L'occasione di presentare nella nostra città il lavoro di Francesca Rescigno riveste una duplice valenza in quanto, oltre ad elevare la dignità degli animali, essa contribuisce a deplorare le condizioni che a Napoli limitano i diritti fondamentali della popolazione umana.Il randagismo animale a Napoli, fa da sponda alla condizione dei bambini che giocano scalzi e nudi nei vicoli. Mute di cani imperversano nei quartieri della città, come nei suoi boscosi nosocomi. Leggi ispirate ad un falso animalismo alimentano un commercio fatto di canili lager, stipati di cani condannati a condizioni d'oggettiva sofferenza fisica e morale. Valga la situazione dei “randagi di quartiere”, che a Napoli sono proprietà delle ASL!All'altro estremo dei diritti degli animali c'è il Movimento Animalista Americano che ha dichiarato guerra al “foie gras” giudicandone crudele la pratica d'allevamento!L'interrogativo “se gli animali meritino diritti sociali” è falso e deriva da un grezzo antropocentrismo materiale, sconfessato dalle moderne osservazioni scientifiche. Tale visione infatti, è in via d'abbandono per l'evidenza che gli animali sono esseri senzienti, creature di Dio ed individui unici, quanto ciascun uomo in buona salute o “caso marginale” che sia.L'impulso animalista, d'altra parte, soffre d'eccessi analoghi a quelli dell'antropocentrismo e spesso si traduce in principi tanto ostinati da propugnare scelte molto radicali, quali il vegetarianesimo l'anti-vivisezionismo, l'anti-foie gras e così via… Rinunciare a mangiare gli animali è un nobile atteggiamento rivolto alle altre specie, ma non può essere imposto a chi non lo sceglie spontaneamente.Un esempio di buona prassi invece, è dato oggi dalla tutela degli animali impiegati per fini scientifici, che ammette l'obiezione di coscienza, garantisce il benessere dei singoli individui e produce vantaggi terapeutici per l'uomo, che sono sotto gli occhi di tutti.Il percorso che compie Francesca Rescigno per porre la questione “animali = soggetti del diritto” è ordinato, ampiamente documentato ed esaustivo. Le concezioni filosofiche, religiose, antropocentriste o animaliste, costituiscono le basi per illustrare al lettore le più attuali linee di pensiero, quale quella neoutilitarista, quella del valore inerente, il principio d'uguaglianza, fino alla quotata filosofia del benessere. Il mio contributo alla conversazione odierna è di carattere professionale ed investe l'aspetto umanitario della professione veterinaria, la cui missione è di alleviare il dolore negli animali, vigilando sulle loro condizioni fisiche e morali.L'antropocentrismo, così odioso, è superato dall'ammissione della capacità di soffrire e di godere degli animali, analoga almeno a quella riconosciuta agli infanti ed ai casi marginali umani. La mia opinione è che in futuro non avremo dubbi nell'ammettere che ogni animale è un “individuo consapevole” e pertanto dotato della coscienza di se stesso, del proprio corpo, delle proprie sensazioni, e del fine delle proprie azioni”.A tale proposito posso testimoniare l'istinto materno o la solidarietà tra gli animali, così come la loro capacità di adottare comportamenti complessi, adeguati all'ambiente e ad i suoi cambiamenti. Il mio campo di ricerca che riguarda l'anestesia e lo stato di coscienza degli animali, mi consente di chiarire alcune circostanze che suffragano la consapevolezza degli animali (coscienza di se stessi e del mondo che li circonda). Infatti:1. Lo stato di coscienza degli animali è regolato da strutture anatomiche uguali a quelle dell'uomo. Fenomeni quali il coma, l'anestesia ed il sonno, sono del tutto sovrapponibili nell'uomo e negli animali.2. Il comportamento degli animali dimostra un nesso tra input sensorio e processi decisionali. L'imaging funzionale del cervello dimostra che il loro “complesso talamo-corticale” reagisce come il nostro, quando è sottoposto a stimoli analoghi!3. I test di “Rivalità binoculare” e la capacità di adottare comportamenti distrattivi, come durante la predazione o la fuga, denotano negli animali consapevolezza, memoria ed intelligenza.4. L'organizzazione del sonno e l'espressione del Sonno REM negli animali dimostrano un'individualità sospettosamente analoga alla nostra, frutto di un lungo adattamento biologico.5. Uomini, bambini e animali infine, possiedono tutti la medesima soglia di percezione del dolore fisico, né manifestano, rispetto all'uomo, rilevanti differenze nei rapporti sociali, nelle emozioni e nei sentimenti verso