Il ruolo della fase di Gestione (e Manutenzione) nel Processo Edilizio, legata al concetto di “ciclo di vita”, ha reso la variabile “tempo” una variabile centrale per la conoscenza e la previsione dei processi che caratterizzano le condizioni di esercizio dell’organismo edilizio. Detta tematica è indiscutibilmente inclusa nell’area disciplinare ICAR/12 che fa esplicito riferimento alle “tecniche di trasformazione e manutenzione dell’ambiente costruito”. All’interno di tali tecniche trovano certamente spazio quelle che si riferiscono agli aspetti di modellazione e di strumentazione per la comprensione ed il controllo del processo edilizio. Tra questi svolge un ruolo importante la concezione sistemica che ha costituito il principio ispiratore del modello del sistema edilizio (normativa tecnica, UNI) strettamente collegato agli sviluppi dell’approccio esigenziale-prestazionale. All’inizio degli anni ’80 furono, infatti, elaborate le prime norme relative alla scomposizione del sistema edilizio, alla classificazione delle esigenze dell’utenza e all’analisi dei requisiti: le norme UNI 8289 e 8290. L’ipotesi di base che ha guidato la ricerca, parte dalla considerazione che gli strumenti e i modelli di interpretazione ed analisi delle opere di architettura attualmente disponibili, ancora essenzialmente basati sulle esperienze ricordate, sono nati principalmente con finalità di supporto alle fasi di progettazione e produzione, finalità diverse da quelle riservate alla fase gestionale del processo e, nello stesso tempo, che, altri ambiti disciplinari, che hanno una maggiore familiarità con problematiche legate alla gestione dei sistemi nel tempo, dispongono ormai di modelli di rappresentazione e strumenti di controllo di nuova generazione, dai quali può essere utile attingere. Questi strumenti, in accordo con le normative vigenti, potrebbero aiutare nella gestione della qualità nel tempo e nell’utilizzo corretto delle risorse disponibili ottimizzando i rapporti costi-benefici. Lo studio e l’analisi della normativa UNI, rivela il diffuso interesse per l’approccio sistemico e l’esigenza e l’opportunità di utilizzare strumenti adeguati per risolvere molte delle problematiche relative alle varie fasi del processo edilizio. È indicativo in tal senso che con la norma UNI 10838 del 31/10/99 (Terminologia riferita all'utenza, alle prestazioni, al processo edilizio e alla qualità edilizia), la precedente nozione di “sistema edilizio“ della norma UNI 7867-4 sia stata sostituita da quella più adeguata di “organismo edilizio”, definito come “Insieme strutturato di elementi spaziali e di elementi tecnici, interni ed esterni, pertinenti all’edificio, caratterizzati dalle loro funzioni e dalle loro relazioni reciproche”. Questo nuovo impulso che tende ad esaltare la natura bio-fisica degli edifici, conduce lo studio e la progettazione delle opere di architettura verso un grado di complessità paragonabile quasi a quello degli organismi viventi che rappresentano l’emblema dei sistemi complessi.

INTEGRAZIONE E REVISIONE DELLA MODELLAZIONE SISTEMICA DELLE OPERE DI ARCHITETTURA FINALIZZATA ALLA GESTIONE E MANUTENZIONE

CATURANO, UMBERTO
2002

Abstract

Il ruolo della fase di Gestione (e Manutenzione) nel Processo Edilizio, legata al concetto di “ciclo di vita”, ha reso la variabile “tempo” una variabile centrale per la conoscenza e la previsione dei processi che caratterizzano le condizioni di esercizio dell’organismo edilizio. Detta tematica è indiscutibilmente inclusa nell’area disciplinare ICAR/12 che fa esplicito riferimento alle “tecniche di trasformazione e manutenzione dell’ambiente costruito”. All’interno di tali tecniche trovano certamente spazio quelle che si riferiscono agli aspetti di modellazione e di strumentazione per la comprensione ed il controllo del processo edilizio. Tra questi svolge un ruolo importante la concezione sistemica che ha costituito il principio ispiratore del modello del sistema edilizio (normativa tecnica, UNI) strettamente collegato agli sviluppi dell’approccio esigenziale-prestazionale. All’inizio degli anni ’80 furono, infatti, elaborate le prime norme relative alla scomposizione del sistema edilizio, alla classificazione delle esigenze dell’utenza e all’analisi dei requisiti: le norme UNI 8289 e 8290. L’ipotesi di base che ha guidato la ricerca, parte dalla considerazione che gli strumenti e i modelli di interpretazione ed analisi delle opere di architettura attualmente disponibili, ancora essenzialmente basati sulle esperienze ricordate, sono nati principalmente con finalità di supporto alle fasi di progettazione e produzione, finalità diverse da quelle riservate alla fase gestionale del processo e, nello stesso tempo, che, altri ambiti disciplinari, che hanno una maggiore familiarità con problematiche legate alla gestione dei sistemi nel tempo, dispongono ormai di modelli di rappresentazione e strumenti di controllo di nuova generazione, dai quali può essere utile attingere. Questi strumenti, in accordo con le normative vigenti, potrebbero aiutare nella gestione della qualità nel tempo e nell’utilizzo corretto delle risorse disponibili ottimizzando i rapporti costi-benefici. Lo studio e l’analisi della normativa UNI, rivela il diffuso interesse per l’approccio sistemico e l’esigenza e l’opportunità di utilizzare strumenti adeguati per risolvere molte delle problematiche relative alle varie fasi del processo edilizio. È indicativo in tal senso che con la norma UNI 10838 del 31/10/99 (Terminologia riferita all'utenza, alle prestazioni, al processo edilizio e alla qualità edilizia), la precedente nozione di “sistema edilizio“ della norma UNI 7867-4 sia stata sostituita da quella più adeguata di “organismo edilizio”, definito come “Insieme strutturato di elementi spaziali e di elementi tecnici, interni ed esterni, pertinenti all’edificio, caratterizzati dalle loro funzioni e dalle loro relazioni reciproche”. Questo nuovo impulso che tende ad esaltare la natura bio-fisica degli edifici, conduce lo studio e la progettazione delle opere di architettura verso un grado di complessità paragonabile quasi a quello degli organismi viventi che rappresentano l’emblema dei sistemi complessi.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/1368
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact