L’assegnare la valenza di paesaggio a tutto il territorio supporta l’idea che esso è un elemento chiave per il benessere individuale e sociale e la qualità della vita delle popolazioni, nonché espressione delle culture locali. Interfacciare territorio e paesaggio apre nuovi campi di osservazione per le analisi che dovranno comprendere relazioni tra soggetti e contesti, nonché domande e aspettative da tenere in conto nel definire strategie e azioni. Il recepimento della Convenzione Europea del Paesaggio richiede la revisione degli elementi referenziali, dei loro ruoli e delle stesse logiche in uso. Occorre ridefinire politiche e azioni in rapporto ad obiettivi qualitativi, nel rispetto dei caratteri identitari e prestazionali. Avviare “politiche del paesaggio” richiede la definizione di principi generali, strategie e orientamenti per consentire di adottare misure specifiche finalizzate a salvaguardare, gestire e pianificare il paesaggio. In relazione al nuovo ruolo che rivestono le popolazioni occorre: innovare i piani; cambiare strategie, politiche e metodi, logiche di gestione. Il discorso è valido a tutte le scale e richiede di: adottare politiche e azioni di governo che favoriscano la coerenza tra i nuovi principi propugnati e la gestione dei piani; adottare sistemi che garantiscano la congruenza e la coerenza dei piani; porre un freno al proliferare di piani di settore estranei a quadri più ampi di assetto del territorio.
Paesaggio e governo del territorio: dalla salvaguardia all’innovazione- dal progetto alla gestione / Petroncelli, Elvira. - STAMPA. - (2009), pp. 1-6.
Paesaggio e governo del territorio: dalla salvaguardia all’innovazione- dal progetto alla gestione
PETRONCELLI, ELVIRA
2009
Abstract
L’assegnare la valenza di paesaggio a tutto il territorio supporta l’idea che esso è un elemento chiave per il benessere individuale e sociale e la qualità della vita delle popolazioni, nonché espressione delle culture locali. Interfacciare territorio e paesaggio apre nuovi campi di osservazione per le analisi che dovranno comprendere relazioni tra soggetti e contesti, nonché domande e aspettative da tenere in conto nel definire strategie e azioni. Il recepimento della Convenzione Europea del Paesaggio richiede la revisione degli elementi referenziali, dei loro ruoli e delle stesse logiche in uso. Occorre ridefinire politiche e azioni in rapporto ad obiettivi qualitativi, nel rispetto dei caratteri identitari e prestazionali. Avviare “politiche del paesaggio” richiede la definizione di principi generali, strategie e orientamenti per consentire di adottare misure specifiche finalizzate a salvaguardare, gestire e pianificare il paesaggio. In relazione al nuovo ruolo che rivestono le popolazioni occorre: innovare i piani; cambiare strategie, politiche e metodi, logiche di gestione. Il discorso è valido a tutte le scale e richiede di: adottare politiche e azioni di governo che favoriscano la coerenza tra i nuovi principi propugnati e la gestione dei piani; adottare sistemi che garantiscano la congruenza e la coerenza dei piani; porre un freno al proliferare di piani di settore estranei a quadri più ampi di assetto del territorio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


