Nella storia di Sessa Aurunca, l’epoca medievale è tra le più significative dal punto di vista architettonico e identitario, come testimoniano, tra le altre evidenze, il Castello ducale, costruito tra l’inizio del X secolo e il 960 circa1, e la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, eretta tra il 1103 e il 1113, anno della sua consacrazione. Durante il periodo del gastaldato, in particolare, in seguito ad un primo restringimento dell’area abitata, arroccata intorno al castrum, vi fu un discreto sviluppo di alcuni borghi periferici, sorti lungo la via Appia e le sue principali diramazioni, con l’edificazione di chiese e cappelle. Conseguente a tale fenomeno fu l’edificazione della Chiesa di Santa Maria della Piana (o dell’Appiana), databile all’inizio del XIII secolo, ampiamente danneggiata dal terremoto del 1688 e successivamente abbandonata, con conseguenti numerose alterazioni e spoliazioni. Oggi di tale chiesa non restano che frammenti: una torre campanaria dissestata, significativa testimonianza di tecniche costruttive antiche, con elementi di reimpiego, e pochi lacerti murari, appartenenti all’originaria abside, su cui si intravedono sparute tracce degli affreschi che in un tempo assai remoto impreziosivano l’edificio sacro. Oltre ad approfondire la conoscenza della chiesa di Santa Maria della Piana, si indagano le dinamiche di abbandono e si vagliano le possibilità del restauro nel delicato e complesso tentativo di rivelare, a partire dai frammenti superstiti, la completezza architettonica e il portato storico-identitario delle sue rovine.
Frammenti di un Medioevo dimenticato. I ruderi della Chiesa di Santa Maria della Piana a Sessa Aurunca tra conoscenza e restauro / Cappelli, L.. - (2026), pp. 215-229. [10.69590/oeis6165]
Frammenti di un Medioevo dimenticato. I ruderi della Chiesa di Santa Maria della Piana a Sessa Aurunca tra conoscenza e restauro
Luigi Cappelli
2026
Abstract
Nella storia di Sessa Aurunca, l’epoca medievale è tra le più significative dal punto di vista architettonico e identitario, come testimoniano, tra le altre evidenze, il Castello ducale, costruito tra l’inizio del X secolo e il 960 circa1, e la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, eretta tra il 1103 e il 1113, anno della sua consacrazione. Durante il periodo del gastaldato, in particolare, in seguito ad un primo restringimento dell’area abitata, arroccata intorno al castrum, vi fu un discreto sviluppo di alcuni borghi periferici, sorti lungo la via Appia e le sue principali diramazioni, con l’edificazione di chiese e cappelle. Conseguente a tale fenomeno fu l’edificazione della Chiesa di Santa Maria della Piana (o dell’Appiana), databile all’inizio del XIII secolo, ampiamente danneggiata dal terremoto del 1688 e successivamente abbandonata, con conseguenti numerose alterazioni e spoliazioni. Oggi di tale chiesa non restano che frammenti: una torre campanaria dissestata, significativa testimonianza di tecniche costruttive antiche, con elementi di reimpiego, e pochi lacerti murari, appartenenti all’originaria abside, su cui si intravedono sparute tracce degli affreschi che in un tempo assai remoto impreziosivano l’edificio sacro. Oltre ad approfondire la conoscenza della chiesa di Santa Maria della Piana, si indagano le dinamiche di abbandono e si vagliano le possibilità del restauro nel delicato e complesso tentativo di rivelare, a partire dai frammenti superstiti, la completezza architettonica e il portato storico-identitario delle sue rovine.| File | Dimensione | Formato | |
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