i loro co-specifici. In conformità con tali evidenze è ammissibile un approccio non più behaviourista, bensì mentalistico, che riconosce agli animali un'entità cognitiva dotata di un mondo interno fatto di rappresentazioni mentali, memoria, categorizzazione ed altre attività cognitive.In sintesi, ogni essere animale sa di esistere e la sua capacità di sopravvivere è strettamente legata alla coscienza di se stesso, dell'ambiente e delle strategie per mettersi in salvo.Gli sforzi per definire le illimitate condizioni di sofferenza dei compagni dell'uomo vanno incoraggiati. È giusto punire tutte le azioni rivolte contro il benessere fisico e morale degli animali e, ancor più, affermare comportamenti etici verso tutti gli individui di qualsiasi specie (uomo compreso), creando una coscienza sociale in grado di stigmatizzare ed isolare chiunque crei sofferenza d'ogni tipo ad altri individui viventi, alla natura ed all'ambiente.La possibilità di elevare la condizione sociale degli animali da “RES” a “SOGGETTI” deve essere commisurata ai codici ed alle condizioni umane di quei popoli che, adottando tale principio sociale, sono in grado di mantenere sul proprio territorio un efficace ordine giuridico, sociale e morale almeno per gli individui umani, ufficialmente detentori di tali diritti.Ritengo che gli animali debbano essere elevati a soggetti giuridici, almeno per i diritti morali fondamentali, ovvero quelli “alla vita, alla non sofferenza e ad una morte dignitosa”.Tali diritti devono essere riconosciuti a livello internazionale e sanciti da una convenzione che superi le leggi nazionali e regionali, abolendo le zone franche ed il traffico clandestino di specie protette e non. Paesi come la Cina che, ad onta della possibilità di realizzare in laboratorio prodotti di sintesi di qualsiasi sostanza d'origine naturale, esercita la medicina tradizionale cinese alimentando il mercato illegale di specie selvatiche (20 miliardi di dollari l'anno, secondo solo a quelli della droga e delle armi) dovranno così confrontarsi con l'evoluzione delle leggi internazionali sui diritti degli animali
I diritti degli animali / Vesce, Giovanni. - (2007). ( Quale futuro per la bioetica CIRB Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica 28 Maggio 2007).
I diritti degli animali
VESCE, GIOVANNI
2007
Abstract
L'occasione di presentare nella nostra città il lavoro di Francesca Rescigno riveste una duplice valenza in quanto, oltre ad elevare la dignità degli animali, essa contribuisce a deplorare le condizioni che a Napoli limitano i diritti fondamentali della popolazione umana.Il randagismo animale a Napoli, fa da sponda alla condizione dei bambini che giocano scalzi e nudi nei vicoli. Mute di cani imperversano nei quartieri della città, come nei suoi boscosi nosocomi. Leggi ispirate ad un falso animalismo alimentano un commercio fatto di canili lager, stipati di cani condannati a condizioni d'oggettiva sofferenza fisica e morale. Valga la situazione dei “randagi di quartiere”, che a Napoli sono proprietà delle ASL!All'altro estremo dei diritti degli animali c'è il Movimento Animalista Americano che ha dichiarato guerra al “foie gras” giudicandone crudele la pratica d'allevamento!L'interrogativo “se gli animali meritino diritti sociali” è falso e deriva da un grezzo antropocentrismo materiale, sconfessato dalle moderne osservazioni scientifiche. Tale visione infatti, è in via d'abbandono per l'evidenza che gli animali sono esseri senzienti, creature di Dio ed individui unici, quanto ciascun uomo in buona salute o “caso marginale” che sia.L'impulso animalista, d'altra parte, soffre d'eccessi analoghi a quelli dell'antropocentrismo e spesso si traduce in principi tanto ostinati da propugnare scelte molto radicali, quali il vegetarianesimo l'anti-vivisezionismo, l'anti-foie gras e così via… Rinunciare a mangiare gli animali è un nobile atteggiamento rivolto alle altre specie, ma non può essere imposto a chi non lo sceglie spontaneamente.Un esempio di buona prassi invece, è dato oggi dalla tutela degli animali impiegati per fini scientifici, che ammette l'obiezione di coscienza, garantisce il benessere dei singoli individui e produce vantaggi terapeutici per l'uomo, che sono sotto gli occhi di tutti.Il percorso che compie Francesca Rescigno per porre la questione “animali = soggetti del diritto” è ordinato, ampiamente documentato ed esaustivo. Le concezioni filosofiche, religiose, antropocentriste o animaliste, costituiscono le basi per