È ampiamente documentato che la vita utile degli elementi metallici costituenti le reti di distribuzione dell’acqua potabile è intimamente legata alla velocità con cui evolvono i processi corrosivi che li investono; ad essi è infatti attribuita la responsabilità tanto dell’ assottigliamento e del conseguente indebolimento delle pareti, quanto, in casi estremi, della perforazione delle stesse, mentre modesto ed incompleto appare oggi il grado di conoscenza sui risvolti negativi che gli stessi processi corrosivi hanno sulla qualità dell’acqua potabile erogata. Questa lacuna nel sapere è da imputare allo scarso interesse che tale argomento ha suscitato fino a una quindicina di anni fa, ovvero fin quando non è stata dimostrata da studi medici la tossicità per l’organismo umano di molti metalli comunemente utilizzati nella realizzazione delle reti di distribuzione dell’acqua e di conseguenza non sono stati resi obbligatori, attraverso strumenti normativi, i controlli sulla qualità dell’acqua al punto di consegna della stessa, abolendo le precedenti disposizioni che collocavano la sezione di controllo a monte della rete di distribuzione. Le ragioni che hanno spinto alla realizzazione dello studio descritto nel presente lavoro scientifico sono da ricercare appunto nella volontà di colmare, almeno parzialmente, il vuoto di conoscenza precedentemente evidenziato. L’attenzione è infatti stata rivolta al rame che fra tutti i metalli utilizzati nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile, appare quello che oggi, per diffusione e livello di tossicità, delinei una situazione di maggior rischio per la salute degli utenti, la cui sicurezza rappresenta uno dei requisiti principi che un’acqua potabile deve soddisfare . Pertanto, già da qualche anno, il Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Ambientale G. Ippolito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a cui gli autori afferiscono, ha avviato una serie di attività scientifiche, in collaborazione con centri di ricerca esteri, finalizzate tanto all’ individuazione di tecniche adeguate alla riduzione dei tenori di rame in acqua, quanto alla messa a punto di metodologie che, superando i limiti di tempo e costi delle analisi chimiche, fossero in grado di restituire in tempo reale il valore della concentrazione di rame in acqua. In particolare, in merito alla prima istanza, attraverso sia l’innalzamento del pH che la correzione del chimismo dell’acqua, è stato possibile mantenere su valori bassi, inferiori alla soglia di guardia, le concentrazioni di rame solubile; mentre, in riferimento alla seconda esigenza, tanto il potenziale di corrosione quanto il consumo di ossigeno misurato in acqua al termine dell’intervallo di tempo in cui non è operativo nessun utilizzatore, ovvero nei periodi in cui il fluido rimane fermo all’interno delle condotte, hanno rilevato una dipendenza lineare dalla concentrazione di metallo in acqua. I risultati conseguiti per il rame, poiché ricavati dall’ analisi di fenomeni comuni ad altri metalli, assumono un carattere più generale che va oltre la specificità del caso e possono pertanto essere applicati agevolmente allo studio degli effetti di metalli che non siano il rame ed anche in situazioni che non siano il trasporto dell’acqua potabile, nel rispetto del solo vincolo rappresentato dalla natura metallica del materiale investigato.

Tecniche Innovative per il Controllo degli Effetti della Corrosione delle Tubazioni in Rame sulla Qualità dell'Acqua Potabile / Fabbricino, Massimiliano; Panico, A.; Pirozzi, Francesco. - STAMPA. - (2008), pp. 353-362.

Tecniche Innovative per il Controllo degli Effetti della Corrosione delle Tubazioni in Rame sulla Qualità dell'Acqua Potabile

FABBRICINO, MASSIMILIANO;PIROZZI, FRANCESCO
2008

Abstract

È ampiamente documentato che la vita utile degli elementi metallici costituenti le reti di distribuzione dell’acqua potabile è intimamente legata alla velocità con cui evolvono i processi corrosivi che li investono; ad essi è infatti attribuita la responsabilità tanto dell’ assottigliamento e del conseguente indebolimento delle pareti, quanto, in casi estremi, della perforazione delle stesse, mentre modesto ed incompleto appare oggi il grado di conoscenza sui risvolti negativi che gli stessi processi corrosivi hanno sulla qualità dell’acqua potabile erogata. Questa lacuna nel sapere è da imputare allo scarso interesse che tale argomento ha suscitato fino a una quindicina di anni fa, ovvero fin quando non è stata dimostrata da studi medici la tossicità per l’organismo umano di molti metalli comunemente utilizzati nella realizzazione delle reti di distribuzione dell’acqua e di conseguenza non sono stati resi obbligatori, attraverso strumenti normativi, i controlli sulla qualità dell’acqua al punto di consegna della stessa, abolendo le precedenti disposizioni che collocavano la sezione di controllo a monte della rete di distribuzione. Le ragioni che hanno spinto alla realizzazione dello studio descritto nel presente lavoro scientifico sono da ricercare appunto nella volontà di colmare, almeno parzialmente, il vuoto di conoscenza precedentemente evidenziato. L’attenzione è infatti stata rivolta al rame che fra tutti i metalli utilizzati nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile, appare quello che oggi, per diffusione e livello di tossicità, delinei una situazione di maggior rischio per la salute degli utenti, la cui sicurezza rappresenta uno dei requisiti principi che un’acqua potabile deve soddisfare . Pertanto, già da qualche anno, il Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Ambientale G. Ippolito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a cui gli autori afferiscono, ha avviato una serie di attività scientifiche, in collaborazione con centri di ricerca esteri, finalizzate tanto all’ individuazione di tecniche adeguate alla riduzione dei tenori di rame in acqua, quanto alla messa a punto di metodologie che, superando i limiti di tempo e costi delle analisi chimiche, fossero in grado di restituire in tempo reale il valore della concentrazione di rame in acqua. In particolare, in merito alla prima istanza, attraverso sia l’innalzamento del pH che la correzione del chimismo dell’acqua, è stato possibile mantenere su valori bassi, inferiori alla soglia di guardia, le concentrazioni di rame solubile; mentre, in riferimento alla seconda esigenza, tanto il potenziale di corrosione quanto il consumo di ossigeno misurato in acqua al termine dell’intervallo di tempo in cui non è operativo nessun utilizzatore, ovvero nei periodi in cui il fluido rimane fermo all’interno delle condotte, hanno rilevato una dipendenza lineare dalla concentrazione di metallo in acqua. I risultati conseguiti per il rame, poiché ricavati dall’ analisi di fenomeni comuni ad altri metalli, assumono un carattere più generale che va oltre la specificità del caso e possono pertanto essere applicati agevolmente allo studio degli effetti di metalli che non siano il rame ed anche in situazioni che non siano il trasporto dell’acqua potabile, nel rispetto del solo vincolo rappresentato dalla natura metallica del materiale investigato.
2008
9788860741738
Tecniche Innovative per il Controllo degli Effetti della Corrosione delle Tubazioni in Rame sulla Qualità dell'Acqua Potabile / Fabbricino, Massimiliano; Panico, A.; Pirozzi, Francesco. - STAMPA. - (2008), pp. 353-362.
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