Al fine di verificare i danni da ozono in diversi ambienti rappresentativi della Regione Campania, e l’eventuale interazione tra condizioni climatiche, inquinamento da ozono e danni alla vegetazione, l’attività sperimentale in Campania è stata condotta in tre siti caratterizzati da differenti condizioni ambientali: “Parco Gussone” annesso alla Facoltà di Agraria di Portici (NA); “Centro Rotary” realizzato a S.Angelo dei Lombardi (AV); “Torre Lama” Azienda Agraria Sperimentale presso Bellizzi (SA). In particolare il sito urbano di Portici, è localizzato in pianura (30 m s.l.m.) ed è fortemente inquinato da traffico veicolare; il sito di Bellizzi, è situato nella pianura meridionale del litorale tirrenico (30 m s.l.m.) in un’area rurale priva di fonti locali di inquinamento; il sito di S. Angelo dei Lombardi è localizzato nella zona collinare interna dell’Irpinia (700 m s.l.m.) in un’area rurale lontano da fonti di inquinamento. L’indice che con più precisione ha espresso il danno da ozono alla vegetazione è il rapporto tra le produzioni dei due cloni. Tale rapporto, infatti, elimina le altre cause di variazione che influenzano la produzione del trifoglio, come temperatura, radiazione, VPD. La concentrazione di ozono può avere un valore indicativo per esprimere l’inquinamento dei diversi siti, ma per verificare il danno effettivo alla vegetazione, risulta necessario considerare i flussi di ozono. Per una estensione dei risultati a scala territoriale, però, potrebbe essere utile stimare i flussi anche con un approccio meteorologico che tenga conto delle condizioni evapotraspirative delle differenti località, queste ultime a loro volta stimate dai dati di radiazione, temperatura, velocità del vento, umidità relativa e VPD. Dai primi dati ottenuti in questa ricerca, i due cloni proposti in ambito UNECE per il biomonitoraggio sembrano idonei per la stima dei danni da ozono alla vegetazione anche in ambiente mediterraneo. Un’ulteriore verifica nei tre siti, nelle prossime annate, risulta comunque necessaria per trarre indicazioni definitive sulla validità di questo approccio nella stima territoriale dei danni da ozono alla vegetazione. Infine, rilievi di scambi gassosi effettuati durante tutto l’arco della giornata sono programmati per riuscire ad esprimere in maniera più completa il comportamento fisiologico dei due cloni di trifoglio nelle diverse condizioni allo studio.
VALUTAZIONE DEI DANNI DA OZONO IN PRATI PERMANENTI ALLEVATI CON DIFFERENTI DISPONIBILITÀ IDRICHE IN ITALIA MERIDIONALE / Fagnano, Massimo. - (2003).
VALUTAZIONE DEI DANNI DA OZONO IN PRATI PERMANENTI ALLEVATI CON DIFFERENTI DISPONIBILITÀ IDRICHE IN ITALIA MERIDIONALE
FAGNANO, MASSIMO
2003
Abstract
Al fine di verificare i danni da ozono in diversi ambienti rappresentativi della Regione Campania, e l’eventuale interazione tra condizioni climatiche, inquinamento da ozono e danni alla vegetazione, l’attività sperimentale in Campania è stata condotta in tre siti caratterizzati da differenti condizioni ambientali: “Parco Gussone” annesso alla Facoltà di Agraria di Portici (NA); “Centro Rotary” realizzato a S.Angelo dei Lombardi (AV); “Torre Lama” Azienda Agraria Sperimentale presso Bellizzi (SA). In particolare il sito urbano di Portici, è localizzato in pianura (30 m s.l.m.) ed è fortemente inquinato da traffico veicolare; il sito di Bellizzi, è situato nella pianura meridionale del litorale tirrenico (30 m s.l.m.) in un’area rurale priva di fonti locali di inquinamento; il sito di S. Angelo dei Lombardi è localizzato nella zona collinare interna dell’Irpinia (700 m s.l.m.) in un’area rurale lontano da fonti di inquinamento. L’indice che con più precisione ha espresso il danno da ozono alla vegetazione è il rapporto tra le produzioni dei due cloni. Tale rapporto, infatti, elimina le altre cause di variazione che influenzano la produzione del trifoglio, come temperatura, radiazione, VPD. La concentrazione di ozono può avere un valore indicativo per esprimere l’inquinamento dei diversi siti, ma per verificare il danno effettivo alla vegetazione, risulta necessario considerare i flussi di ozono. Per una estensione dei risultati a scala territoriale, però, potrebbe essere utile stimare i flussi anche con un approccio meteorologico che tenga conto delle condizioni evapotraspirative delle differenti località, queste ultime a loro volta stimate dai dati di radiazione, temperatura, velocità del vento, umidità relativa e VPD. Dai primi dati ottenuti in questa ricerca, i due cloni proposti in ambito UNECE per il biomonitoraggio sembrano idonei per la stima dei danni da ozono alla vegetazione anche in ambiente mediterraneo. Un’ulteriore verifica nei tre siti, nelle prossime annate, risulta comunque necessaria per trarre indicazioni definitive sulla validità di questo approccio nella stima territoriale dei danni da ozono alla vegetazione. Infine, rilievi di scambi gassosi effettuati durante tutto l’arco della giornata sono programmati per riuscire ad esprimere in maniera più completa il comportamento fisiologico dei due cloni di trifoglio nelle diverse condizioni allo studio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


