Come emerge dall’analisi della letteratura, la ricerca sulle complesse relazioni tra memoria ed emozioni, il filone cosiddetto mood and memory, ha avuto il suo massimo sviluppo negli ultimi 30 anni, nonostante già prima degli anni ‘70 ci fossero isolati esempi di ricerche in tal senso. Ma è solo a partire dal 1975 che gli psicologi cominciano a dare importanza al ruolo svolto dalle emozioni nei processi di memoria, specialmente in ambito clinico e psicosociale. In questo lavoro gli autori si propongono di indagare l’organizzazione del ricordo di eventi emotivamente significativi, a seconda che questi siano eventi della propria vita, eventi raccontati o eventi pubblici. Hanno partecipato alla ricerca 264 soggetti tra tardo adolescenti/giovani adulti e adulti, equamente distribuiti per sesso e fascia d’età. Lo strumento d’indagine consisteva in un questionario, in tre forme alternative, a seconda che fosse riferito all’evento della propria vita, all’evento raccontato, o all’evento pubblico, costituito da 4 pagine, nel quale veniva chiesto di ricordare e descrivere, senza limiti di tempo, un evento significativo, tenendo conto di alcune specificazioni proposte ad esempio, tipo di evento, antecedente situazionale, pensieri ed emozioni connessi all’evento, segnali fisici, condivisione del racconto dell’evento). Era lasciata una pagina e mezzo di righe vuote per la descrizione dell’evento, alla fine delle quali venivano poste 8 domande, cui i soggetti dovevano rispondere utilizzando scale a 7 punti relative a: 1) momento in cui era accaduto l’evento; 2) importanza dell’evento; 3) intensità delle emozioni provate; 4) importanza dell’evento col passare del tempo; 5) frequenza di rievocazione dell’evento; 6) aumento/diminuzione delle emozioni provate nel ripensare all’evento; 7) frequenza di ridiscussione dell’evento; 8) aumento/diminuzione delle emozioni provate riparlando dell’evento.

Emozioni e ricordo di eventi significativi: uno studio su giovani e adulti.

CIAMBELLI, MARIA;SOMMANTICO, MASSIMILIANO
2004

Abstract

Come emerge dall’analisi della letteratura, la ricerca sulle complesse relazioni tra memoria ed emozioni, il filone cosiddetto mood and memory, ha avuto il suo massimo sviluppo negli ultimi 30 anni, nonostante già prima degli anni ‘70 ci fossero isolati esempi di ricerche in tal senso. Ma è solo a partire dal 1975 che gli psicologi cominciano a dare importanza al ruolo svolto dalle emozioni nei processi di memoria, specialmente in ambito clinico e psicosociale. In questo lavoro gli autori si propongono di indagare l’organizzazione del ricordo di eventi emotivamente significativi, a seconda che questi siano eventi della propria vita, eventi raccontati o eventi pubblici. Hanno partecipato alla ricerca 264 soggetti tra tardo adolescenti/giovani adulti e adulti, equamente distribuiti per sesso e fascia d’età. Lo strumento d’indagine consisteva in un questionario, in tre forme alternative, a seconda che fosse riferito all’evento della propria vita, all’evento raccontato, o all’evento pubblico, costituito da 4 pagine, nel quale veniva chiesto di ricordare e descrivere, senza limiti di tempo, un evento significativo, tenendo conto di alcune specificazioni proposte ad esempio, tipo di evento, antecedente situazionale, pensieri ed emozioni connessi all’evento, segnali fisici, condivisione del racconto dell’evento). Era lasciata una pagina e mezzo di righe vuote per la descrizione dell’evento, alla fine delle quali venivano poste 8 domande, cui i soggetti dovevano rispondere utilizzando scale a 7 punti relative a: 1) momento in cui era accaduto l’evento; 2) importanza dell’evento; 3) intensità delle emozioni provate; 4) importanza dell’evento col passare del tempo; 5) frequenza di rievocazione dell’evento; 6) aumento/diminuzione delle emozioni provate nel ripensare all’evento; 7) frequenza di ridiscussione dell’evento; 8) aumento/diminuzione delle emozioni provate riparlando dell’evento.
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