L’abitare al minimo è un tema ricorrente nella storia dell’architettura: dalla casa mobile alla casa per tutti, dalla casa automatizzata all’essenziale rifugio dello spirito, dalla casa temporanea alla residenza per l’emergenza, dal container reso abitabile alla sperimentazione di capsule prefabbricate. Tale modalità di vivere coinvolge alcune questioni fondative della disciplina architettonica: l’ “abitare”, i valori dell’interno e le relazioni con l’esterno; la “forma dell’abitare” con riferimento al rapporto tra spazio e struttura, tra forma e significato. Lo spazio minimo declina in maniera specifica i principali assunti del costruire finalizzati alla riduzione dei principi stessi dell’abitare. Parlare di tale modalità del fare significa tornare a riflettere, con rinnovato interesse e attualità, su quegli aspetti disciplinari ineludibili per affrontare, con consapevolezza, il progetto di architettura. La “piccola scala” dell'architettura è propria delle ricerche e dell'ambito didattico del settore disciplinare ICAR 16 al quale appartengono, tra altri, insegnamenti quali l'Arredamento e l'Architettura degli Interni, e con essa si vuole indicare un'attenzione al progetto di architettura, nella sua interezza, che comporta una visione dal dettaglio al generale. Altro è invece quando nel “piccolo” si cerca di concentrare il tutto e attraverso il “piccolo” si intende risolvere qualsiasi problematica abitativa. Questa diventa una esperienza peculiare che necessita di riflessioni adeguate affinché la miniaturizzazione non significhi “riduzione” quanto piuttosto rappresenti la scelta e l'esaltazione dei principi fondativi propri del “fare architettura”.
Smallness. Abitare al minimo / Giardiello, Paolo. - STAMPA. - (2009).
Smallness. Abitare al minimo.
GIARDIELLO, PAOLO
2009
Abstract
L’abitare al minimo è un tema ricorrente nella storia dell’architettura: dalla casa mobile alla casa per tutti, dalla casa automatizzata all’essenziale rifugio dello spirito, dalla casa temporanea alla residenza per l’emergenza, dal container reso abitabile alla sperimentazione di capsule prefabbricate. Tale modalità di vivere coinvolge alcune questioni fondative della disciplina architettonica: l’ “abitare”, i valori dell’interno e le relazioni con l’esterno; la “forma dell’abitare” con riferimento al rapporto tra spazio e struttura, tra forma e significato. Lo spazio minimo declina in maniera specifica i principali assunti del costruire finalizzati alla riduzione dei principi stessi dell’abitare. Parlare di tale modalità del fare significa tornare a riflettere, con rinnovato interesse e attualità, su quegli aspetti disciplinari ineludibili per affrontare, con consapevolezza, il progetto di architettura. La “piccola scala” dell'architettura è propria delle ricerche e dell'ambito didattico del settore disciplinare ICAR 16 al quale appartengono, tra altri, insegnamenti quali l'Arredamento e l'Architettura degli Interni, e con essa si vuole indicare un'attenzione al progetto di architettura, nella sua interezza, che comporta una visione dal dettaglio al generale. Altro è invece quando nel “piccolo” si cerca di concentrare il tutto e attraverso il “piccolo” si intende risolvere qualsiasi problematica abitativa. Questa diventa una esperienza peculiare che necessita di riflessioni adeguate affinché la miniaturizzazione non significhi “riduzione” quanto piuttosto rappresenti la scelta e l'esaltazione dei principi fondativi propri del “fare architettura”.| File | Dimensione | Formato | |
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