Il contributo indaga il ruolo del museo contemporaneo come infrastruttura culturale diffusa e dispositivo urbano relazionale attraverso il caso studio di Gallerie d’Italia - Napoli. Inserita negli spazi dell’ex Banco di Napoli progettato da M. Piacentini lungo l’asse di via Toledo, la sede napoletana rappresenta un esempio emblematico di dialogo tra architettura storica, progetto contemporaneo e città. L’intervento di rifunzionalizzazione dello studio ADML Circle viene interpretato come un passaggio dalla monumentalità istituzionale chiusa a una nuova architettura relazionale, permeabile e orientata all’attraversamento urbano. La ricerca propone una metodologia fondata sull’integrazione tra analisi storica, rilievo digitale e rappresentazione critica, assumendo il disegno non come strumento descrittivo ma come dispositivo conoscitivo capace di rivelare relazioni spaziali, discontinuità e stratificazioni latenti. In questo ambito, le tecniche di rilievo digitale sono impiegate per costruire modelli interpretativi in cui il dato metrico dialoga con la lettura storico-iconografica, restituendo la complessità del palinsesto architettonico e urbano. Il paradigma dell’erranza costituisce la chiave teorica dell’indagine, interpretando lo smarrimento come condizione generativa di conoscenza. In tale prospettiva, il museo emerge come spazio di mediazione tra memoria e contemporaneità, e il disegno come atto critico capace di riattivare il senso dell’architettura e del progetto.
Il disegno errante. Dispositivo critico e culturale nel progetto delle Gallerie D'Italia di Napoli / Campi, M., Falcone, M., Camerino, M.. - Focus 2:(2026), pp. 1789-1818.
Il disegno errante. Dispositivo critico e culturale nel progetto delle Gallerie D'Italia di Napoli
MASSIMILIANO CAMPI
;MARIKA FALCONE
;MARICA CAMERINO
2026
Abstract
Il contributo indaga il ruolo del museo contemporaneo come infrastruttura culturale diffusa e dispositivo urbano relazionale attraverso il caso studio di Gallerie d’Italia - Napoli. Inserita negli spazi dell’ex Banco di Napoli progettato da M. Piacentini lungo l’asse di via Toledo, la sede napoletana rappresenta un esempio emblematico di dialogo tra architettura storica, progetto contemporaneo e città. L’intervento di rifunzionalizzazione dello studio ADML Circle viene interpretato come un passaggio dalla monumentalità istituzionale chiusa a una nuova architettura relazionale, permeabile e orientata all’attraversamento urbano. La ricerca propone una metodologia fondata sull’integrazione tra analisi storica, rilievo digitale e rappresentazione critica, assumendo il disegno non come strumento descrittivo ma come dispositivo conoscitivo capace di rivelare relazioni spaziali, discontinuità e stratificazioni latenti. In questo ambito, le tecniche di rilievo digitale sono impiegate per costruire modelli interpretativi in cui il dato metrico dialoga con la lettura storico-iconografica, restituendo la complessità del palinsesto architettonico e urbano. Il paradigma dell’erranza costituisce la chiave teorica dell’indagine, interpretando lo smarrimento come condizione generativa di conoscenza. In tale prospettiva, il museo emerge come spazio di mediazione tra memoria e contemporaneità, e il disegno come atto critico capace di riattivare il senso dell’architettura e del progetto.| File | Dimensione | Formato | |
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