L’analisi del potere come fenomeno sociale ha una lunga tradizione e le prospettive empiriche attraverso le quali è stato affrontato sono molto diverse tra loro. Solo di recente i ricercatori si sono cimentati nella formulazione di teorie integrative sulle relazioni di potere, applicabili contemporaneamente alle relazioni interpersonali così come a quelle intergruppo (Doise, 1986). Le correnti teoriche sul Social power possono essere collocate nei livelli di analisi proposti da Doise. L’Approach-Inhibition Theory of Power di Keltner, Gruenfeld e Anderson (2003), che si situa a cavallo tra i livelli intra ed interpersonale, colloca l’influenza del potere sul piano del comportamento individuale. Keltner e collaboratori, infatti, definiscono il potere come la capacità del singolo di modificare la condizione altrui, fornendogli o sottraendogli risorse, oppure somministrandogli punizioni. Questi autori individuano nelle variabili individuali, diadiche, intragruppo ed intergruppo, le quattro principali determinanti del potere personale; essi sostengono che un elevato potere sociale attiva l’Approach System, mentre un ridotto potere sociale attiva l’Inhibition System. Come si evince dalla vastissima letteratura internazionale esistente, lo studio del potere può essere affrontato in modi anche molto diversi tra loro. E tuttavia le potenzialità euristiche offerte dalla Teoria delle rappresentazioni sociali di Serge Moscovici (1961, 1989, 2001) appaiono ancora inesplorate. L’obiettivo di questa ricerca è di indagare il potere in quest’ottica teorica.

Lo studio delle rappresentazioni sociali del potere in una prospettiva interculturale.

GALLI, IDA;FASANELLI, ROBERTO;
2010

Abstract

L’analisi del potere come fenomeno sociale ha una lunga tradizione e le prospettive empiriche attraverso le quali è stato affrontato sono molto diverse tra loro. Solo di recente i ricercatori si sono cimentati nella formulazione di teorie integrative sulle relazioni di potere, applicabili contemporaneamente alle relazioni interpersonali così come a quelle intergruppo (Doise, 1986). Le correnti teoriche sul Social power possono essere collocate nei livelli di analisi proposti da Doise. L’Approach-Inhibition Theory of Power di Keltner, Gruenfeld e Anderson (2003), che si situa a cavallo tra i livelli intra ed interpersonale, colloca l’influenza del potere sul piano del comportamento individuale. Keltner e collaboratori, infatti, definiscono il potere come la capacità del singolo di modificare la condizione altrui, fornendogli o sottraendogli risorse, oppure somministrandogli punizioni. Questi autori individuano nelle variabili individuali, diadiche, intragruppo ed intergruppo, le quattro principali determinanti del potere personale; essi sostengono che un elevato potere sociale attiva l’Approach System, mentre un ridotto potere sociale attiva l’Inhibition System. Come si evince dalla vastissima letteratura internazionale esistente, lo studio del potere può essere affrontato in modi anche molto diversi tra loro. E tuttavia le potenzialità euristiche offerte dalla Teoria delle rappresentazioni sociali di Serge Moscovici (1961, 1989, 2001) appaiono ancora inesplorate. L’obiettivo di questa ricerca è di indagare il potere in quest’ottica teorica.
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