Il saggio ricostruisce le dinamiche che s’instaurano tra Governo e Parlamento nei processi di integrazione politica differenti dal procedimento legislativo ordinario, attraverso cui si compie la fase discendente dell’integrazione europea. Oggetto dello studio sono, infatti, i procedimenti di formazione degli atti governativi con cui si realizza l’adeguamento del diritto interno all’ordinamento comunitario. Tali processi non possono che assumere le forme stabilite dalle leggi su cui gli stessi si fondano. E’ dunque in primo luogo compiuta l’analisi delle leggi che declinano il compito di dare direttamente attuazione alle norme comunitarie, affidando alla sede governativa tale compito. Con riferimento a queste ultime, sono avanzate nel saggio ipotesi ricostruttive degli indicatori e dei criteri che informano le scelte legislative in ordine all’ampiezza del processo di produzione normativa demandato alla sede governativa, tra cui spicca la natura degli interessi implicati nelle determinazioni da assumere. Nell’ambito di tali procedimenti l’indagine si concentra sulla partecipazione parlamentare, che si compie attraverso il vincolo per il Governo, imposto dalle singole leggi, di acquisire il parere delle commissioni parlamentari competenti sullo schema di atto normativo deliberato dal Consiglio dei Ministri. E’ questo, infatti, lo strumento per la collaborazione tra Parlamento e Governo nella definizione dei contenuti degli atti governativi di recepimento del diritto comunitario, collaborazione che in alcuni casi assume i connotati della vera e propria codecisione. Sono così esaminati gli assetti organizzativi e procedimentali dei regolamenti parlamentari che disciplinano l’espressione dei pareri da parte delle commissioni parlamentari sugli schemi di atti normativi del governo ed è analizzata la casistica per metterla a raffronto con il modello normativo. La ricostruzione compiuta nel saggio fa emergere che, nonostante le previsioni legislative che definiscono i procedimenti di formazione degli atti del Governo e nonostante la disciplina dei regolamenti parlamentari, lo svolgimento della dialettica politica di volta in volta instaurata e i peculiari rapporti di forza tra organi determinati dalle contingenze politiche del momento, producono differenti assetti dei rapporti tra Governo e Parlamento in questo peculiare ambito della produzione del diritto, con una tendenza che sembra rafforzare il ricorso allo strumento della consultazione degli organi parlamentari in peculiari ambiti, nei quali è evidentemente avvertita l’esigenza di potenziare gli strumenti di indirizzo e controllo parlamentare.

I rapporti tra parlamento e governo nell'attuazione delle norme comunitarie

DE MARIA, BRUNO
2008

Abstract

Il saggio ricostruisce le dinamiche che s’instaurano tra Governo e Parlamento nei processi di integrazione politica differenti dal procedimento legislativo ordinario, attraverso cui si compie la fase discendente dell’integrazione europea. Oggetto dello studio sono, infatti, i procedimenti di formazione degli atti governativi con cui si realizza l’adeguamento del diritto interno all’ordinamento comunitario. Tali processi non possono che assumere le forme stabilite dalle leggi su cui gli stessi si fondano. E’ dunque in primo luogo compiuta l’analisi delle leggi che declinano il compito di dare direttamente attuazione alle norme comunitarie, affidando alla sede governativa tale compito. Con riferimento a queste ultime, sono avanzate nel saggio ipotesi ricostruttive degli indicatori e dei criteri che informano le scelte legislative in ordine all’ampiezza del processo di produzione normativa demandato alla sede governativa, tra cui spicca la natura degli interessi implicati nelle determinazioni da assumere. Nell’ambito di tali procedimenti l’indagine si concentra sulla partecipazione parlamentare, che si compie attraverso il vincolo per il Governo, imposto dalle singole leggi, di acquisire il parere delle commissioni parlamentari competenti sullo schema di atto normativo deliberato dal Consiglio dei Ministri. E’ questo, infatti, lo strumento per la collaborazione tra Parlamento e Governo nella definizione dei contenuti degli atti governativi di recepimento del diritto comunitario, collaborazione che in alcuni casi assume i connotati della vera e propria codecisione. Sono così esaminati gli assetti organizzativi e procedimentali dei regolamenti parlamentari che disciplinano l’espressione dei pareri da parte delle commissioni parlamentari sugli schemi di atti normativi del governo ed è analizzata la casistica per metterla a raffronto con il modello normativo. La ricostruzione compiuta nel saggio fa emergere che, nonostante le previsioni legislative che definiscono i procedimenti di formazione degli atti del Governo e nonostante la disciplina dei regolamenti parlamentari, lo svolgimento della dialettica politica di volta in volta instaurata e i peculiari rapporti di forza tra organi determinati dalle contingenze politiche del momento, producono differenti assetti dei rapporti tra Governo e Parlamento in questo peculiare ambito della produzione del diritto, con una tendenza che sembra rafforzare il ricorso allo strumento della consultazione degli organi parlamentari in peculiari ambiti, nei quali è evidentemente avvertita l’esigenza di potenziare gli strumenti di indirizzo e controllo parlamentare.
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