Il quadro contemporaneo delle politiche pubbliche di sviluppo territoriale in Italia è caratterizzato da una stridente aporia sistematica, originata dalla contestuale coesistenza di spinte centrifughe e dinamiche di accentramento amministrativo. Da un lato, infatti, il legislatore ha inteso perseguire una strategia di razionalizzazione e semplificazione degli interventi straordinari nelle aree economicamente svantaggiate del Paese, addivenendo alla soppressione delle preesistenti Zone Economiche Speciali (ZES) e alla correlata istituzione della ZES Unica per il Mezzogiorno. Dall'altro lato, si registra la persistente volontà di dare attuazione al regionalismo asimmetrico per il tramite della legge n. 86/2024 (c.d. Legge Calderoli). Tale dicotomia normativa rischia di ingenerare una frammentazione delle politiche ed una incoerenza dei modelli di governance, ponendo in contrasto le esigenze di coordinamento unitario dello sviluppo nazionale con le istanze di deviazione autonomistica. Il presente contributo si propone, pertanto, di indagare se tali linee di tendenza normativa risultino intrinsecamente incompatibili sul piano economico-istituzionale o se, viceversa, sia possibile tracciare un punto di equilibrio funzionale mediante un'accurata pianificazione strategica e moduli di leale collaborazione istituzionale. L'indagine è stata condotta alla luce dell'evoluzione della materia e della fondamentale sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale. Il giudice delle leggi, attraverso un incisivo intervento demolitorio e interpretativo, ha infatti profondamente rimodellato l'impianto originario della legge quadro, ridimensionandone il perimetro di applicazione e vincolando il trasferimento delle funzioni pubbliche al rispetto del principio di legalità, all'effettiva determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e ai rigorosi vincoli di finanza pubblica e solidarietà economica nazionale ex artt. 116, terzo comma, e 119 Cost.
Autonomia differenziata e ZES Unica: spunti di riflessione / Villani, S.. - (2026), pp. 221-241.
Autonomia differenziata e ZES Unica: spunti di riflessione
Salvatore Villani
2026
Abstract
Il quadro contemporaneo delle politiche pubbliche di sviluppo territoriale in Italia è caratterizzato da una stridente aporia sistematica, originata dalla contestuale coesistenza di spinte centrifughe e dinamiche di accentramento amministrativo. Da un lato, infatti, il legislatore ha inteso perseguire una strategia di razionalizzazione e semplificazione degli interventi straordinari nelle aree economicamente svantaggiate del Paese, addivenendo alla soppressione delle preesistenti Zone Economiche Speciali (ZES) e alla correlata istituzione della ZES Unica per il Mezzogiorno. Dall'altro lato, si registra la persistente volontà di dare attuazione al regionalismo asimmetrico per il tramite della legge n. 86/2024 (c.d. Legge Calderoli). Tale dicotomia normativa rischia di ingenerare una frammentazione delle politiche ed una incoerenza dei modelli di governance, ponendo in contrasto le esigenze di coordinamento unitario dello sviluppo nazionale con le istanze di deviazione autonomistica. Il presente contributo si propone, pertanto, di indagare se tali linee di tendenza normativa risultino intrinsecamente incompatibili sul piano economico-istituzionale o se, viceversa, sia possibile tracciare un punto di equilibrio funzionale mediante un'accurata pianificazione strategica e moduli di leale collaborazione istituzionale. L'indagine è stata condotta alla luce dell'evoluzione della materia e della fondamentale sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale. Il giudice delle leggi, attraverso un incisivo intervento demolitorio e interpretativo, ha infatti profondamente rimodellato l'impianto originario della legge quadro, ridimensionandone il perimetro di applicazione e vincolando il trasferimento delle funzioni pubbliche al rispetto del principio di legalità, all'effettiva determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e ai rigorosi vincoli di finanza pubblica e solidarietà economica nazionale ex artt. 116, terzo comma, e 119 Cost.| File | Dimensione | Formato | |
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