illustrare al lettore le più attuali linee di pensiero, quale quella neoutilitarista, quella del valore inerente, il principio d'uguaglianza, fino alla quotata filosofia del benessere. Il mio contributo alla conversazione odierna è di carattere professionale ed investe l'aspetto umanitario della professione veterinaria, la cui missione è di alleviare il dolore negli animali, vigilando sulle loro condizioni fisiche e morali.L'antropocentrismo, così odioso, è superato dall'ammissione della capacità di soffrire e di godere degli animali, analoga almeno a quella riconosciuta agli infanti ed ai casi marginali umani. La mia opinione è che in futuro non avremo dubbi nell'ammettere che ogni animale è un “individuo consapevole” e pertanto dotato della coscienza di se stesso, del proprio corpo, delle proprie sensazioni, e del fine delle proprie azioni”.A tale proposito posso testimoniare l'istinto materno o la solidarietà tra gli animali, così come la loro capacità di adottare comportamenti complessi, adeguati all'ambiente e ad i suoi cambiamenti. Il mio campo di ricerca che riguarda l'anestesia e lo stato di coscienza degli animali, mi consente di chiarire alcune circostanze che suffragano la consapevolezza degli animali (coscienza di se stessi e del mondo che li circonda). Infatti:1. Lo stato di coscienza degli animali è regolato da strutture anatomiche uguali a quelle dell'uomo. Fenomeni quali il coma, l'anestesia ed il sonno, sono del tutto sovrapponibili nell'uomo e negli animali.2. Il comportamento degli animali dimostra un nesso tra input sensorio e processi decisionali. L'imaging funzionale del cervello dimostra che il loro “complesso talamo-corticale” reagisce come il nostro, quando è sottoposto a stimoli analoghi!3. I test di “Rivalità binoculare” e la capacità di adottare comportamenti distrattivi, come durante la predazione o la fuga, denotano negli animali consapevolezza, memoria ed intelligenza.4. L'organizzazione del sonno e l'espressione del Sonno REM negli animali dimostrano un'individualità sospettosamente analoga alla nostra, frutto di un lungo adattamento biologico.5. Uomini, bambini e animali infine, possiedono tutti la medesima soglia di percezione del dolore fisico, né manifestano, rispetto all'uomo, rilevanti differenze nei rapporti sociali, nelle emozioni e nei sentimenti verso i loro co-specifici. In conformità con tali evidenze è ammissibile un approccio non più behaviourista, bensì mentalistico, che riconosce agli animali un'entità cognitiva dotata di un mondo interno fatto di rappresentazioni mentali, memoria, categorizzazione ed altre attività cognitive.In sintesi, ogni essere animale sa di esistere e la sua capacità di sopravvivere è strettamente legata alla coscienza di se stesso, dell'ambiente e delle strategie per mettersi in salvo.Gli sforzi per definire le illimitate condizioni di sofferenza dei compagni dell'uomo vanno incoraggiati. È giusto punire tutte le azioni rivolte contro il benessere fisico e morale degli animali e, ancor più, affermare comportamenti etici verso tutti gli individui di qualsiasi specie (uomo compreso), creando una coscienza sociale in grado di stigmatizzare ed isolare chiunque crei sofferenza d'ogni tipo ad altri individui viventi, alla natura ed all'ambiente.La possibilità di elevare la condizione sociale degli animali da “RES” a “SOGGETTI” deve essere commisurata ai codici ed alle condizioni umane di quei popoli che, adottando tale principio sociale, sono in grado di mantenere sul proprio territorio un efficace ordine giuridico, sociale e morale almeno per gli individui umani, ufficialmente detentori di tali diritti.Ritengo che gli animali debbano essere elevati a soggetti giuridici, almeno per i diritti morali fondamentali, ovvero quelli “alla vita, alla non sofferenza e ad una morte dignitosa”.Tali diritti devono essere riconosciuti a livello internazionale e sanciti da una convenzione che superi le leggi nazionali e regionali, abolendo le zone franche ed il traffico clandestino di specie protette e non. Paesi come la Cina che, ad onta della possibilità di realizzare in laboratorio prodotti di sintesi di qualsiasi sostanza d'origine naturale, esercita la medicina tradizionale cinese alimentando il mercato illegale di specie selvatiche (20 miliardi di dollari l'anno, secondo solo a quelli della droga e delle armi) dovranno così confrontarsi con l'evoluzione delle leggi internazionali sui diritti degli animaliI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


