Il ciclo di sviluppo di nuovi prodotti in settori ad alta tecnologia viene realizzato quasi esclusivamente in ambiente virtuale, lasciando alle prove di omologazione finale l’impiego di prototipi fisici. In questi settori, recentemente lo sviluppo della Realtà Virtuale ha migliorato la simulazione delle condizioni di uso e funzionamento di nuovi prodotti. Dall’analisi delle richieste dell’utente alle prove di usabilità alle valutazioni di ergonomia, in campo automobilistico ed aerospaziale, vengono sempre meglio esplorate le potenzialità delle nuove tecnologie immersive di Realtà Virtuale (RV), mostrandone i vantaggi rispetto al solo ambiente di modellazione 3D. Negli altri settori industriali, tuttavia, lo sviluppo in virtuale, pur conoscendo una crescente diffusione del CAD 3D, non sfrutta adeguatamente il potenziale contributo delle nuove tecnologie all’innovazione. Proprio per contribuire alla diffusione delle nuove tecnologie nelle PMI, rendendo concreto il vantaggio competitivo, viene proposto l’impiego di un laboratorio di RV nella validazione della progettazione e nella certificazione di prodotti industriali. Relativamente a questa frontiera, il cui principale confine è, ad oggi, nei limiti di interazione con il prototipo virtuale, che ha il valutatore o l’ispettore di qualità, sembra potersi affermare che si tratta di un affascinante tema di ricerca applicata ed industriale. Il fascino deriva dall’impulso all’innovazione che può essere fornito ad un gran numero di PMI dai centri di Realtà Virtuale sorti presso Enti di ricerca e Centri di Competenza e dal rendere noto ad un sempre crescente numero di progettisti fin dove possano portare attualmente le nuove tecnologie. Il caso studio sviluppato in questo lavoro e le esperienze riportate fanno riferimento al Laboratorio di Realtà Virtuale del DPGI-Università degli Studi di Napoli Federico II.

Validazione della progettazione e certificazione di parchi gioco in ambiente virtuale

LANZOTTI, ANTONIO
2006

Abstract

Il ciclo di sviluppo di nuovi prodotti in settori ad alta tecnologia viene realizzato quasi esclusivamente in ambiente virtuale, lasciando alle prove di omologazione finale l’impiego di prototipi fisici. In questi settori, recentemente lo sviluppo della Realtà Virtuale ha migliorato la simulazione delle condizioni di uso e funzionamento di nuovi prodotti. Dall’analisi delle richieste dell’utente alle prove di usabilità alle valutazioni di ergonomia, in campo automobilistico ed aerospaziale, vengono sempre meglio esplorate le potenzialità delle nuove tecnologie immersive di Realtà Virtuale (RV), mostrandone i vantaggi rispetto al solo ambiente di modellazione 3D. Negli altri settori industriali, tuttavia, lo sviluppo in virtuale, pur conoscendo una crescente diffusione del CAD 3D, non sfrutta adeguatamente il potenziale contributo delle nuove tecnologie all’innovazione. Proprio per contribuire alla diffusione delle nuove tecnologie nelle PMI, rendendo concreto il vantaggio competitivo, viene proposto l’impiego di un laboratorio di RV nella validazione della progettazione e nella certificazione di prodotti industriali. Relativamente a questa frontiera, il cui principale confine è, ad oggi, nei limiti di interazione con il prototipo virtuale, che ha il valutatore o l’ispettore di qualità, sembra potersi affermare che si tratta di un affascinante tema di ricerca applicata ed industriale. Il fascino deriva dall’impulso all’innovazione che può essere fornito ad un gran numero di PMI dai centri di Realtà Virtuale sorti presso Enti di ricerca e Centri di Competenza e dal rendere noto ad un sempre crescente numero di progettisti fin dove possano portare attualmente le nuove tecnologie. Il caso studio sviluppato in questo lavoro e le esperienze riportate fanno riferimento al Laboratorio di Realtà Virtuale del DPGI-Università degli Studi di Napoli Federico II.
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