effetto di comportamenti opportunistici sulla costruzione di reti efficienti. All’uopo, si propone un modello teorico in grado di spiegare come, in condizioni di informazione incompleta, costi di accessi differenziati possano escludere deviazioni unilaterali e rendere stabile il processo di creazione di reti innovative efficienti. Nel modello proposto la scelta se aderire o meno alla rete è presa in modo non cooperativo e i payoffs derivanti dall’interazione riflettono caratteristiche strutturali della rete stessa quali i diversi tipi di legami definiti tra coppie di nodi-imprese, i costi unitari di ogni legame, la posizione di ogni nodo-impresa all’interno della rete stessa (trustee o trustors). Nell’ultima parte del lavoro saranno esaminati alcuni distretti tecnologici sorti in Italia come effetto di specifiche politiche di intervento e si cercherà,attraverso la costruzione di specifici indici,di valutare l’efficacia di queste ultime.

La politica per la costruzione di reti innovative: aspetti teorici e metodologia empirica

CAPUANO, CARLO;DEL MONTE, ALFREDO
2010

Abstract

Il presente lavoro analizza i problemi relativi alla scelta delle politiche pubbliche volte a promuovere la creazione di reti innovative efficienti. Tale politica non è sempre necessaria poiché in alcuni casi la rete verrebbe costruita anche in assenza di incentivi esterni, in altri costruire una rete risulterebbe non efficiente. In particolare, si vuole evidenziare l’effetto di comportamenti opportunistici sulla costruzione di reti efficienti. All’uopo, si propone un modello teorico in grado di spiegare come, in condizioni di informazione incompleta, costi di accessi differenziati possano escludere deviazioni unilaterali e rendere stabile il processo di creazione di reti innovative efficienti. Nel modello proposto la scelta se aderire o meno alla rete è presa in modo non cooperativo e i payoffs derivanti dall’interazione riflettono caratteristiche strutturali della rete stessa quali i diversi tipi di legami definiti tra coppie di nodi-imprese, i costi unitari di ogni legame, la posizione di ogni nodo-impresa all’interno della rete stessa (trustee o trustors). Nell’ultima parte del lavoro saranno esaminati alcuni distretti tecnologici sorti in Italia come effetto di specifiche politiche di intervento e si cercherà,attraverso la costruzione di specifici indici,di valutare l’efficacia di queste ultime.
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