Il XX secolo ha rappresentato il massimo sviluppo del sistema capitalistico. Anche se per gran parte del secolo si è evidenziata, su più piani, la concorrenza del sistema socialista, sul finire del periodo la competizione poteva dirsi annullata, grazie al crollo dell’impero sovietico. Inoltre, proprio in coincidenza con la crisi dell’Urss cominciava , a partire dagli anni ottanta, una nuova fase di rinnovato sviluppo ottenuta con il contributo principale della leva finanziaria. Sia il tema della finanza che quello dell’intervento dello Stato nell’economia sono stati costantemente presenti per l’intero secolo, sia pure con notevoli differenze nei diversi decenni. Spartiacque fondamentale dell’analisi economica è sicuramente la crisi del 1929 e lo studio dei rimedi proposti nei vari paesi per il relativo superamento. L’intervento dello Stato nell’economia, nella sua forma indiretta, ha acquisito nel caso italiano una certa consistenza sin dalla fine del secolo XIX, ma ha incontrato la prima compiuta manifestazione di collegamento con gli aspetti finanziari nella costituzione, nel 1912, dell’Istituto nazionale di Assicurazioni (Ina). E’ proseguita poi con l’esperienza della mobilitazione industriale durante il primo conflitto mondiale e col difficile periodo di riconversione dell’immediato dopoguerra. Gli anni venti iniziano col disordine monetario, accresciuto dopo l’ascesa al governo del ministero Mussolini. Tale disordine monetario perdura fino al 1926, data di inizio della Quota Novanta. Il decennio 1926-1936 è ricordato come quello delle leggi bancarie, che danno un solido assetto al sistema italiano, precedentemente molto più vulnerabile. Ma la mancata soluzione di alcuni nodi storici come principalmente quello di un ordinato regime di finanziamento delle attività industriali, porta, in coincidenza con la grande crisi, al fallimento dell’esperienza della banca mista, alla nascita dell’Imi e dell’Iri e di un istituto centrale forte delle sue rinnovate prerogative di garante delle banche, con la particolare sottolineatura del suo ruolo di vigilanza del sistema bancario. Con il 1937, l’Iri diventa ente permanente ed in un paese che ha ormai avviato la sua politica imperiale con la conquista dell’Etiopia e che si prepara a nuove guerre di annessione, diventa, a tutti gli effetti, il braccio armato del governo fascista. Con l’entrata in guerra del 1940, il regime attua una politica economica sempre più statalista e di stretto controllo delle variabili microeconomiche e macroeconomiche. Fino alla fine del 1942, nonostante i crescenti disagi militari, il sistema regge riuscendo soprattutto a contenere l’inflazione in limiti assai contenuti. Ma dal 1943 ha inizio una rapida disgregazione di diversi punti dell’apparato che conduce alla caduta di Mussolini, nel luglio 1943, in una situazione complessiva ormai molto precaria. La furia di violenza distruttrice si acuisce nei venti mesi di guerra civile dove si attende l’esito dei conflitti per capire in quale direzione deve avviarsi il naturale processo di ricostruzione. I primi due anni del dopoguerra sono indicativi dei rapporti di forza, delle scelte di fondo, degli equilibri politici che nel periodo vanno spostandosi progressivamente verso il centrismo. Contemporaneamente sembra uscire dalla polvere della ricostruzione una rinnovata volontà liberista, anche come reazione alle chiusura del precedente regime. Tuttavia, mentre si afferma, con la lunga presidenza degasperiana, una linea politica moderata, tende a perdere peso lo slancio industrialista: il sistema economico e finanziario appare in linea di una forte continuità col periodo fascista. Sono soprattutto le ragioni dello statalismo ad affermarsi con decisione ed a trovare un momento di significativa vittoria, nel 1956, con la costituzione del ministero delle partecipazioni statali.
INTERVENTO PUBBLICO E SISTEMI FINANZIARI IN ITALIA DALLA NASCITA DELL’INA ALLA COSTITUZIONE DEL MINISTERO DELLE PARTECIPAZIONI STATALI (1912-1956) (NAZIONALE) - / Balletta, Francesco. - (2005).
