L’obiettivo di queste riflessioni è quello di rileggere, quindi, l’incompletezza e la frammentazione della politiche (Benadusi, Serpieri 2000) di istituzionalizzazione dell’ autonomia scolastica nel nostro sistema educativo, nei termini della dialettica pluridimensionale di macro-meso-micro, dei processi di strutturazione e del gioco tra morfostasi e morfogenesi (Archer 1995). Laddove, tra le ultime arrivate del variegato set di letture dell’organizzazione e delle politiche pubbliche ispirate al postmodernismo (Strati 1996), sia l’approccio narrativo (Czarniawska 1999), che la teoria della traslazione, rimangono sul gioco istituzione-agency, se non del tutto silenti, talvolta, piuttosto evasive, quando non vanno molto oltre, ad es., di una pur suggestiva enunciazione metaforica dell’idea di traduzione come “tradimento” (Gherardi 1998). Eppure, il focus della narrazione e della traduzione di uno dei flussi dell’istituzionalizzazione dell’autonomia im-pone al centro della riflessione teorica e della pratica empirica proprio il ruolo di un attore per eccellenza, vero interprete, vero traduttore-traditore: il manager-dirigente-leader dell’organizzazione scuola (Serpieri, 1999).

Contesti difficili e leadership educativa “densa”: la resistibile istituzionalizzazione del management scolastico

SERPIERI, ROBERTO
2002

Abstract

L’obiettivo di queste riflessioni è quello di rileggere, quindi, l’incompletezza e la frammentazione della politiche (Benadusi, Serpieri 2000) di istituzionalizzazione dell’ autonomia scolastica nel nostro sistema educativo, nei termini della dialettica pluridimensionale di macro-meso-micro, dei processi di strutturazione e del gioco tra morfostasi e morfogenesi (Archer 1995). Laddove, tra le ultime arrivate del variegato set di letture dell’organizzazione e delle politiche pubbliche ispirate al postmodernismo (Strati 1996), sia l’approccio narrativo (Czarniawska 1999), che la teoria della traslazione, rimangono sul gioco istituzione-agency, se non del tutto silenti, talvolta, piuttosto evasive, quando non vanno molto oltre, ad es., di una pur suggestiva enunciazione metaforica dell’idea di traduzione come “tradimento” (Gherardi 1998). Eppure, il focus della narrazione e della traduzione di uno dei flussi dell’istituzionalizzazione dell’autonomia im-pone al centro della riflessione teorica e della pratica empirica proprio il ruolo di un attore per eccellenza, vero interprete, vero traduttore-traditore: il manager-dirigente-leader dell’organizzazione scuola (Serpieri, 1999).
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