Il contributo osserva il persistente divario di genere nel mercato del lavoro italiano, caratterizzato da gap occupazionali, segregazione (orizzontale e verticale) e disparità retributive. Nonostante un ricco apparato normativo multilivello e le recenti risorse del PNRR, i dati uffi- ciali evidenziano la scarsa efficacia delle misure esistenti. Le cause strutturali risiedono princi- palmente nella sbilanciata ripartizione dei carichi di cura familiare e negli stereotipi di genere. Su queste basi, l’A. si interroga sull’efficacia delle principali misure che l’ordinamento appresta per contrastare il fenomeno, concentrandosi, in particolare, sui congedi di paternità e parentali (D.Lgs. 105/2022), sulle azioni positive, la certificazione della parità e gli incentivi all’assunzio- ne. Infine, sul fronte salariale, mette in evidenza l’assenza di un principio generale di parità nel settore privato che accentua i differenziali nella retribuzione variabile; una sfida conoscitiva e regolatoria che l’imminente recepimento della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza punta a ridefinire attraverso criteri oggettivi di valutazione del lavoro.
Multidimensionalità del divario di genere e legislazione sul lavoro / Casillo, R.. - (2026), pp. 31-42.
Multidimensionalità del divario di genere e legislazione sul lavoro
Rosa Casillo
2026
Abstract
Il contributo osserva il persistente divario di genere nel mercato del lavoro italiano, caratterizzato da gap occupazionali, segregazione (orizzontale e verticale) e disparità retributive. Nonostante un ricco apparato normativo multilivello e le recenti risorse del PNRR, i dati uffi- ciali evidenziano la scarsa efficacia delle misure esistenti. Le cause strutturali risiedono princi- palmente nella sbilanciata ripartizione dei carichi di cura familiare e negli stereotipi di genere. Su queste basi, l’A. si interroga sull’efficacia delle principali misure che l’ordinamento appresta per contrastare il fenomeno, concentrandosi, in particolare, sui congedi di paternità e parentali (D.Lgs. 105/2022), sulle azioni positive, la certificazione della parità e gli incentivi all’assunzio- ne. Infine, sul fronte salariale, mette in evidenza l’assenza di un principio generale di parità nel settore privato che accentua i differenziali nella retribuzione variabile; una sfida conoscitiva e regolatoria che l’imminente recepimento della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza punta a ridefinire attraverso criteri oggettivi di valutazione del lavoro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