INTERVENTO PUBBLICO E SISTEMI FINANZIARI IN ITALIA DALLA NASCITA DELL’INA ALLA COSTITUZIONE DEL MINISTERO DELLE PARTECIPAZIONI STATALI (1912-1956) (NAZIONALE) -
BALLETTA, FRANCESCO
2005
Abstract
Il XX secolo ha rappresentato il massimo sviluppo del sistema capitalistico. Anche se per gran parte del secolo si è evidenziata, su più piani, la concorrenza del sistema socialista, sul finire del periodo la competizione poteva dirsi annullata, grazie al crollo dell’impero sovietico. Inoltre, proprio in coincidenza con la crisi dell’Urss cominciava , a partire dagli anni ottanta, una nuova fase di rinnovato sviluppo ottenuta con il contributo principale della leva finanziaria. Sia il tema della finanza che quello dell’intervento dello Stato nell’economia sono stati costantemente presenti per l’intero secolo, sia pure con notevoli differenze nei diversi decenni. Spartiacque fondamentale dell’analisi economica è sicuramente la crisi del 1929 e lo studio dei rimedi proposti nei vari paesi per il relativo superamento. L’intervento dello Stato nell’economia, nella sua forma indiretta, ha acquisito nel caso italiano una certa consistenza sin dalla fine del secolo XIX, ma ha incontrato la prima compiuta manifestazione di collegamento con gli aspetti finanziari nella costituzione, nel 1912, dell’Istituto nazionale di Assicurazioni (Ina). E’ proseguita poi con l’esperienza della mobilitazione industriale durante il primo conflitto mondiale e col difficile periodo di riconversione dell’immediato dopoguerra. Gli anni venti iniziano col disordine monetario, accresciuto dopo l’ascesa al governo del ministero Mussolini. Tale disordine monetario perdura fino al 1926, data di inizio della Quota Novanta. Il decennio 1926-1936 è ricordato come quello delle leggi bancarie, che danno un solido assetto al sistema italiano, precedentemente molto più vulnerabile. Ma la mancata soluzione di alcuni nodi storici come principalmente quello di un ordinato regime di finanziamento delle attività industriali, porta, in coincidenza con la grande crisi, al fallimento dell’esperienza della banca mista, alla nascita dell’Imi e dell’Iri e di un istituto centrale forte delle sue rinnovate prerogative di garante delle banche, con la particolare sottolineatura del suo ruolo di vigilanza del sistema bancario. Con il 1937, l’Iri diventa ente permanente ed in un paese che ha ormai avviato la sua politica imperiale con la conquista dell’Etiopia e che si prepara a nuove guerre di annessione, diventa, a tutti gli effetti, il braccio armato del governo fascista. Con l’entrata in guerra del 1940, il regime attua una politica economica sempre più statalista e di stretto controllo delle variabili microeconomiche e macroeconomiche. Fino alla fine del 1942, nonostante i crescenti disagi militari, il sistema regge riuscendo soprattutto a contenere l’inflazione in limiti assai contenuti. Ma dal 1943 ha inizio una rapida disgregazione di diversi punti dell’apparato che conduce alla caduta di Mussolini, nel luglio 1943, in una situazione complessiva ormai molto precaria. La furia di violenza distruttrice si acuisce nei venti mesi di guerra civile dove si attende l’esito dei conflitti per capire in quale direzione deve avviarsi il naturale processo di ricostruzione. I primi due anni del dopoguerra sono indicativi dei rapporti di forza, delle scelte di fondo, degli equilibri politici che nel periodo vanno spostandosi progressivamente verso il centrismo. Contemporaneamente sembra uscire dalla polvere della ricostruzione una rinnovata volontà liberista, anche come reazione alle chiusura del precedente regime. Tuttavia, mentre si afferma, con la lunga presidenza degasperiana, una linea politica moderata, tende a perdere peso lo slancio industrialista: il sistema economico e finanziario appare in linea di una forte continuità col periodo fascista. Sono soprattutto le ragioni dello statalismo ad affermarsi con decisione ed a trovare un momento di significativa vittoria, nel 1956, con la costituzione del ministero delle partecipazioni statali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


