REGIONE METROPOLITANA CAMPANA. Dall'emergenza dell'impatto antropico della provincia di Napoli alle armature urbane sannite, irpine, cilentane e casertane.La Campania ha un'estensione di 13.595 kmq ed una popolazione di 5.790.929 abitanti, in Italia è seconda alla Lombardia e prima per densità di popolazione con 426 abitanti per kmq. La Lombardia ha 11 capoluoghi mentre in Campania ne esistono 5 e parti del territorio regionale come il Cilento e le aree interne sannite ed irpine sono lontane dal capoluogo regionale. Il governo di Regione, Provincia e Comune si svolge tra il Centro Direzionale, P.za Matteotti e P.za Municipio.E' in fase di realizzazione la rete infrastrutturale con i corridoi trans-europeo, Berlino-Roma-Napoli-Reggio, e trans-balcanico, Napoli-Bari-Balcani. Ne deriva il ruolo di cerniera di Napoli e di piattaforma logistica del Mediterraneo di Caserta. L'alta velocità Roma-Caserta-Vesuvio est è la spina dorsale del nuovo scenario territoriale. Le aree metropolitane di Napoli-Caserta e di Roma agganciandosi configureranno la terza area metropolitana europea. Tale trend determina il progressivo cambio di destinazione d'uso dei suoli agricoli della Piana Campana, i più fertili del pianeta, per attività edilizie per la crescita della metropoli. L'emergenza ambientale dell'impatto antropico e del carico demografico eccessivo rispetto al territorio cittadino e provinciale di Napoli può essere superata con il coordinamento dei piani delle altre province campane. Il ritardo della pianificazione in Campania è fondato sulla mancata costruzione della Regione metropolitana campana e del riequilibrio della distribuzione di popolazione nel Sannio, Irpinia e Cilento. Il divario tra concentrazione senza sviluppo dell'area metropolitana di Napoli e spopolamento delle aree interne della Campania è valutato in base al deficit di popolazione nelle province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento a confronto con il livello allarmante di popolazione della provincia di Napoli. La provincia di Salerno ha un deficit di popolazione di un milione di abitanti, quella di Avellino di 750 mila ab., quella di Benevento di 750 mila ab. e la provincia di Caserta di 237 mila ab., mentre nella provincia di Napoli il surplus di popolazione è di 2 milioni di abitanti. L'emergenza dei rifiuti in Campania è l'emergenza per la gestione dei rifiuti di Napoli e della sua provincia. Dei 150 “Comuni virtuosi” per la raccolta differenziata 63 sono della provincia di Avellino, 55 di Salerno e solo 16 di Napoli, i restanti sono divisi tra Caserta e Benevento; sono tutti comuni che hanno densità territoriale inferiore alla media regionale; dunque, per la gestione dei rifiuti è necessario contenere le densità territoriali ed incentivare politiche urbanistiche per il riequilibrio dell'intera armatura urbana regionale.Dobbiamo correggere due errori che si stanno compiendo nelle scelte della pianificazione:1. a livello regionale con l'indice unico del 10% di incremento di crescita edilizia per i comuni, tale scelta è sbagliata poiché per i comuni che superano la densità territoriale media della Regione si deve incentivare l'alleggerimento della densità edilizia ed abitativa mentre per i comuni al di sotto della soglia minima della funzionalità si devono incentivare gli investimenti per l'incremento di valori urbani e di densità abitative ed edilizie; quindi non un indice unico ma valutazioni per ciascun comune e provincia della regione in relazione al fattore della sostenibilità all'impatto antropico;2. a livello provinciale di Napoli con la previsione delle aree di densificazione urbana previste dal PTCP in ragione della tesi precedente poiché l'intera provincia di Napoli ha una densità territoriale media di oltre 3 mila abitanti per chilometro quadrato, circa 6 volte la media regionale.Il piano della provincia di Napoli non può prevedere ulteriori espansioni urbane e contestualmente invocare la tutela della natura e la salvaguardia dell'attività agricola della piana campana oggi destinata alle megapattumiere dei rifiuti prodotti da oltre tre milioni di abitanti. Sarebbe necessario integrare gli strumenti urbanistici con azioni rivolte alle politiche sociali, a favore di quelle fasce deboli della popolazione che costituiscono il corpo della società e non una minoranza. In conclusione no ai piani di densificazione urbana della provincia di Napoli e si alle città sannite, irpine, cilentane e casertane per l'armatura della Regione metropolitana campana e per il riequilibrio demografico e produttivo territoriale.

REGIONE METROPOLITANA CAMPANA. Dall'emergenza dell'impatto antropico della provincia di Napoli alle armature urbane sannite, irpine, cilentane e casertane / Buondonno, Emma. - (2008). ( I valori in urbanistica: tra etica ed estetica Napoli 17 marzo 2008).

REGIONE METROPOLITANA CAMPANA. Dall'emergenza dell'impatto antropico della provincia di Napoli alle armature urbane sannite, irpine, cilentane e casertane.

