Una delle principali sfide degli studi critico-letterari sulla letteratura cubana del Secolo XXI consiste nell’avvicinarsi alla varietà di orizzonti tematici e formali entro cui si sviluppa la scrittura. La significativa diversificazione dei registri di produzione e consumo, la democratizzazione dei ruoli intellettuali oltre i rigidi confini della ciudad letrada e la circolazione dei testi in uno scenario ideologico in cui il globale e il locale, il privato e il pubblico, l’intimo e il politico si sovrappongono, sono elementi imprescindibili per comprendere quel territorio poliedrico che è la scrittura contemporanea, dal quale l’Isola non si sottrae. In questo articolo propongo una breve analisi sulla scrittura di tre autrici cubane: Legna Rodríguez Iglesias, nel suo Princesa Miami (Atlas político y de población); Mabel Cuesta, in In your face, papi! Arte, política y sociedad civil en Cuba; e Roxana Sobrino, di Isla de corcho. Derivas cubanas desde fiordos noruegos. I loro testi favoriscono una riflessione, a partire da uno sguardo femminile molto incisivo, su alcuni di questi complessi orizzonti della scrittura cubana. Particolare attenzione merita, in questa esplorazione, il processo di frattura dei generi che si verifica nei testi attraverso le sovrapposizioni tra i registri della memoria, le forme di appropriazione critica situate a metà strada tra l’interno e l’esterno del nazionale, e la riflessione biopolitica su soggetti migranti, trans-territorializzati.
Immagini in uno specchio rotto Scrittura e frattura in tre donne cubane / Colonna, R.. - In: PAGINE INATTUALI. - ISSN 2280-4110. - 12:(2025), pp. 53-67.
Immagini in uno specchio rotto Scrittura e frattura in tre donne cubane
roberto colonna
2025
Abstract
Una delle principali sfide degli studi critico-letterari sulla letteratura cubana del Secolo XXI consiste nell’avvicinarsi alla varietà di orizzonti tematici e formali entro cui si sviluppa la scrittura. La significativa diversificazione dei registri di produzione e consumo, la democratizzazione dei ruoli intellettuali oltre i rigidi confini della ciudad letrada e la circolazione dei testi in uno scenario ideologico in cui il globale e il locale, il privato e il pubblico, l’intimo e il politico si sovrappongono, sono elementi imprescindibili per comprendere quel territorio poliedrico che è la scrittura contemporanea, dal quale l’Isola non si sottrae. In questo articolo propongo una breve analisi sulla scrittura di tre autrici cubane: Legna Rodríguez Iglesias, nel suo Princesa Miami (Atlas político y de población); Mabel Cuesta, in In your face, papi! Arte, política y sociedad civil en Cuba; e Roxana Sobrino, di Isla de corcho. Derivas cubanas desde fiordos noruegos. I loro testi favoriscono una riflessione, a partire da uno sguardo femminile molto incisivo, su alcuni di questi complessi orizzonti della scrittura cubana. Particolare attenzione merita, in questa esplorazione, il processo di frattura dei generi che si verifica nei testi attraverso le sovrapposizioni tra i registri della memoria, le forme di appropriazione critica situate a metà strada tra l’interno e l’esterno del nazionale, e la riflessione biopolitica su soggetti migranti, trans-territorializzati.| File | Dimensione | Formato | |
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