Il saggio analizza la rilettura della storia romana secondo i criteri e le categorie della nuova interpretazione biologistico-razziale della storia universale che avrebbe dovuto imporsi nella Germania nazista. Tale rivisitazione storico-culturale si poneva in sintonia con l’ideologia del ruralismo nazista, di cui il principale promotore fu, attraverso le pagine della rivista «Odal. Monatsschrift für Blut und Boden», il ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione Richard Walther Darré. Il parametro principale di questa rilettura della storia erano le razze e le presunte immodificabili peculiarità di ciascuna di esse. Secondo tale concezione l’intero corso della storia – non esclusa quella greco-romana – non faceva altro che rivelare l’incessante lotta tra la razza ‘ariana’ o ‘nordico-germanica’, i cui tratti fondamentali consistevano nella natura contadina e stanziale, e quella ‘semitica’, caratterizzata al contrario da una natura ‘nomadico-mercantile’. In virtù della loro irriducibile diversità biologica, cui corrispondeva un’altrettanto irriducibile contrapposizione tra i rispettivi sistemi di valori, compito supremo dello storico sarebbe dovuto dunque consistere nel porre in risalto, da un lato, le grandiose prestazioni della razza nordica in tutti gli ambiti della civiltà e, dall’altro, nel denunciare non solo l’incapacità della razza semitica di dar vita a una civiltà autonoma, ma anche e soprattutto la sua contagiosa potenza disgregatrice. A partire dalla sua quarta annata, «Odal» riservò ampio spazio alla trattazione della storia romana, affidando gran parte degli articoli alla penna di Ferdinand Fried Zimmermann. È necessario sottolineare la forte valenza politica di questi studi sulla storia di Roma antica, la cui immagine finiva per interessare indirettamente i rapporti tra l’Italia fascista e la Germania nazista. Bisogna infatti considerare che la narrazione del complesso e plurisecolare rapporto tra germanesimo e romanità, riflettendo l’andamento alterno delle relazioni italo-tedesche, era inevitabilmente destinata ad assumere una forte connotazione politica. In questo quadro non deve quindi sorprendere se lo stereotipo dell’antitesi tra Romani civilizzatori e Germani barbari fosse stato destinato spesso a riemergere, specie in coincidenza dei momenti di maggiore tensione tra i due Paesi. Emblematico risulta, in tal senso, l’atteggiamento ambiguo assunto da Mussolini e dal regime fascista nei confronti della presunta superiorità della razza germanica, così come era stata proclamata da parte del pensiero nordicista del Terzo Reich. Nell'analizzare la riscrittura della storia romana secondo la prospettiva del razzismo nordicista del pensiero ruralista del “sangue e suolo”, il saggio evidenzia anche come eminenti esponenti della storiografia antichistica nel Terzo Reich si rapportarono a tale interpretazione in modo spesso diversificato e ambiguo, che oscillava tra un’entusiastica adesione e un sostanziale rifiuto dei nuovi parametri ermeneutici.

La storia romana nell’ideologia nazista del ‘Blut und Boden’ / D'Onofrio, Andrea. - (2025), pp. 183-197.

La storia romana nell’ideologia nazista del ‘Blut und Boden’

Andrea D'Onofrio
2025

Abstract

Il saggio analizza la rilettura della storia romana secondo i criteri e le categorie della nuova interpretazione biologistico-razziale della storia universale che avrebbe dovuto imporsi nella Germania nazista. Tale rivisitazione storico-culturale si poneva in sintonia con l’ideologia del ruralismo nazista, di cui il principale promotore fu, attraverso le pagine della rivista «Odal. Monatsschrift für Blut und Boden», il ministro dell’Agricoltura e dell’Alimentazione Richard Walther Darré. Il parametro principale di questa rilettura della storia erano le razze e le presunte immodificabili peculiarità di ciascuna di esse. Secondo tale concezione l’intero corso della storia – non esclusa quella greco-romana – non faceva altro che rivelare l’incessante lotta tra la razza ‘ariana’ o ‘nordico-germanica’, i cui tratti fondamentali consistevano nella natura contadina e stanziale, e quella ‘semitica’, caratterizzata al contrario da una natura ‘nomadico-mercantile’. In virtù della loro irriducibile diversità biologica, cui corrispondeva un’altrettanto irriducibile contrapposizione tra i rispettivi sistemi di valori, compito supremo dello storico sarebbe dovuto dunque consistere nel porre in risalto, da un lato, le grandiose prestazioni della razza nordica in tutti gli ambiti della civiltà e, dall’altro, nel denunciare non solo l’incapacità della razza semitica di dar vita a una civiltà autonoma, ma anche e soprattutto la sua contagiosa potenza disgregatrice. A partire dalla sua quarta annata, «Odal» riservò ampio spazio alla trattazione della storia romana, affidando gran parte degli articoli alla penna di Ferdinand Fried Zimmermann. È necessario sottolineare la forte valenza politica di questi studi sulla storia di Roma antica, la cui immagine finiva per interessare indirettamente i rapporti tra l’Italia fascista e la Germania nazista. Bisogna infatti considerare che la narrazione del complesso e plurisecolare rapporto tra germanesimo e romanità, riflettendo l’andamento alterno delle relazioni italo-tedesche, era inevitabilmente destinata ad assumere una forte connotazione politica. In questo quadro non deve quindi sorprendere se lo stereotipo dell’antitesi tra Romani civilizzatori e Germani barbari fosse stato destinato spesso a riemergere, specie in coincidenza dei momenti di maggiore tensione tra i due Paesi. Emblematico risulta, in tal senso, l’atteggiamento ambiguo assunto da Mussolini e dal regime fascista nei confronti della presunta superiorità della razza germanica, così come era stata proclamata da parte del pensiero nordicista del Terzo Reich. Nell'analizzare la riscrittura della storia romana secondo la prospettiva del razzismo nordicista del pensiero ruralista del “sangue e suolo”, il saggio evidenzia anche come eminenti esponenti della storiografia antichistica nel Terzo Reich si rapportarono a tale interpretazione in modo spesso diversificato e ambiguo, che oscillava tra un’entusiastica adesione e un sostanziale rifiuto dei nuovi parametri ermeneutici.
2025
978-88-95868-77-6
La storia romana nell’ideologia nazista del ‘Blut und Boden’ / D'Onofrio, Andrea. - (2025), pp. 183-197.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1047836
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