Il convegno intende promuovere una visione della relazione d'aiuto che rivaluti la formazione di operatori in grado di inetrvenire nei momenti di passaggio alle diverse fasi del ciclo della vita, secondo la teorizzazione proposta da E. Erikson. Nella nostra cultura, invece, le transazioni significative sono amministrate o dai culti confessionali, o dalle così dette scienze medico psichiatriche, che inevitabilmente tacciano di malattia quello che è un mutamento spontaneo , dovuto al naturale trascorrere del tempo. I falsi valori veicolati dalle stereotipie della mentalità consumistica, impediscono di vivere la crisi e il cambiamento con l' accettazione della fine e dell' abbandono di quelle che erano le certezze passate. Quando sopraggiungono nuove istanze fisiche, psicologiche e relazionali, se esse non vengono vissute con consapevolezza e integrate nella coscienza, se non vengono elaborate e interiorizzate rimangono, come puri introietti, generando paura del nuovo e del diverso. "concetti, fatti, norme di comportamento, valori estetici o politici, tutti questi ci vengono dal mondo esterno... questi elementi vanno conosciuti e digeriti a fondo per diventare veramente nostri, una parte reale della nostra personalità. Ma se li accettiamototalmente e senza critiche, in base alle opinioni altrui, o perchè sono di moda, ci pesano fortemente, sono veramente indigesti. Rimangono corpi estranei malgrado abbiano stabilito la loro residenza nella nostra mente. Tali atteggiamenti, modi di agire, di sentire e di valutare, non digeriti, sono chiamati dalla psicologia introietti, e chiamiamo introiezioneil meccanismo con cui questi elementi alieni vengono aggiunti alla personalità" (da Perls "La terapia gestaltica parola per parola") Tutto ciò che dal profondo dell' esserechiede di essere vissuto, se non viene ascoltato ed accolto lascia un buco, una falla un vuoto destinato a trasformarsi in un vortice che deprime l' energia vitale e impedisce di sentire, con assoluta presenza, persino il dolore e la tristezza, sentimenti necessari per l' evoluzione del sè. Medici, psicologi,sessuologi, psichiatri, irrigiditi da una formazione di tipo positivistico, influenzati da un'immagine dell'uomo ereditata dalla neuro-fisiologia ottocentesca, non sembrano adeguati ad accogliere i sentimenti e turbamenti legati all'ineluttabilità della trasformazione. Nell'opera Divenire Allport descrive così i limiti e le resistenze dell'approccio scientista: "L'ideale che sta alla base dell'esigenza positivista è di mettere la psicologia in linea con la fisica e la matematica... Per questo motivo tanti psicologi non hanno interesse per la ricchezza esistenziale della vita umana... L'idelale positivistico ha una tale influenza che altri campi della psicologia vengono completamente trascurati. Una speciale avversione si ha per i problemi riguardanti le motivazioni complesse, l'integrazione ad alto livello, la coscienza, la libertà." Nel modello psicologico umanistico ed esistenziale il counselor può diventare un operatore che si distingue per la formazione umana e non per l'apprendimento di tecniche o di modelli di tipo clinico. Il counselor è una figura professionale d'aiuto in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine emotiva, che non comportino una ristrutturazione della personalità. Di qui la volontà di proporre un intervento slegato dal modello bio-medico, che favorisca una presenza silenziosa, capace di accogliere pensieri, vissuti e sentimenti che si manifestano nella pura soggettività dell' esperienza individuale. Prendono consistenza, allora, tutte quelle modalità volte a sciogliere l' intricato alimento delle angosce quotidiane: la scelta del partner; le inevitabili relazioni simbiotiche che tendono ad istaurarsi; il significato delle crisi coniugali e di coppia; la paura dell' inadeguatezza nello svolgimento del ruolo di genitore; il dolore legato alle separazioni e ai divorzi e anche, paradossalmente, all' angoscia legata alle nascite e ai matrimoni; l' entrata nella terza età, la solitudine, la paura della morte e della vecchiaia. La pregnante quantità di eventi da attraversare rende necessaria la possibilità di ricorrere a situazioni di aiuto in termini di solidarietà umana e non ad uno sterile ricorso a medici o ad esperti di vario genere. Spesso la sfiducia genera quella "malattia" sottile chiamata depressione nella quale il mondo perde colori, l' energia implode e l' avvilimento irrompe. Il counselor può condividere una nuova responsabilità socile offrendo una competenza acquisita sulla riflessione ed elaborazione dell' esistere, sviluppando una disposizione globale nei confronti del reale. Prima di intervenire sul malessere, sulla malattia e sull' infelicità la psicologia umanistica ed esistenziale si chiede cosa è un uomo. Antiche quanto il suo apparire nel mondo, le psicologie lo hanno accompagnato da sempre, integrate nella visione filosofica d’ insiema. Per dare significato all’ esistenza, lungo il cammino della conoscenza, l’ uomo talvolta si è trasformato in un ricercatore, un viaggiatore dell’ anima in grado di rappresentare il mondo con allegorie e metafore. Omero e Joyce. Entrambi hanno creato l’ Ulisse. Il primo un eroe astuto e coraggioso, il secondo un uomo smarrito nelle vie dell’ alienazione. La psicologia esistenziale ed umanistica inoltre considera il benessere come una possibilità di espressione e di affermazione di infinite rappresentazioni individuali della vicenda umana, offrendo così un cuore alla psicologia configurandola primariamente come terapia, cura dell’ anima, una guida all’ arte di vivere centrata sullo sviluppo della soggettività fusa e non confusa nell’ immensità dell’ essere.

