Nell’attuale società dell’informazione, il know how innovativo viene continuamente generato e innestato in tutti i settori della società e della produzione. All’interno di tale processo la tecnologia rappresenta un fondamentale fattore di trasformazione e, nel contempo, il suo livello di innovazione costituisce una misura del grado di modernizzazione in atto. In campo architettonico, i sistemi costruttivi ibridi divengono una logica conseguenza della richiesta di polivalenza e dinamicità rivolta ad alcune parti dell’edificio, che può essere ottenuta integrando in maniera appropriata tecniche diverse oltre che stratificazioni di materiali e semilavorati funzionalmente specializzati, la cui messa a sistema determina una offerta prestazionale complessa che può essere variata in funzione degli obiettivi progettuali da raggiungere. Attraverso la progettazione dei dettagli costruttivi si offre una risposta multipla morfologicamente e tecnologicamente controllata, che incorpora soluzioni di ordine estetico e tecnico. Le architetture attente alla condizione della sostenibilità devono fare proprio il dato della complessità, perché non basta più che siano progettate e costruite utilizzando principi bioclimatici e materiali ecocompatibili o, tanto meno, secondo schemi convenzionali pur correttamente impostati. La sostenibilità richiede di spostare l’attenzione dalla parte finale dei processi di trasformazione tecnologica, relativa cioè agli output alla parte iniziale dei processi. Il ruolo dell’innovazione risulta in questo caso fondamentale lungo tutto l’arco del processo edilizio, dalla produzione di materiali e componenti, alla progettazione, alla realizzazione e alla gestione del ciclo di vita dei manufatti. In base ai nuovi paradigmi del progetto e della costruzione in chiave sostenibile vengono progettati nuovi comportamenti, con stato stabile ma lontani dall’equilibrio, cioè con componenti di instabilità e indeterminazione: edifici che dialogano con l’ambiente e il cui “funzionamento” è ogni volta differente in relazione al variare delle condizioni del contesto e delle condizioni d'uso.
Innovazione tecnologica e qualità del progetto / Losasso, MARIO ROSARIO. - STAMPA. - (2005), pp. 16-38.
Innovazione tecnologica e qualità del progetto
LOSASSO, MARIO ROSARIO
2005
Abstract
Nell’attuale società dell’informazione, il know how innovativo viene continuamente generato e innestato in tutti i settori della società e della produzione. All’interno di tale processo la tecnologia rappresenta un fondamentale fattore di trasformazione e, nel contempo, il suo livello di innovazione costituisce una misura del grado di modernizzazione in atto. In campo architettonico, i sistemi costruttivi ibridi divengono una logica conseguenza della richiesta di polivalenza e dinamicità rivolta ad alcune parti dell’edificio, che può essere ottenuta integrando in maniera appropriata tecniche diverse oltre che stratificazioni di materiali e semilavorati funzionalmente specializzati, la cui messa a sistema determina una offerta prestazionale complessa che può essere variata in funzione degli obiettivi progettuali da raggiungere. Attraverso la progettazione dei dettagli costruttivi si offre una risposta multipla morfologicamente e tecnologicamente controllata, che incorpora soluzioni di ordine estetico e tecnico. Le architetture attente alla condizione della sostenibilità devono fare proprio il dato della complessità, perché non basta più che siano progettate e costruite utilizzando principi bioclimatici e materiali ecocompatibili o, tanto meno, secondo schemi convenzionali pur correttamente impostati. La sostenibilità richiede di spostare l’attenzione dalla parte finale dei processi di trasformazione tecnologica, relativa cioè agli output alla parte iniziale dei processi. Il ruolo dell’innovazione risulta in questo caso fondamentale lungo tutto l’arco del processo edilizio, dalla produzione di materiali e componenti, alla progettazione, alla realizzazione e alla gestione del ciclo di vita dei manufatti. In base ai nuovi paradigmi del progetto e della costruzione in chiave sostenibile vengono progettati nuovi comportamenti, con stato stabile ma lontani dall’equilibrio, cioè con componenti di instabilità e indeterminazione: edifici che dialogano con l’ambiente e il cui “funzionamento” è ogni volta differente in relazione al variare delle condizioni del contesto e delle condizioni d'uso.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


