Il ruolo dell’insegnante di sostegno è spesso ricoperto, nella nostra scuola, da docenti precari che lo assumono su di sé come esplicito “ripiego”, senza sentirsi adeguatamente preparati ad affrontare le dinamiche interne ed esterne dell’incontro con la disabilità. Durante un Corso Speciale di Abilitazione all’Insegnamento (Napoli, primo semestre 2007), è stato proposto ai corsisti, laureati in varie discipline, con molti anni di carriera da “supplente” in diversi ordini di scuola, di rispondere per iscritto alla consegna: racconta il tuo incontro con uno o più allievi “difficili”; analizza la storia che hai raccontato; immagina di progettare alternative in una “scuola ideale”. Alcuni di loro hanno scelto di raccontare l’incontro con allievi disabili. La stessa consegna è stata poi proposta ad insegnanti di ruolo con una lunga carriera alle spalle, che hanno attinto alla memoria dei loro primi anni da precari per narrare l’esperienza del “sostegno”. I racconti forniti mostrano lo smarrimento dei docenti di fronte ad etichette diagnostiche difficilmente comprensibili; il loro sconcerto per il “caos” che la disabilità produce nel gruppo classe, soprattutto quando è connessa ad aspetti aggressivi e innesca conflitti di varia natura; ma anche il loro tentativo di ricostruire le storie personali degli allievi disabili, per capire e per cercare, attraverso tentativi ed errori, approcci comunicativi e didattici costruttivi. Quasi sempre il quadro scolastico che emerge, anche quando il bilancio finale è positivo, è un quadro di solitudine dell’insegnante e dell’allievo disabile: entrambi, ciascuno a suo modo, sembrano spesso vivere un senso acuto di impotenza e di colpa.

Disabilità e caos in classe: gli insegnanti raccontano / Parrello, Santa. - (2008). ( I luoghi dell'integrazione: il bambino disabile tra famiglia e istituzioni Napoli, Bagnoli, Giffas onlus 30 maggio 2008).

Disabilità e caos in classe: gli insegnanti raccontano

PARRELLO, SANTA
2008

Abstract

Il ruolo dell’insegnante di sostegno è spesso ricoperto, nella nostra scuola, da docenti precari che lo assumono su di sé come esplicito “ripiego”, senza sentirsi adeguatamente preparati ad affrontare le dinamiche interne ed esterne dell’incontro con la disabilità. Durante un Corso Speciale di Abilitazione all’Insegnamento (Napoli, primo semestre 2007), è stato proposto ai corsisti, laureati in varie discipline, con molti anni di carriera da “supplente” in diversi ordini di scuola, di rispondere per iscritto alla consegna: racconta il tuo incontro con uno o più allievi “difficili”; analizza la storia che hai raccontato; immagina di progettare alternative in una “scuola ideale”. Alcuni di loro hanno scelto di raccontare l’incontro con allievi disabili. La stessa consegna è stata poi proposta ad insegnanti di ruolo con una lunga carriera alle spalle, che hanno attinto alla memoria dei loro primi anni da precari per narrare l’esperienza del “sostegno”. I racconti forniti mostrano lo smarrimento dei docenti di fronte ad etichette diagnostiche difficilmente comprensibili; il loro sconcerto per il “caos” che la disabilità produce nel gruppo classe, soprattutto quando è connessa ad aspetti aggressivi e innesca conflitti di varia natura; ma anche il loro tentativo di ricostruire le storie personali degli allievi disabili, per capire e per cercare, attraverso tentativi ed errori, approcci comunicativi e didattici costruttivi. Quasi sempre il quadro scolastico che emerge, anche quando il bilancio finale è positivo, è un quadro di solitudine dell’insegnante e dell’allievo disabile: entrambi, ciascuno a suo modo, sembrano spesso vivere un senso acuto di impotenza e di colpa.
2008
Disabilità e caos in classe: gli insegnanti raccontano / Parrello, Santa. - (2008). ( I luoghi dell'integrazione: il bambino disabile tra famiglia e istituzioni Napoli, Bagnoli, Giffas onlus 30 maggio 2008).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/356499
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