Le analisi proposte fino alla metà di questo decennio si sono basate essenzialmente su dati di fonti amministrative o sui risultati di indagini svolte in particolari contesti territoriali. Obiettivo principale di questo contributo è fornire un quadro di sfondo sulle caratteristiche dell’immigrazione e sull’inserimento lavorativo degli stranieri nel Mezzogiorno, facendo ricorso al materiale statistico attualmente disponibile che risulta certamente più ampio e maggiormente attendibile rispetto al passato. A determinare tale situazione è sia l’apporto informativo derivante dall’indagine campionaria sulle forze di lavoro, che fornisce, a partire dal 2005, dati rappresentativi anche sul sottoinsieme degli stranieri residenti (Istat 2006), sia il contributo conoscitivo derivante dall’indagine campionaria nazionale sugli immigrati dai Paesi meno sviluppati e dall’Europa centro-orientale, che ha interessato tutte le province delle sei regioni italia-ne rientranti nel cosiddetto Obiettivo 1 (Blangiardo, Farina 2006). A guidare le analisi proposte è la necessità di leggere l’immigrazione e l’inserimento lavorativo degli stranieri su scale territoriali differenti, non solo per finalità comparative ma anche allo scopo di individuare parametri di riferimento per gli approfondimenti a livello regionale e provinciale. Collocare la situazione italiana all’interno del più ampio palcoscenico europeo serve, sia a mostrare il diverso stadio di evoluzione del fenomeno migratorio nelle nazioni considerate, sia a individuare similitudini e differenze con i più antichi e con i più recenti paesi di accoglimento del continente relativamente all’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro (par. 2). La parte centrale di questo contributo è volta a mostrare la specificità del caso meridionale nel contesto nazionale per quanto riguarda l’importanza dell’immigrazione e della presenza straniera (par. 3), le sue caratteristiche demografiche (par. 4), nonché le forme e modalità di inserimento lavorativo (par. 5). Nella parte finale (par. 6) si va a scandagliare la situazione all’interno del Mezzogiorno allo scopo di mostrare la varietà delle caratteristiche della popolazione straniera e delle possibilità di accesso al lavoro, connesse quantomeno alla specificità della domanda delle famiglie e delle imprese operanti nei diversi contesti territoriali. La conoscenza del fenomeno migratorio e delle sue caratteristiche rappresenta infatti premessa essenziale per l’adozione di interventi mirati volti a favorire il primo inserimento e il processo di integrazione dei nuovi venuti nel mercato del lavoro e, più in generale, nella società di adozione. Le politiche pubbliche locali, così come le iniziative delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni non governative, quando sono tese a perseguire finalità di adattamento ed inserimento stabile degli immigrati nelle specifiche realtà di accoglimento, devono necessariamente tener conto dei gruppi nazionali presenti sul territorio, delle loro caratteristiche e aspettative, nonché delle concrete possibilità di accesso al lavoro e dei problemi specifici che si presentano. Solo in questo modo è possibile approntare interventi mirati volti al superamento degli ostacoli che rendono difficile un pieno inserimento degli immigrati nei mercati locali del lavoro e nei diversi ambiti della società. [pp. 182-183]

Gli immigrati stranieri e l'inserimento lavorativo nel Mezzogiorno d'Italia: il contesto europeo, quello nazionale e la situazione locale

STROZZA, SALVATORE
2009

Abstract

Le analisi proposte fino alla metà di questo decennio si sono basate essenzialmente su dati di fonti amministrative o sui risultati di indagini svolte in particolari contesti territoriali. Obiettivo principale di questo contributo è fornire un quadro di sfondo sulle caratteristiche dell’immigrazione e sull’inserimento lavorativo degli stranieri nel Mezzogiorno, facendo ricorso al materiale statistico attualmente disponibile che risulta certamente più ampio e maggiormente attendibile rispetto al passato. A determinare tale situazione è sia l’apporto informativo derivante dall’indagine campionaria sulle forze di lavoro, che fornisce, a partire dal 2005, dati rappresentativi anche sul sottoinsieme degli stranieri residenti (Istat 2006), sia il contributo conoscitivo derivante dall’indagine campionaria nazionale sugli immigrati dai Paesi meno sviluppati e dall’Europa centro-orientale, che ha interessato tutte le province delle sei regioni italia-ne rientranti nel cosiddetto Obiettivo 1 (Blangiardo, Farina 2006). A guidare le analisi proposte è la necessità di leggere l’immigrazione e l’inserimento lavorativo degli stranieri su scale territoriali differenti, non solo per finalità comparative ma anche allo scopo di individuare parametri di riferimento per gli approfondimenti a livello regionale e provinciale. Collocare la situazione italiana all’interno del più ampio palcoscenico europeo serve, sia a mostrare il diverso stadio di evoluzione del fenomeno migratorio nelle nazioni considerate, sia a individuare similitudini e differenze con i più antichi e con i più recenti paesi di accoglimento del continente relativamente all’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro (par. 2). La parte centrale di questo contributo è volta a mostrare la specificità del caso meridionale nel contesto nazionale per quanto riguarda l’importanza dell’immigrazione e della presenza straniera (par. 3), le sue caratteristiche demografiche (par. 4), nonché le forme e modalità di inserimento lavorativo (par. 5). Nella parte finale (par. 6) si va a scandagliare la situazione all’interno del Mezzogiorno allo scopo di mostrare la varietà delle caratteristiche della popolazione straniera e delle possibilità di accesso al lavoro, connesse quantomeno alla specificità della domanda delle famiglie e delle imprese operanti nei diversi contesti territoriali. La conoscenza del fenomeno migratorio e delle sue caratteristiche rappresenta infatti premessa essenziale per l’adozione di interventi mirati volti a favorire il primo inserimento e il processo di integrazione dei nuovi venuti nel mercato del lavoro e, più in generale, nella società di adozione. Le politiche pubbliche locali, così come le iniziative delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni non governative, quando sono tese a perseguire finalità di adattamento ed inserimento stabile degli immigrati nelle specifiche realtà di accoglimento, devono necessariamente tener conto dei gruppi nazionali presenti sul territorio, delle loro caratteristiche e aspettative, nonché delle concrete possibilità di accesso al lavoro e dei problemi specifici che si presentano. Solo in questo modo è possibile approntare interventi mirati volti al superamento degli ostacoli che rendono difficile un pieno inserimento degli immigrati nei mercati locali del lavoro e nei diversi ambiti della società. [pp. 182-183]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/362916
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact