Moltissimi sono gli studi pubblicati sui rapporti tra l’Italia e l’Argentina, rapporti molto stretti fin dal momento in cui l’Argentina, a metà ‘800, ha aperto le porte a grandi flussi immigratori provenienti dall’Europa. Moltissimi italiani hanno “fatto l’America” in questo sterminato paese, anche se spesso non senza fatica e subendo vessazioni di vario tipo. L’obiettivo principale della nostra proposta è condurre un’indagine conoscitiva della lingua italiana parlata dai componenti di seconda o terza generazione delle varie comunità italiane presenti a Rosario, e soprattutto di quelle siciliane e campane, ossia i figli di genitori emigrati in Argentina a metà del XX, nati e cresciuti in Argentina, dove hanno frequentato scuole argentine. Pertanto, la loro lingua materna è lo spagnolo, non l’italiano, che parlano comunque in seno al loro contesto familiare e che hanno studiato in centri quali la “Dante Alighieri”. Alcuni di loro hanno una conoscenza lacunosa dell’italiano o parlano un italiano un po’ libresco. Ciò è stato possibile rilevarlo in soggiorni di studi effettuati a Rosario in questi ultimi anni, grazie a una collaborazione scientifica, e didattica, esistente tra l’Università di Rosario e l’Università di Palermo, e a contatti in corso con le associazioni italiane esistenti a Rosario e soprattutto con il “Centro di studi siciliani”. Altro obiettivo è vedere quali segni linguistici italiani siano ben visibili all’interno della lingua argentina attuale, tenuto conto che il grosso degli immigrati italiani avevano un basso grado di alfabetizzazione e parlavano non già l’italiano, ma le diverse varietà italoromanze presenti sul territorio della penisola. Nonostante il numero di italiani cominciò a crescere esponenzialmente dalla metà dell’800 fino a raggiungere il suo apice nel periodo tra le due guerre mondiali, la recente unità del paese di origine e la bassa alfabetizzazione non dotarono questi immigrati di due strumenti fondamentali per lo sviluppo di un’identità nazionale e linguistica consapevole. Pertanto, la resa alla realtà culturale e linguistica del paese ospite fu quasi totale, anche grazie alla somiglianza delle proprie lingue d’origine allo spagnolo. Ciò nonostante l’influenza delle parlate italiane ebbe maggiore peso nelle città (a Buenos Aires, Rosario, etc..) soprattutto nei tratti soprasegmentali, ma fu marginale nel lessico e quasi del tutto assente dal punto di vista morfo-sintattico, fino a scomparire del tutto nelle aree più remote del paese. Infine, fare una disanima della realtà storica ed attuale dell’Italia presente nell’immaginario collettivo di questi italiani-argentini, i quali spesso hanno una visione un po’ “lontana” della patria dei loro genitori, e alla luce di ciò vedere come vivono il loro essere cittadini italiani, in quanto molti di loro hanno la doppia cittadinanza o aspirano ad averla.

Ponti linguistici tra l’Italia e l’Argentina / Musto, S., Minardi, G.. - (2023). (Ponti linguistici tra l’Italia e l’Argentina 21/04/2023).

Ponti linguistici tra l’Italia e l’Argentina

Salvatore Musto
;
2023

Abstract

Moltissimi sono gli studi pubblicati sui rapporti tra l’Italia e l’Argentina, rapporti molto stretti fin dal momento in cui l’Argentina, a metà ‘800, ha aperto le porte a grandi flussi immigratori provenienti dall’Europa. Moltissimi italiani hanno “fatto l’America” in questo sterminato paese, anche se spesso non senza fatica e subendo vessazioni di vario tipo. L’obiettivo principale della nostra proposta è condurre un’indagine conoscitiva della lingua italiana parlata dai componenti di seconda o terza generazione delle varie comunità italiane presenti a Rosario, e soprattutto di quelle siciliane e campane, ossia i figli di genitori emigrati in Argentina a metà del XX, nati e cresciuti in Argentina, dove hanno frequentato scuole argentine. Pertanto, la loro lingua materna è lo spagnolo, non l’italiano, che parlano comunque in seno al loro contesto familiare e che hanno studiato in centri quali la “Dante Alighieri”. Alcuni di loro hanno una conoscenza lacunosa dell’italiano o parlano un italiano un po’ libresco. Ciò è stato possibile rilevarlo in soggiorni di studi effettuati a Rosario in questi ultimi anni, grazie a una collaborazione scientifica, e didattica, esistente tra l’Università di Rosario e l’Università di Palermo, e a contatti in corso con le associazioni italiane esistenti a Rosario e soprattutto con il “Centro di studi siciliani”. Altro obiettivo è vedere quali segni linguistici italiani siano ben visibili all’interno della lingua argentina attuale, tenuto conto che il grosso degli immigrati italiani avevano un basso grado di alfabetizzazione e parlavano non già l’italiano, ma le diverse varietà italoromanze presenti sul territorio della penisola. Nonostante il numero di italiani cominciò a crescere esponenzialmente dalla metà dell’800 fino a raggiungere il suo apice nel periodo tra le due guerre mondiali, la recente unità del paese di origine e la bassa alfabetizzazione non dotarono questi immigrati di due strumenti fondamentali per lo sviluppo di un’identità nazionale e linguistica consapevole. Pertanto, la resa alla realtà culturale e linguistica del paese ospite fu quasi totale, anche grazie alla somiglianza delle proprie lingue d’origine allo spagnolo. Ciò nonostante l’influenza delle parlate italiane ebbe maggiore peso nelle città (a Buenos Aires, Rosario, etc..) soprattutto nei tratti soprasegmentali, ma fu marginale nel lessico e quasi del tutto assente dal punto di vista morfo-sintattico, fino a scomparire del tutto nelle aree più remote del paese. Infine, fare una disanima della realtà storica ed attuale dell’Italia presente nell’immaginario collettivo di questi italiani-argentini, i quali spesso hanno una visione un po’ “lontana” della patria dei loro genitori, e alla luce di ciò vedere come vivono il loro essere cittadini italiani, in quanto molti di loro hanno la doppia cittadinanza o aspirano ad averla.
2023
Ponti linguistici tra l’Italia e l’Argentina / Musto, S., Minardi, G.. - (2023). (Ponti linguistici tra l’Italia e l’Argentina 21/04/2023).
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1055995
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact