la mutevolezza degli orientamenti giurisprudenziali non fa altro che evidenziare l’impossibilità esegetica di colmare il deficit di determinatezza che è a monte, cioè, nella legge, e, quindi, nella sua incapacità – non emendabile per via giurisprudenziale – di orientare secondo i canoni di prevedibilità e razionalità. Questi profili non mettono in discussione i tratti connotativi della dialetticità della nomofilachia come relativa e aperta al cambiamento, che è alla base della cultura del precedente; anzi ne valorizzano l’efficacia non come auctoritas, ma come garanzia di tendenziale stabilità delle decisioni giudiziarie. Di questa sua più ampia funzione ermeneutica la Cassazione ha dimostrato di avere consapevolezza, anche nella giurisprudenza, definendo esplicitamente la propria opera interpretativa come diretta a determinare la formazione di un orientamento ermeneutico in continua evoluzione, che risulta più o meno differenziato dall’originario significato della disposizione scritta, introdotta in un certo momento storico. Da qui la valenza dinamica della nomofilachia che si nutre dell’evoluzione socio-legislativa, in quanto l’interpretazione richiede un’opera adeguatrice, in relazione alla variabilità delle situazioni, che la norma scritta è destinata a disciplinare.
La perdita di prescrittività del linguaggio normativo come causa delle oscillazioni giurisprudenziali / Iasevoli, Clelia. - (2025). ( Con o senza l'AI. Il problema dell'interpretazione delle norme Dipartimento di Studi Umanistici, aula Alliotta, Via Porta di Massa, 1, Napoli 8 aprile 2025).
La perdita di prescrittività del linguaggio normativo come causa delle oscillazioni giurisprudenziali
clelia iasevoli
2025
Abstract
la mutevolezza degli orientamenti giurisprudenziali non fa altro che evidenziare l’impossibilità esegetica di colmare il deficit di determinatezza che è a monte, cioè, nella legge, e, quindi, nella sua incapacità – non emendabile per via giurisprudenziale – di orientare secondo i canoni di prevedibilità e razionalità. Questi profili non mettono in discussione i tratti connotativi della dialetticità della nomofilachia come relativa e aperta al cambiamento, che è alla base della cultura del precedente; anzi ne valorizzano l’efficacia non come auctoritas, ma come garanzia di tendenziale stabilità delle decisioni giudiziarie. Di questa sua più ampia funzione ermeneutica la Cassazione ha dimostrato di avere consapevolezza, anche nella giurisprudenza, definendo esplicitamente la propria opera interpretativa come diretta a determinare la formazione di un orientamento ermeneutico in continua evoluzione, che risulta più o meno differenziato dall’originario significato della disposizione scritta, introdotta in un certo momento storico. Da qui la valenza dinamica della nomofilachia che si nutre dell’evoluzione socio-legislativa, in quanto l’interpretazione richiede un’opera adeguatrice, in relazione alla variabilità delle situazioni, che la norma scritta è destinata a disciplinare.| File | Dimensione | Formato | |
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