Nella variegata e generalmente inedita produzione di Tristano Caracciolo compare una ricca serie di trattati pedagogici, che costituiscono veri e propri capitoli del sistema delle forme del vivere di Tristano . Tra essi spicca per completezza un lungo trattato-epistola intitolato Praecepta bene vivendi ad filium . Si tratta di un’opera che si presenta come una lunga epistola indirizzata al figlio primogenito , e che si sviluppa nei fatti come un’opera pedagogica, strutturata sullo schema ciceroniano delle 4 virtù fondamento dell’onesto: sapienza, giustizia, fortezza, temperanza (De officiis I 5). Il dedicatario dell’opera, è dunque Michele il figlio nato dalle seconde nozze con Caterina Crispano. Dalla seconda moglie Tristano ebbe quattro figli maschi e quattro femmine; dei quattro figli maschi, Michele, il primogenito (colpito da una grave malattia – forse una tubercolosi ossea – che lo rese zoppo), si occupò di amministrare i beni domestici. I Praecepta ad filium si presentano allora come insegnamento impartito da un padre al proprio figlio primogenito e da un lato mirano all’educazione interiore del giovane, dall’altro gli forniscono le forme del vivere per potersi inserire nella società contemporanea.
Le virtù sociali a Napoli per un nobile di seggio: il caso di Tristano Caracciolo / Iacono, A.. - (2026). (Colloquia Tusculana III: declinazioni della virtus nell'età dellUmanesimo Vivarium Novum, Villa Falconieri- FRASCATI 19-21 giugno 2026).
Le virtù sociali a Napoli per un nobile di seggio: il caso di Tristano Caracciolo
Antonietta Iacono
2026
Abstract
Nella variegata e generalmente inedita produzione di Tristano Caracciolo compare una ricca serie di trattati pedagogici, che costituiscono veri e propri capitoli del sistema delle forme del vivere di Tristano . Tra essi spicca per completezza un lungo trattato-epistola intitolato Praecepta bene vivendi ad filium . Si tratta di un’opera che si presenta come una lunga epistola indirizzata al figlio primogenito , e che si sviluppa nei fatti come un’opera pedagogica, strutturata sullo schema ciceroniano delle 4 virtù fondamento dell’onesto: sapienza, giustizia, fortezza, temperanza (De officiis I 5). Il dedicatario dell’opera, è dunque Michele il figlio nato dalle seconde nozze con Caterina Crispano. Dalla seconda moglie Tristano ebbe quattro figli maschi e quattro femmine; dei quattro figli maschi, Michele, il primogenito (colpito da una grave malattia – forse una tubercolosi ossea – che lo rese zoppo), si occupò di amministrare i beni domestici. I Praecepta ad filium si presentano allora come insegnamento impartito da un padre al proprio figlio primogenito e da un lato mirano all’educazione interiore del giovane, dall’altro gli forniscono le forme del vivere per potersi inserire nella società contemporanea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


