Dagli scritti di Luigi Cosenza emerge la straordinaria contemporaneità di una riflessione su alcuni temi ancor oggi al centro del dibattito disciplinare. Questa contemporaneità è da attribuire al fatto che per Cosenza, come per tutti i ‘veri’ moderni, il Leitmotiv della ‘modernità’ è quello del metodo, i cui fondamenti riposano sulla ragione critica. I temi di cui si tratta sono raccolti in due ‘ambiti’: il primo - fare architettura - che prova ad esplorare il suo sguardo ai rapporti tra tradizione e modernità e tra abitare e costruire; il secondo - insegnare architettura - che si può articolare in una riflessione intorno ai fondamenti della disciplina come presupposto necessario per mettere a punto il suo approccio all’insegnamento ed in un punto di vista che mostra di privilegiare un’idea di esperienza come metodo di insegnamento. Appare chiara la consapevolezza di un ideale di classicità come conquista e non come eredità, come approdo tendenzialmente generalizzabile del progetto e non come modello presupposto. Cosenza, inoltre, mostra una particolare sensibilità per alcune questioni tipologiche e morfologiche, per una concezione del tipo come struttura compositiva in grado di articolare la forma stessa della città e delle sue parti ed una ‘predilezione’ per il tipo a corte in cui coglie una sorta di invariante dell’abitare mediterraneo. Non a caso questo tipo caratterizza edifici collettivi, come la Facoltà di Ingegneria, il Mercato del pesce e, sia pure in una forma aperta a croce e articolata, la Fabbrica Olivetti, che costituiva l’occasione più seducente per mettere insieme alla prova le proprie idee sull’architettura e sulla società ‘nuova’. Nella costante esigenza di verifica dei principi fondativi dell’architettura razionale il punto di vista ideologico è esplicito ed illumina senza residui la sua interpretazione del valore etico come valore fondante del razionalismo.

Architettura e passione civile. L’esperienza dell’architettura negli scritti di Luigi Cosenza

RISPOLI, FRANCESCO
2006

Abstract

Dagli scritti di Luigi Cosenza emerge la straordinaria contemporaneità di una riflessione su alcuni temi ancor oggi al centro del dibattito disciplinare. Questa contemporaneità è da attribuire al fatto che per Cosenza, come per tutti i ‘veri’ moderni, il Leitmotiv della ‘modernità’ è quello del metodo, i cui fondamenti riposano sulla ragione critica. I temi di cui si tratta sono raccolti in due ‘ambiti’: il primo - fare architettura - che prova ad esplorare il suo sguardo ai rapporti tra tradizione e modernità e tra abitare e costruire; il secondo - insegnare architettura - che si può articolare in una riflessione intorno ai fondamenti della disciplina come presupposto necessario per mettere a punto il suo approccio all’insegnamento ed in un punto di vista che mostra di privilegiare un’idea di esperienza come metodo di insegnamento. Appare chiara la consapevolezza di un ideale di classicità come conquista e non come eredità, come approdo tendenzialmente generalizzabile del progetto e non come modello presupposto. Cosenza, inoltre, mostra una particolare sensibilità per alcune questioni tipologiche e morfologiche, per una concezione del tipo come struttura compositiva in grado di articolare la forma stessa della città e delle sue parti ed una ‘predilezione’ per il tipo a corte in cui coglie una sorta di invariante dell’abitare mediterraneo. Non a caso questo tipo caratterizza edifici collettivi, come la Facoltà di Ingegneria, il Mercato del pesce e, sia pure in una forma aperta a croce e articolata, la Fabbrica Olivetti, che costituiva l’occasione più seducente per mettere insieme alla prova le proprie idee sull’architettura e sulla società ‘nuova’. Nella costante esigenza di verifica dei principi fondativi dell’architettura razionale il punto di vista ideologico è esplicito ed illumina senza residui la sua interpretazione del valore etico come valore fondante del razionalismo.
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