Città, architettura, società sono le tre parole chiave di questa manifestazione che possiamo sicuramente assumere, con l'accortezza però di svilupparle nella loro accezione plurale. Per questa loro complessità credo che i temi delle attrezzature e delle grandi strutture di servizio e il tema della casa, nelle loro reciproche implicazioni simboliche e metaforiche e nelle loro interrelazioni organizzative, debbano essere assunti unitariamente, per la perdurante necessità di superare un'idea semplicistica dell'abitare che non si esaurisce nel soddisfare solo alcuni bisogni primari del risiedere, in un rapporto meramente funzionale con i servizi.La residenza non è soltanto la parte e la quantità più consistente della città ma una componente determinante della sua essenza e della sua struttura e, in quanto tale, materia significativa della sua forma. Frutto di interventi continui nel corso del tempo da parte di molti, è chiamata ad essere rappresentativa di quella continuità civile che dovrebbe presiedere alla costruzione della città e, per questo, costituisce un punto di osservazione privilegiato per il confronto tra la città reale e quella possibile. E' anche per questo che la nuova emergenza abitativa, dopo decenni di colpevole accantonamento della questione da parte dei diversi operatori, sia un'occasione per riproporre il tema della residenza non sono in termini quantitativi ma anche e soprattutto per restituire valore d'uso e rappresentatività all'idea dell'abitare nella sua dimensione urbana.Privilegiando quelle sperimentazioni che ricercano la loro generalizzabilità negli aspetti metodologici piuttosto che nella costruzione di modelli ripetibili -che, come la storia ci ha insegnato, finiscono spesso per chiudersi in se stessi e porsi come strutture antagoniste rispetto alla città– il tentativo da compiere è quello di ridisegnare con intenzionalità urbane i rapporti tra abitazioni, loro prolungamenti, sistemi ed articolazione dei servizi e degli spazi aperti. Penso che in questa prospettiva la questione della difesa dell'ambiente, della sostenibilità e la componente tecnologica non possano continuare ad essere assunte come aspetti separati in grado autonomamente di conferire qualità al progetto. E' indubbio che essi ne costituiscano una imprescindibile dimensione intrinseca e per questo devono essere partecipi del senso complessivo dell'intervento, delle sue logiche e delle sue intenzionalità alle diverse scale. Credo che sia necessario rafforzare il territorio del progetto proprio per evitare che le questioni della difesa ambientale e delle tecnologie rimangano vittime di enunciazioni retoriche o di esibizioni prive di una incidenza reale e la più allargata possibile.

La Casa e la Città

MAININI, GIANCARLO LUIGI
2006

Abstract

Città, architettura, società sono le tre parole chiave di questa manifestazione che possiamo sicuramente assumere, con l'accortezza però di svilupparle nella loro accezione plurale. Per questa loro complessità credo che i temi delle attrezzature e delle grandi strutture di servizio e il tema della casa, nelle loro reciproche implicazioni simboliche e metaforiche e nelle loro interrelazioni organizzative, debbano essere assunti unitariamente, per la perdurante necessità di superare un'idea semplicistica dell'abitare che non si esaurisce nel soddisfare solo alcuni bisogni primari del risiedere, in un rapporto meramente funzionale con i servizi.La residenza non è soltanto la parte e la quantità più consistente della città ma una componente determinante della sua essenza e della sua struttura e, in quanto tale, materia significativa della sua forma. Frutto di interventi continui nel corso del tempo da parte di molti, è chiamata ad essere rappresentativa di quella continuità civile che dovrebbe presiedere alla costruzione della città e, per questo, costituisce un punto di osservazione privilegiato per il confronto tra la città reale e quella possibile. E' anche per questo che la nuova emergenza abitativa, dopo decenni di colpevole accantonamento della questione da parte dei diversi operatori, sia un'occasione per riproporre il tema della residenza non sono in termini quantitativi ma anche e soprattutto per restituire valore d'uso e rappresentatività all'idea dell'abitare nella sua dimensione urbana.Privilegiando quelle sperimentazioni che ricercano la loro generalizzabilità negli aspetti metodologici piuttosto che nella costruzione di modelli ripetibili -che, come la storia ci ha insegnato, finiscono spesso per chiudersi in se stessi e porsi come strutture antagoniste rispetto alla città– il tentativo da compiere è quello di ridisegnare con intenzionalità urbane i rapporti tra abitazioni, loro prolungamenti, sistemi ed articolazione dei servizi e degli spazi aperti. Penso che in questa prospettiva la questione della difesa dell'ambiente, della sostenibilità e la componente tecnologica non possano continuare ad essere assunte come aspetti separati in grado autonomamente di conferire qualità al progetto. E' indubbio che essi ne costituiscano una imprescindibile dimensione intrinseca e per questo devono essere partecipi del senso complessivo dell'intervento, delle sue logiche e delle sue intenzionalità alle diverse scale. Credo che sia necessario rafforzare il territorio del progetto proprio per evitare che le questioni della difesa ambientale e delle tecnologie rimangano vittime di enunciazioni retoriche o di esibizioni prive di una incidenza reale e la più allargata possibile.
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