La psicologia della relazione d' aiuto. La riscoperta della solidarietà umana / Mastropaolo, Mario. - (2007).

La psicologia della relazione d' aiuto. La riscoperta della solidarietà umana.

MASTROPAOLO, MARIO
2007

Abstract

Il convegno intende promuovere una visione della relazione d'aiuto che rivaluti la formazione di operatori in grado di inetrvenire nei momenti di passaggio alle diverse fasi del ciclo della vita, secondo la teorizzazione proposta da E. Erikson. Nella nostra cultura, invece, le transazioni significative sono amministrate o dai culti confessionali, o dalle così dette scienze medico psichiatriche, che inevitabilmente tacciano di malattia quello che è un mutamento spontaneo , dovuto al naturale trascorrere del tempo. I falsi valori veicolati dalle stereotipie della mentalità consumistica, impediscono di vivere la crisi e il cambiamento con l' accettazione della fine e dell' abbandono di quelle che erano le certezze passate. Quando sopraggiungono nuove istanze fisiche, psicologiche e relazionali, se esse non vengono vissute con consapevolezza e integrate nella coscienza, se non vengono elaborate e interiorizzate rimangono, come puri introietti, generando paura del nuovo e del diverso. "concetti, fatti, norme di comportamento, valori estetici o politici, tutti questi ci vengono dal mondo esterno... questi elementi vanno conosciuti e digeriti a fondo per diventare veramente nostri, una parte reale della nostra personalità. Ma se li accettiamototalmente e senza critiche, in base alle opinioni altrui, o perchè sono di moda, ci pesano fortemente, sono veramente indigesti. Rimangono corpi estranei malgrado abbiano stabilito la loro residenza nella nostra mente. Tali atteggiamenti, modi di agire, di sentire e di valutare, non digeriti, sono chiamati dalla psicologia introietti, e chiamiamo introiezioneil meccanismo con cui questi elementi alieni vengono aggiunti alla personalità" (da Perls "La terapia gestaltica parola per parola") Tutto ciò che dal profondo dell' esserechiede di essere vissuto, se non viene ascoltato ed accolto lascia un buco, una falla un vuoto destinato a trasformarsi in un vortice che deprime l' energia vitale e impedisce di sentire, con assoluta presenza, persino il dolore e la tristezza, sentimenti necessari per l' evoluzione del sè. Medici, psicologi,sessuologi, psichiatri, irrigiditi da una formazione di tipo positivistico, influenzati da un'immagine dell'uomo ereditata dalla neuro-fisiologia ottocentesca, non sembrano adeguati ad accogliere i sentimenti e turbamenti legati all'ineluttabilità della trasformazione. Nell'opera Divenire Allport descrive così i limiti e le resistenze dell'approccio scientista: "L'ideale che sta alla base dell'esigenza positivista è di mettere la psicologia in linea con la fisica e la matematica... Per questo motivo tanti psicologi non hanno interesse per la ricchezza esistenziale della vita umana... L'idelale positivistico ha una tale influenza che altri campi della psicologia vengono completamente trascurati. Una speciale avversione