Nel novembre 1980, anche i corsi dell’Università di Napoli, appena iniziati, furono traumaticamente interrotti dal terremoto. Questa interruzione fu particolarmente prolungata e significativa per la Facoltà di Architettura. Non solo perché nell’immediato le attività didattiche furono sospese per consentire le verifiche statiche sulla stessa sede di Palazzo Gravina, ma anche, successivamente, perché il senso stesso dello svolgimento di alcune delle normali attività accademiche sembrava vacillare al confronto con le travolgenti problematiche dell’emergenza, e da ciò derivava un’impellente necessità di proiezione sul territorio, dunque di riorganizzazione e di rinnovamento metodologico ed operativo. Un gruppo di docenti, ritenendo deontologicamente necessario espletare questo impegno rigorosamente all’interno dell’ambito istituzionale, costituì il Comitato Interdisciplinare Universitario (riunendovi molte competenze: l’urbanistica, la progettazione architettonica, il restauro ambientale, la scienza delle costruzioni, l’ingegneria dei trasposrti, l’ecologia, la geologia, l’antropologia, la sociologia) ed avviò un ampio programma di ricerche coordinate, applicate alle aree investite dal sisma. Il lavoro era finalizzato alla fornitura di un servizio interistituzionale (dall’Università agli Enti Locali), e consisteva nel riordino sistematico del patrimonio di conoscenze accademiche (storiche, teoriche, tipologiche, metodologiche) al fine di renderle utilizzabili alla ricostruzione delle aree devastate dal sisma. Un filone importante di questo lavoro elaborò specifici studi progettuali per la ricostruzione. Nel febbraio 1981 si tenne a Napoli, in castel dell’Ovo, a cura del Comitato, il Convegno Nazionale “Proposte per la ricostruzione”. Gli atti furono pubblicati nel libro Proposte per la ricostruzione, edito a cura di Roberto Pane (Ed. Gallina, Napoli, 1981), con scritti di E.Caianiello, R.Pane, F.Ortolani, A.Benedetto, A.Filangieri, M.Vittorini, L.Barbera, A.Riccio, L.Capaldo, M.Civita, M.De Luca, A.L.Rossi, D.Mazzoleni, L.Mazzacane. I prodotti delle indagini, dei rilievi, e degli studi della ricerca progettuale applicata furono successivamente organizzati in forma di “studi preparatori per i piani di recupero e piani di zona”, e come tali offerti ufficialmente, come servizio istituzionale, ai sindaci dei comuni del “Cratere”. Si ripubblicano qui l’introduzione (del grande maestro storico dell'architettura Roberto Pane) ed uno dei saggi conclusivi di quel libro (“Ricostruire gli spazi della vita”, di Donatella Mazzoleni). La loro rilettura, a distanza di quasi venticinque anni, ci mostra con indiscutibile evidenza quanta parte delle risorse intellettuali, culturali e tecniche, che avrebbero potuto essere utilizzate, siano invece andate sprecate nel processo della ricostruzione. Solo una piccolissima parte di quei testi appare “datata” ad allora, il resto purtroppo appartiene ancora ad un futuro possibile.

IDENTITÀ AMBIENTALE E TERREMOTO DEL 1980 NELLA RICERCA UNIVERSITARIA

MAZZOLENI, DONATELLA;
2005

Abstract

Nel novembre 1980, anche i corsi dell’Università di Napoli, appena iniziati, furono traumaticamente interrotti dal terremoto. Questa interruzione fu particolarmente prolungata e significativa per la Facoltà di Architettura. Non solo perché nell’immediato le attività didattiche furono sospese per consentire le verifiche statiche sulla stessa sede di Palazzo Gravina, ma anche, successivamente, perché il senso stesso dello svolgimento di alcune delle normali attività accademiche sembrava vacillare al confronto con le travolgenti problematiche dell’emergenza, e da ciò derivava un’impellente necessità di proiezione sul territorio, dunque di riorganizzazione e di rinnovamento metodologico ed operativo. Un gruppo di docenti, ritenendo deontologicamente necessario espletare questo impegno rigorosamente all’interno dell’ambito istituzionale, costituì il Comitato Interdisciplinare Universitario (riunendovi molte competenze: l’urbanistica, la progettazione architettonica, il restauro ambientale, la scienza delle costruzioni, l’ingegneria dei trasposrti, l’ecologia, la geologia, l’antropologia, la sociologia) ed avviò un ampio programma di ricerche coordinate, applicate alle aree investite dal sisma. Il lavoro era finalizzato alla fornitura di un servizio interistituzionale (dall’Università agli Enti Locali), e consisteva nel riordino sistematico del patrimonio di conoscenze accademiche (storiche, teoriche, tipologiche, metodologiche) al fine di renderle utilizzabili alla ricostruzione delle aree devastate dal sisma. Un filone importante di questo lavoro elaborò specifici studi progettuali per la ricostruzione. Nel febbraio 1981 si tenne a Napoli, in castel dell’Ovo, a cura del Comitato, il Convegno Nazionale “Proposte per la ricostruzione”. Gli atti furono pubblicati nel libro Proposte per la ricostruzione, edito a cura di Roberto Pane (Ed. Gallina, Napoli, 1981), con scritti di E.Caianiello, R.Pane, F.Ortolani, A.Benedetto, A.Filangieri, M.Vittorini, L.Barbera, A.Riccio, L.Capaldo, M.Civita, M.De Luca, A.L.Rossi, D.Mazzoleni, L.Mazzacane. I prodotti delle indagini, dei rilievi, e degli studi della ricerca progettuale applicata furono successivamente organizzati in forma di “studi preparatori per i piani di recupero e piani di zona”, e come tali offerti ufficialmente, come servizio istituzionale, ai sindaci dei comuni del “Cratere”. Si ripubblicano qui l’introduzione (del grande maestro storico dell'architettura Roberto Pane) ed uno dei saggi conclusivi di quel libro (“Ricostruire gli spazi della vita”, di Donatella Mazzoleni). La loro rilettura, a distanza di quasi venticinque anni, ci mostra con indiscutibile evidenza quanta parte delle risorse intellettuali, culturali e tecniche, che avrebbero potuto essere utilizzate, siano invece andate sprecate nel processo della ricostruzione. Solo una piccolissima parte di quei testi appare “datata” ad allora, il resto purtroppo appartiene ancora ad un futuro possibile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/12105
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