La perdita di identità dei luoghi e dei paesaggi rappresenta un’importante componente culturale del rischio ambientale. Esperienze quali la recente e vicina ricostruzione post-terremoto in Irpinia dimostrano come il danno all’identità dei luoghi possa venir amplificato piuttosto che risanato e rivitalizzato dai processi di ricostruzione, se questi non possono avvalersi di una cultura architettonico-ambientale forte e consolidata, e di un patrimonio già organizzato di conoscenze e metodologie d’intervento. Nonostante ciò, la maggior parte degli studi relativi all’evento terremoto e alla ricostruzione post-sisma svolti in Italia hanno teso a focalizzare l’attenzione soprattutto sui dati tecnici del sisma, approfondendo o non rilevando gli aspetti relativi all’identità dei luoghi, probabilmente per la concreta difficoltà ad approdare a risultati oggettivi. Partendo da tali premesse, nell’ambito della tematica “Sviluppo di metodologie innovative per la salvaguardia delle identità urbane e paesistiche negli ambienti a rischio” l’Unità Operativa “Architettura delle città e dei paesaggi”– Sezione Politiche Territoriali e Trasferimento Tecnologico – del CRdC AMRA, ha svolto una ricerca mirata alla individuazione delle problematiche relative alle connessioni tra il rischio sismico e la perdita di identità urbana e paesaggistica nelle esperienze di ricostruzione post-sisma in Italia maggiormente significative. Scopo del lavoro è stato individuare gli elementi di forza e di debolezza che hanno caratterizzato le ricostruzioni post-sisma scelte quali campione e mettere a confronto le peculiarità della ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia con le altre esperienze campione. I primi risultati raggiunti mostrano le principali caratteristiche relative alle ricostruzioni avvenute dopo il terremoto del 1968 in Belice, del 1976 in Friuli, del 1980 in Irpinia, del 1997 in Umbria. In Irpinia, in particolare, il terremoto ha provocato danni molto rilevanti all’identità urbana e paesistica, facendo scomparire quasi del tutto i “paesi presepe” tipici del territorio e ricostruendo al loro posto nuovi insediamenti, nella quale tuttora la popolazione ha difficoltà a riconoscersi. È opinione comune che la ricostruzione abbia rappresentato un’occasione mancata di sviluppo per l’Irpinia, anche se ha favorito la costruzione di infrastrutture necessarie ai collegamenti dei vari comuni dell’area.

LA RICOSTRUZIONE POST-SISMA DEL 1980 A CONFRONTO CON GLI EVENTI DEL BELICE, DEL FRIULI E DELL'UMBRIA. Il metodo di analisi e i primi risultati.

MAZZOLENI, DONATELLA;
2005

Abstract

La perdita di identità dei luoghi e dei paesaggi rappresenta un’importante componente culturale del rischio ambientale. Esperienze quali la recente e vicina ricostruzione post-terremoto in Irpinia dimostrano come il danno all’identità dei luoghi possa venir amplificato piuttosto che risanato e rivitalizzato dai processi di ricostruzione, se questi non possono avvalersi di una cultura architettonico-ambientale forte e consolidata, e di un patrimonio già organizzato di conoscenze e metodologie d’intervento. Nonostante ciò, la maggior parte degli studi relativi all’evento terremoto e alla ricostruzione post-sisma svolti in Italia hanno teso a focalizzare l’attenzione soprattutto sui dati tecnici del sisma, approfondendo o non rilevando gli aspetti relativi all’identità dei luoghi, probabilmente per la concreta difficoltà ad approdare a risultati oggettivi. Partendo da tali premesse, nell’ambito della tematica “Sviluppo di metodologie innovative per la salvaguardia delle identità urbane e paesistiche negli ambienti a rischio” l’Unità Operativa “Architettura delle città e dei paesaggi”– Sezione Politiche Territoriali e Trasferimento Tecnologico – del CRdC AMRA, ha svolto una ricerca mirata alla individuazione delle problematiche relative alle connessioni tra il rischio sismico e la perdita di identità urbana e paesaggistica nelle esperienze di ricostruzione post-sisma in Italia maggiormente significative. Scopo del lavoro è stato individuare gli elementi di forza e di debolezza che hanno caratterizzato le ricostruzioni post-sisma scelte quali campione e mettere a confronto le peculiarità della ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia con le altre esperienze campione. I primi risultati raggiunti mostrano le principali caratteristiche relative alle ricostruzioni avvenute dopo il terremoto del 1968 in Belice, del 1976 in Friuli, del 1980 in Irpinia, del 1997 in Umbria. In Irpinia, in particolare, il terremoto ha provocato danni molto rilevanti all’identità urbana e paesistica, facendo scomparire quasi del tutto i “paesi presepe” tipici del territorio e ricostruendo al loro posto nuovi insediamenti, nella quale tuttora la popolazione ha difficoltà a riconoscersi. È opinione comune che la ricostruzione abbia rappresentato un’occasione mancata di sviluppo per l’Irpinia, anche se ha favorito la costruzione di infrastrutture necessarie ai collegamenti dei vari comuni dell’area.
9788889972021
ISBN10: 8889972025
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