Il contributo analizza il progetto di restauro, valorizzazione e miglioramento dell’accessibilità del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, finanziato nell’ambito del PNRR. Il complesso, articolato in cinque musei e ospitato in edifici monumentali del centro storico di Napoli, presenta esigenze differenti sul piano architettonico, conservativo e museografico. Attraverso un approccio multiscalare e transdisciplinare, fondato sulla conoscenza storica, sul rilievo architettonico, sulle valutazioni multicriterio e sul coinvolgimento degli stakeholder, il progetto concilia la tutela delle preesistenze con una fruizione ampliata. Gli interventi comprendono la riorganizzazione degli accessi e dei percorsi, l’adeguamento degli impianti e dei servizi, l’introduzione di supporti tattili, contenuti in Braille, audioguide e strumenti digitali, nonché la formazione del personale. L’accessibilità è così intesa non come semplice eliminazione delle barriere architettoniche, ma come possibilità di abitare e comprendere il museo in condizioni di sicurezza, autonomia e comfort. Il caso dimostra come la logica del minimo intervento e l’impiego di soluzioni compatibili possano instaurare un dialogo equilibrato tra conservazione e innovazione, configurando un modello replicabile di museo inclusivo nel quale l’accesso al patrimonio culturale è riconosciuto come un diritto collettivo.
Musei e collezioni accessibili tra restauro e fruizione inclusiva. Il caso dei musei scientifici federiciani / Picone, R., Cappelli, L., Cappelletti, P.. - (2026), pp. 161-175.
Musei e collezioni accessibili tra restauro e fruizione inclusiva. Il caso dei musei scientifici federiciani
renata picone;luigi Cappelli;piergiulio cappelletti
2026
Abstract
Il contributo analizza il progetto di restauro, valorizzazione e miglioramento dell’accessibilità del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, finanziato nell’ambito del PNRR. Il complesso, articolato in cinque musei e ospitato in edifici monumentali del centro storico di Napoli, presenta esigenze differenti sul piano architettonico, conservativo e museografico. Attraverso un approccio multiscalare e transdisciplinare, fondato sulla conoscenza storica, sul rilievo architettonico, sulle valutazioni multicriterio e sul coinvolgimento degli stakeholder, il progetto concilia la tutela delle preesistenze con una fruizione ampliata. Gli interventi comprendono la riorganizzazione degli accessi e dei percorsi, l’adeguamento degli impianti e dei servizi, l’introduzione di supporti tattili, contenuti in Braille, audioguide e strumenti digitali, nonché la formazione del personale. L’accessibilità è così intesa non come semplice eliminazione delle barriere architettoniche, ma come possibilità di abitare e comprendere il museo in condizioni di sicurezza, autonomia e comfort. Il caso dimostra come la logica del minimo intervento e l’impiego di soluzioni compatibili possano instaurare un dialogo equilibrato tra conservazione e innovazione, configurando un modello replicabile di museo inclusivo nel quale l’accesso al patrimonio culturale è riconosciuto come un diritto collettivo.| File | Dimensione | Formato | |
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