Gli agenti di emigrazione furono, fin dall’inizio dei flussi migratori nell’Italia post-unitaria, figure centrali e controverse nel reclutamento degli emigranti e nell’organizzazione dei viaggi di espatrio. Il fatto che l’attività di mediazione tra emigranti e vettori fosse scarsamente regolamentata fino all’emanazione della “legge di polizia” del 1888 contribuì alla proliferazione indiscriminata di una fitta rete di intermediari, e alla diffusione di gravi speculazioni e abusi ai danni degli emigranti. Situazione a cui si intese porre rimedio attraverso l’abolizione della figura stessa degli agenti, individuati quali la causa stessa degli espatri, a mezzo della “legge sociale” del 1901. La relazione si propone di esaminarne la storia attraverso la lente d’ingrandimento costituita dai casi giudiziari discussi presso il Tribunale penale di Napoli a cavallo tra Otto e Novecento, fonte finora scarsamente indagata, ma fondamentale per comprendere pienamente gli snodi e le problematiche centrali al fenomeno migratorio.
“Gli agenti di emigrazione nei processi del Tribunale penale di Napoli a cavallo tra Otto e Novecento”, Seminario “Agenti e agenzie di emigrazione nell’Italia meridionale di fine Ottocento: fonti e metodologia di studio”, 28 maggio 2026, Centro Studi Emigrazione, Roma - Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità, Università degli Studi di Padova / Freda, Dolores. - (2026). ( “Agenti e agenzie di emigrazione nell’Italia meridionale di fine Ottocento: fonti e metodologia di studio” Università degli Studi di Padova - Centro Studi Emigrazione, Roma 28 maggio 2026).
“Gli agenti di emigrazione nei processi del Tribunale penale di Napoli a cavallo tra Otto e Novecento”, Seminario “Agenti e agenzie di emigrazione nell’Italia meridionale di fine Ottocento: fonti e metodologia di studio”, 28 maggio 2026, Centro Studi Emigrazione, Roma - Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità, Università degli Studi di Padova.
dolores freda
2026
Abstract
Gli agenti di emigrazione furono, fin dall’inizio dei flussi migratori nell’Italia post-unitaria, figure centrali e controverse nel reclutamento degli emigranti e nell’organizzazione dei viaggi di espatrio. Il fatto che l’attività di mediazione tra emigranti e vettori fosse scarsamente regolamentata fino all’emanazione della “legge di polizia” del 1888 contribuì alla proliferazione indiscriminata di una fitta rete di intermediari, e alla diffusione di gravi speculazioni e abusi ai danni degli emigranti. Situazione a cui si intese porre rimedio attraverso l’abolizione della figura stessa degli agenti, individuati quali la causa stessa degli espatri, a mezzo della “legge sociale” del 1901. La relazione si propone di esaminarne la storia attraverso la lente d’ingrandimento costituita dai casi giudiziari discussi presso il Tribunale penale di Napoli a cavallo tra Otto e Novecento, fonte finora scarsamente indagata, ma fondamentale per comprendere pienamente gli snodi e le problematiche centrali al fenomeno migratorio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


