In accordo con una parte dell’ampia letteratura psicologica su questo tema, si ririene qui che l’orientamento formativo vada concettualizzato come un processo complesso dal carattere dinamico, che coinvolge molte dimensioni psicologiche riguardanti aspetti legati alla specifica fase evolutiva e ai diversi contesti di sviluppo. I soggetti chiamati ad auto-orientarsi sono infatti in transizione sia verso l’età adulta che verso il futuro formativo post-scolastico e professionale. Hanno dunque molteplici bisogni, che attengono agli specifici compiti evolutivi di questa delicata fase del ciclo di vita: definizione di sé, della propria identità, dei propri progetti di vita personali e professionali, connessi con la costruzione di una propria traiettoria di sviluppo tra le tante percepite come disponibili e /o virtualmente possibili, che consenta di integrare le istanze interne (interessi, attitudini, motivazioni, aspirazioni, desideri personali) con le istanze esterne, relative alle richieste del proprio contesto di vita, della cultura di appartenenza, nonché del mondo del lavoro in rapida trasformazione. Un progetto di orientamento che parta da queste premesse non può che essere immaginato secondo un modello complesso e articolato su un periodo di tempo consistente, che si ponga come obiettivo quello di sostenere strategie che consentano di affrontare attivamente e consapevolmente progetti, problemi e conflitti, dotandosi di strumenti e criteri di esplorazione e di assunzione di impegno, di co-costruzione di senso, ben prima di arrivare ai ’bivi’ tanto temuti.

Il disorientamento dopo la scelta, in Tavola Rotonda "L'orientamento come sostegno al Sé in transizione"

PARRELLO, SANTA
2009

Abstract

In accordo con una parte dell’ampia letteratura psicologica su questo tema, si ririene qui che l’orientamento formativo vada concettualizzato come un processo complesso dal carattere dinamico, che coinvolge molte dimensioni psicologiche riguardanti aspetti legati alla specifica fase evolutiva e ai diversi contesti di sviluppo. I soggetti chiamati ad auto-orientarsi sono infatti in transizione sia verso l’età adulta che verso il futuro formativo post-scolastico e professionale. Hanno dunque molteplici bisogni, che attengono agli specifici compiti evolutivi di questa delicata fase del ciclo di vita: definizione di sé, della propria identità, dei propri progetti di vita personali e professionali, connessi con la costruzione di una propria traiettoria di sviluppo tra le tante percepite come disponibili e /o virtualmente possibili, che consenta di integrare le istanze interne (interessi, attitudini, motivazioni, aspirazioni, desideri personali) con le istanze esterne, relative alle richieste del proprio contesto di vita, della cultura di appartenenza, nonché del mondo del lavoro in rapida trasformazione. Un progetto di orientamento che parta da queste premesse non può che essere immaginato secondo un modello complesso e articolato su un periodo di tempo consistente, che si ponga come obiettivo quello di sostenere strategie che consentano di affrontare attivamente e consapevolmente progetti, problemi e conflitti, dotandosi di strumenti e criteri di esplorazione e di assunzione di impegno, di co-costruzione di senso, ben prima di arrivare ai ’bivi’ tanto temuti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/356506
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