si ha per i problemi riguardanti le motivazioni complesse, l'integrazione ad alto livello, la coscienza, la libertà." Nel modello psicologico umanistico ed esistenziale il counselor può diventare un operatore che si distingue per la formazione umana e non per l'apprendimento di tecniche o di modelli di tipo clinico. Il counselor è una figura professionale d'aiuto in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine emotiva, che non comportino una ristrutturazione della personalità. Di qui la volontà di proporre un intervento slegato dal modello bio-medico, che favorisca una presenza silenziosa, capace di accogliere pensieri, vissuti e sentimenti che si manifestano nella pura soggettività dell' esperienza individuale. Prendono consistenza, allora, tutte quelle modalità volte a sciogliere l' intricato alimento delle angosce quotidiane: la scelta del partner; le inevitabili relazioni simbiotiche che tendono ad istaurarsi; il significato delle crisi coniugali e di coppia; la paura dell' inadeguatezza nello svolgimento del ruolo di genitore; il dolore legato alle separazioni e ai divorzi e anche, paradossalmente, all' angoscia legata alle nascite e ai matrimoni; l' entrata nella terza età, la solitudine, la paura della morte e della vecchiaia. La pregnante quantità di eventi da attraversare rende necessaria la possibilità di ricorrere a situazioni di aiuto in termini di solidarietà umana e non ad uno sterile ricorso a medici o ad esperti di vario genere. Spesso la sfiducia genera quella "malattia" sottile chiamata depressione nella quale il mondo perde colori, l' energia implode e l' avvilimento irrompe. Il counselor può condividere una nuova responsabilità socile offrendo una competenza acquisita sulla riflessione ed elaborazione dell' esistere, sviluppando una disposizione globale nei confronti del reale. Prima di intervenire sul malessere, sulla malattia e sull' infelicità la psicologia umanistica ed esistenziale si chiede cosa è un uomo. Antiche quanto il suo apparire nel mondo, le psicologie lo hanno accompagnato da sempre, integrate nella visione filosofica d’ insiema. Per dare significato all’ esistenza, lungo il cammino della conoscenza, l’ uomo talvolta si è trasformato in un ricercatore, un viaggiatore dell’ anima in grado di rappresentare il mondo con allegorie e metafore. Omero e Joyce. Entrambi hanno creato l’ Ulisse. Il primo un eroe astuto e coraggioso, il secondo un uomo smarrito nelle vie dell’ alienazione. La psicologia esistenziale ed umanistica inoltre considera il benessere come una possibilità di espressione e di affermazione di infinite rappresentazioni individuali della vicenda umana, offrendo così un cuore alla psicologia configurandola primariamente come terapia, cura dell’ anima, una guida all’ arte di vivere centrata sullo sviluppo della soggettività fusa e non confusa nell’ immensità dell’ essere.
2007
La psicologia della relazione d' aiuto. La riscoperta della solidarietà umana / Mastropaolo, Mario. - (2007).
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