Il contributo prende avvio da una riflessione sui fatti di Minneapolis degli inizi del 2026, con le operazioni condotte dall'ICE per l'individuazione e l'espulsione di immigrati irregolari e, adoperando come motivo di fondo alcuni versi della ballata dedicata da Bruce Springsteen a quegli eventi, sviluppa un’interrogazione su che cosa significhi vivere cosmopoliticamente la città. In questo orizzonte di indagine, rivolto all’esperienza urbana in quanto educativa, l’approccio del cosmopolitismo pedagogico di marca pragmatista viene rivisitato—e, in un certo senso, integrato e completato—attraverso le lenti del cosmopolitismo migrante Thomas Nail e del cosmopolitismo terrestre di Bruno Latour.
Abitare cosmopoliticamente la città: una prospettiva filosofico-educativa / Oliverio, S.. - (2026), pp. 159-180.
Abitare cosmopoliticamente la città: una prospettiva filosofico-educativa
Stefano Oliverio
2026
Abstract
Il contributo prende avvio da una riflessione sui fatti di Minneapolis degli inizi del 2026, con le operazioni condotte dall'ICE per l'individuazione e l'espulsione di immigrati irregolari e, adoperando come motivo di fondo alcuni versi della ballata dedicata da Bruce Springsteen a quegli eventi, sviluppa un’interrogazione su che cosa significhi vivere cosmopoliticamente la città. In questo orizzonte di indagine, rivolto all’esperienza urbana in quanto educativa, l’approccio del cosmopolitismo pedagogico di marca pragmatista viene rivisitato—e, in un certo senso, integrato e completato—attraverso le lenti del cosmopolitismo migrante Thomas Nail e del cosmopolitismo terrestre di Bruno Latour.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


