La “Mappa di Orientamento Globale”, che in questo scritto viene chiamata MOG (già chiamata, in studi precedenti, “Mappa di Orientamento Fisico-Simbolico”, MOFS) è un particolare tipo di disegno, insieme planimetrico e prospettico, che riassume in una immagine di sintesi i dati storici, scientifici ed estetici rilevati come particolarmente significativi per l'individuazione dell’identità di un insediamento urbano, secondo una visione ecologica globale. Tecnicamente, è un disegno che, per la sua forma circolare, può essere guardato in tutte le direzioni: in esso è rappresentato il panorama (“visione del tutto”) che può essere percepito da un panoptikon (“luogo da cui si vede tutto”). Nel caso della rappresentazione di una città, questo punto significativo, centro del disegno, viene identificato nell’originario sito di fondazione. Nel caso di un ambito non urbano, il centro è identificato nel punto più sensibile dell’area investita da una determinata significazione dell’abitare. Essendo riportati nella MOG non solo le forme ed i riferimenti rilevabili nella terra, ma anche quelli rilevabili nel cielo, il disegno contiene dati sufficienti ed è costruito in modo da poter essere letto sia come uno strumento di rappresentazione/misurazione dello spazio - come una bussola utile all’orientamento specifico di quel luogo - che come uno strumento di rappresentazione/misurazione del tempo - come un orologio utile alla decifrazione delle fasi del giorno, e come un calendario, utile alla decifrazione delle fasi delle stagioni, così come queste fasi vengono percepite in quello specifico luogo del mondo. La MOG può essere infine costruita anche come uno strumento di orientamento cosmologico tarato sulla tradizione mitologica ed immaginaria della regione oggetto d’esame. Vengono dunque descritte le fasi di costruzione della MOG, come una sorta di “bussola-orologio-calendario” in cui si sarà resa leggibile la significatività specifica dell'orientamento spaziotemporale e della struttura del sito di fondazione della città, ma anche riferimenti al suo mito di fondazione.

UNO STRUMENTO DI RAPPRESENTAZIONE E INTERPRETAZIONE DELLE IDENTITÀ PAESISTICHE: LA MAPPA DI ORIENTAMENTO GLOBALE (MOG)

MAZZOLENI, DONATELLA
2005

Abstract

La “Mappa di Orientamento Globale”, che in questo scritto viene chiamata MOG (già chiamata, in studi precedenti, “Mappa di Orientamento Fisico-Simbolico”, MOFS) è un particolare tipo di disegno, insieme planimetrico e prospettico, che riassume in una immagine di sintesi i dati storici, scientifici ed estetici rilevati come particolarmente significativi per l'individuazione dell’identità di un insediamento urbano, secondo una visione ecologica globale. Tecnicamente, è un disegno che, per la sua forma circolare, può essere guardato in tutte le direzioni: in esso è rappresentato il panorama (“visione del tutto”) che può essere percepito da un panoptikon (“luogo da cui si vede tutto”). Nel caso della rappresentazione di una città, questo punto significativo, centro del disegno, viene identificato nell’originario sito di fondazione. Nel caso di un ambito non urbano, il centro è identificato nel punto più sensibile dell’area investita da una determinata significazione dell’abitare. Essendo riportati nella MOG non solo le forme ed i riferimenti rilevabili nella terra, ma anche quelli rilevabili nel cielo, il disegno contiene dati sufficienti ed è costruito in modo da poter essere letto sia come uno strumento di rappresentazione/misurazione dello spazio - come una bussola utile all’orientamento specifico di quel luogo - che come uno strumento di rappresentazione/misurazione del tempo - come un orologio utile alla decifrazione delle fasi del giorno, e come un calendario, utile alla decifrazione delle fasi delle stagioni, così come queste fasi vengono percepite in quello specifico luogo del mondo. La MOG può essere infine costruita anche come uno strumento di orientamento cosmologico tarato sulla tradizione mitologica ed immaginaria della regione oggetto d’esame. Vengono dunque descritte le fasi di costruzione della MOG, come una sorta di “bussola-orologio-calendario” in cui si sarà resa leggibile la significatività specifica dell'orientamento spaziotemporale e della struttura del sito di fondazione della città, ma anche riferimenti al suo mito di fondazione.
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