BUONDONNO, EMMA
2008

Abstract

REGIONE METROPOLITANA CAMPANA. Dall'emergenza dell'impatto antropico della provincia di Napoli alle armature urbane sannite, irpine, cilentane e casertane.La Campania ha un'estensione di 13.595 kmq ed una popolazione di 5.790.929 abitanti, in Italia è seconda alla Lombardia e prima per densità di popolazione con 426 abitanti per kmq. La Lombardia ha 11 capoluoghi mentre in Campania ne esistono 5 e parti del territorio regionale come il Cilento e le aree interne sannite ed irpine sono lontane dal capoluogo regionale. Il governo di Regione, Provincia e Comune si svolge tra il Centro Direzionale, P.za Matteotti e P.za Municipio.E' in fase di realizzazione la rete infrastrutturale con i corridoi trans-europeo, Berlino-Roma-Napoli-Reggio, e trans-balcanico, Napoli-Bari-Balcani. Ne deriva il ruolo di cerniera di Napoli e di piattaforma logistica del Mediterraneo di Caserta. L'alta velocità Roma-Caserta-Vesuvio est è la spina dorsale del nuovo scenario territoriale. Le aree metropolitane di Napoli-Caserta e di Roma agganciandosi configureranno la terza area metropolitana europea. Tale trend determina il progressivo cambio di destinazione d'uso dei suoli agricoli della Piana Campana, i più fertili del pianeta, per attività edilizie per la crescita della metropoli. L'emergenza ambientale dell'impatto antropico e del carico demografico eccessivo rispetto al territorio cittadino e provinciale di Napoli può essere superata con il coordinamento dei piani delle altre province campane. Il ritardo della pianificazione in Campania è fondato sulla mancata costruzione della Regione metropolitana campana e del riequilibrio della distribuzione di popolazione nel Sannio, Irpinia e Cilento. Il divario tra concentrazione senza sviluppo dell'area metropolitana di Napoli e spopolamento delle aree interne della Campania è valutato in base al deficit di popolazione nelle province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento a confronto con il livello allarmante di popolazione della provincia di Napoli. La provincia di Salerno ha un deficit di popolazione di un milione di abitanti, quella di Avellino di 750 mila ab., quella di Benevento di 750 mila ab. e la provincia di Caserta di 237 mila ab., mentre nella provincia di Napoli il surplus di popolazione è di 2 milioni di abitanti. L'emergenza dei rifiuti in Campania è l'emergenza per la gestione dei rifiuti di Napoli e della sua provincia. Dei 150 “Comuni virtuosi” per la raccolta differenziata 63 sono della provincia di Avellino, 55 di Salerno e solo 16 di Napoli, i restanti sono divisi tra Caserta e Benevento; sono tutti comuni che hanno densità territoriale inferiore alla media regionale; dunque, per la gestione dei rifiuti è necessario contenere le densità territoriali ed incentivare politiche urbanistiche per il riequilibrio dell'intera armatura urbana regionale.Dobbiamo correggere due errori che si stanno compiendo nelle scelte della pianificazione:1. a livello regionale con l'indice unico del 10% di incremento di crescita edilizia per i comuni, tale scelta è sbagliata poiché per i comuni che superano la densità territoriale media della Regione si deve incentivare l'alleggerimento della densità edilizia ed abitativa mentre per i comuni al di sotto della soglia minima della funzionalità si devono incentivare gli investimenti per l'incremento di valori urbani e di densità abitative ed edilizie; quindi non un indice unico ma valutazioni per ciascun comune e provincia della regione in relazione al fattore della sostenibilità all'impatto antropico;2. a livello provinciale di Napoli con la previsione delle aree di densificazione urbana previste dal PTCP in ragione della tesi precedente poiché l'intera provincia di Napoli ha una densità territoriale media di oltre 3 mila abitanti per chilometro quadrato, circa 6 volte la media regionale.Il piano della provincia di Napoli non può prevedere ulteriori espansioni urbane e contestualmente invocare la tutela della natura e la salvaguardia dell'attività agricola della piana campana oggi destinata alle megapattumiere dei rifiuti prodotti da oltre tre milioni di abitanti. Sarebbe necessario integrare gli strumenti urbanistici con azioni rivolte alle politiche sociali, a favore di quelle fasce deboli della popolazione che costituiscono il corpo della società e non una minoranza. In conclusione no ai piani di densificazione urbana della provincia di Napoli e si alle città sannite, irpine, cilentane e casertane per l'armatura della Regione metropolitana campana e per il riequilibrio demografico e produttivo territoriale.
2008
REGIONE METROPOLITANA CAMPANA. Dall'emergenza dell'impatto antropico della provincia di Napoli alle armature urbane sannite, irpine, cilentane e casertane / Buondonno, Emma. - (2008). ( I valori in urbanistica: tra etica ed estetica Napoli 17 marzo 2008).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/348880
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